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Autismo lungo l’arco della vita

Superando - 30 Marzo 2026 - 1:39pm

Frutto di una stretta collaborazione tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e l’Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Sassari, si tiene oggi, 30 marzo, nella Capitale e domani, martedì 31, il convegno “Autismo lungo l’arco di vita. Evidenze scientifiche e innovazioni negli interventi”, avvalendosi del patrocinio della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza)

«L’incremento delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico – sottolinea Elisa Fazzi, presidente della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) e membro corrispondente straniero dell’Accademia Francese di Medicina, in vista della  Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 Aprile – non va interpretato esclusivamente come un aumento reale dei casi, ma piuttosto come il risultato di diversi fattori, comprendenti l’ampliamento dei criteri diagnostici, la maggiore consapevolezza e il miglioramento degli strumenti di screening e diagnosi precoce. La crescita delle diagnosi rappresenta anche un segnale positivo, perché indica una maggiore capacità di intercettare precocemente i bisogni dei bambini e delle loro famiglie e tuttavia, questo trend mette sotto pressione il sistema dei servizi e rende ancora più urgente garantire risposte adeguate e tempestive su tutto il territorio nazionale fornendo ai servizi le risorse necessarie».

«Un elemento rilevante – viene ancora ricordato dalla SINPIA – riguarda poi l’età della diagnosi: negli ultimi anni in Italia ha subìto infatti una rilevante anticipazione e il disturbo viene accertato intorno ai 3 anni, mentre i dati della letteratura internazionale riportano un’età media di 49 mesi. Le evidenze scientifiche confermano inoltre che, ancora prima della diagnosi, l’individuazione precoce dei segni di rischio rappresenta un passaggio cruciale: riconoscere tempestivamente indicatori di sviluppo atipico consente infatti di avviare interventi precoci in grado di incidere significativamente sulle traiettorie evolutive e di orientare meglio il percorso diagnostico. Permangono però forti disomogeneità regionali nell’accesso ai servizi, nei tempi di attesa e nella presa in carico multidisciplinare anche per la carenza di risorse di personale e strutturali che da tempo viene sottolineata dalla nostra Società, cosicché, in alcune aree del Paese, le famiglie incontrano ancora difficoltà rilevanti nell’ottenere una valutazione tempestiva e percorsi continuativi».

È in tale contesto che si inserisce il convegno Autismo lungo l’arco di vita. Evidenze scientifiche e innovazioni negli interventi, che si apre oggi, 30 marzo, a Roma e che si protrarrà anche domani, 31 marzo, presso l’Aula Pio XI della Pontificia Università Lateranense, con la direzione scientifica di Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dell’Unità Operativa Complessa  di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, e di Stefano Sotgiu, ordinario di Neuropsichiatria Infantile all’Università di Sassari e direttore della Divisione di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Sassari, entrambi membri della SINPIA che patrocina l’evento.
Obiettivo del convegno è soprattutto fare emergere le più recenti acquisizioni scientifiche e il loro impatto nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi, con un focus sui principali snodi del percorso di cura: diagnosi precoce, interventi basati sull’evidenza, transizione all’età adulta e inclusione sociale e lavorativa. (S.B.)

A questo e a questo link sono disponibili rispettivamente gli approfondimenti sull’evento prodotti dall’ Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e dall’ Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Sassari. A quest’altro link il programma completo. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@opbg.net; ufficio.stampa@aouss.it.

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“Prima le Persone”: un incontro ad Ercolano con Alessandra Locatelli

Superando - 30 Marzo 2026 - 12:56pm

Domani, 31 marzo, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli terrà ad Ercolano (Napoli) il secondo appuntamento dell’iniziativa nazionale denominata “Prima le Persone”, per incontrare il territorio e raccontare il lavoro svolto sui temi dell’inclusione e della valorizzazione delle persone. L’occasione sarà anche utile per esporre alcune testimonianze e storie di vita di persone con disabilità, famiglie, volontari e associazioni

Nella mattinata di domani, 31 marzo (ore 10 di martedì, non mercoledì, come erroneamente indicato nella locandina qui a fianco pubblicata), al Centro Don Orione di Ercolano, in provincia di Napoli (Via San Luigi Orione al Vesuvio, 15/a, ore 10), è in programma il secondo incontro promosso dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, nell’àmbito dell’iniziativa nazionale denominata Prima le Persone, voluta per incontrare il territorio e raccontare il lavoro svolto sui temi dell’inclusione e della valorizzazione delle persone.
L’evento sarà anche l’occasione per ascoltare alcune testimonianze e storie di vita di persone con disabilità, famiglie, volontari e associazioni, che interagiranno direttamente con Locatelli. (S.B.)

A questo link la nostra segnalazione del primo incontro del 18 marzo a Roma. Per informazioni (e per confermare la propria partecipazione all’incontro): ministrolocatelli@primalepersone.com.

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125 organizzazioni chiedono una svolta netta, a livello europeo, sul lavoro delle persone con disabilità

Superando - 30 Marzo 2026 - 12:34pm

Ben 125 organizzazioni a livello continentale e nazionale hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione Europea, chiedendo che nel prossimo aggiornamento della Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità una delle azioni chiave sia una Garanzia per l’Occupazione e le Competenze delle persone con disabilità, dalle caratteristiche analoghe alla Garanzia per i Giovani, prevedendo finanziamenti specifici e adeguati

Il modello, come già sottolineato in varie occasioni, è il programma Youth Guarantee (“Garanzia per i Giovani”), lanciato già da parecchi anni e successivamente aggiornato, che punta a sostenere l’occupazione giovanile in tutta l’Unione Europea, attraverso programmi nazionali costituiti da misure che offrano appunto ai giovani un percorso verso un’integrazione stabile nel mercato del lavoro. È infatti pensando ad esso che ben 125 organizzazioni a livello continentale e nazionale* hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione Europea, indirizzata nello specifico alla vicepresidente Roxana Mînzatu e alla commissaria Hadja Lahbib, chiedendo che nell’aggiornamento della Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità, che verrà presentato il 6 maggio prossimo durante la riunione del Collegio dei Commissari, una delle azioni chiave sia una Garanzia per l’Occupazione e le Competenze delle persone con disabilità, dalle caratteristiche analoghe, come detto, alla Garanzia per i Giovani, prevedendo finanziamenti specifici e adeguati (il testo integrale della lettera è disponibile a questo link).

«Nella lettera – spiegano dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, primo firmatario della stessa – le organizzazioni sottolineano la necessità di finanziamenti e programmi specifici per ridurre gli elevati tassi di disoccupazione tra le persone con disabilità, se è vero che tra esse solo il 52,7% è occupato, rispetto al 76,7% delle persone senza disabilità. Precedenti nostre ricerche, inoltre, dimostrano che questo divario è dovuto principalmente alla mancanza di adattamenti necessari, all’offerta insufficiente di tecnologie assistive e alle scarse competenze digitali. La lettera congiunta propone quindi che una nuova Garanzia per l’Occupazione e le Competenze delle persone con disabilità affronti queste problematiche attraverso lo stanziamento di fondi, per assicurare l’accesso a opportunità di lavoro ordinarie, apprendistati o corsi di formazione, riferendosi al mercato del lavoro aperto e non a laboratori protetti; a fornire altresì supporto alle aziende e alle organizzazioni per l’attuazione degli adattamenti necessari alle persone con disabilità sul luogo di lavoro, garantendo l’accesso a certificazioni che attestino le competenze acquisite dai partecipanti con disabilità. La Garanzia, per altro, non dovrà pregiudicare il diritto delle persone a continuare a ricevere l’assegno di invalidità e altri sussidi statali».

«Questa Garanzia – ha affermato Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF – è un passo fondamentale per assicurare alle persone con disabilità pari opportunità nel mondo del lavoro. Se vogliamo un’Europa competitiva, è essenziale infatti offrire a tutti pari opportunità di contribuire!». (S.B.)

*Per l’Italia hanno sottoscritto la lettera il FID (Forum Italiano sulla Disabilità), cui fanno riferimento le Federazioni FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), CBM Italia, la Fondazione Fight the Stroke e l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il testo integrale (in inglese) della lettera inviata da 125 organizzazioni alla Commissione Europea. A quest’altro link, invece, è disponibile un’infografica (sempre in inglese) curata dall’EDF sulla richiesta di una Garanzia per l’Occupazione e le Competenze delle persone con disabilità.

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PNRR – Avviso pubblico per la presentazione di proposte progettuali per la costituzione di snodi formativi per la transizione digitale sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola

Ultime da USR Calabria - 30 Marzo 2026 - 12:04pm

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Personale ATA: Decreto esito interpello IIS Mancini-Tommasi-Todaro-Cosentino

Ultime da A. T. P. Cosenza - 30 Marzo 2026 - 10:48am

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Prova finale di valutazione della procedura selettiva per l’attribuzione delle posizioni economiche finalizzate alla valorizzazione professionale del personale A.T.A. all’interno delle Aree, di cui al decreto ministeriale n. 140 del 12 luglio 2024 – Calen

Ultime da USR Calabria - 30 Marzo 2026 - 10:34am

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Diritto allo studio 2026: integrazione elenchi definitivi beneficiari

Ultime da A. T. P. Cosenza - 30 Marzo 2026 - 9:45am

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Personale docente di sostegno – decreto di adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto per ogni ordine e grado di istruzione- a.s. 2025/26

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Marzo 2026 - 7:06pm

Caro Scotti: il sostegno non può e non deve essere “quello che passa il convento”

Superando - 27 Marzo 2026 - 6:30pm

«L’Italia si riempie la bocca con la parola inclusione – scrive Marie Helene Benedetti -, ma poi nella realtà? Si tappano buchi. Si improvvisa. Si manda chi càpita. E finché l’insegnamento di sostegno resterà “quello che passa il convento”, come ha detto Gerry Scotti in televisione, con la leggerezza di un elefante in una cristalleria, non stiamo includendo nessuno. Stiamo solo facendo finta. E nel frattempo, qualcuno resta indietro. Sempre gli stessi!»

Durante una puntata del programma di Canale 5 La Ruota della Fortuna, condotto da Gerry Scotti, una ragazza racconta il suo lavoro. Insegna italiano, storia, geografia. Poi dice: «Quest’anno sono sul sostegno». E Scotti, sorridendo leggero, tranquillo, come se stesse parlando del meteo, se ne esce con: «Lo sappiamo che voi insegnanti, pur di lavorare, accettate quello che passa il convento».
Sono una madre di figli autistici, e presidente di un’Associazione che ogni giorno entra nelle scuole, nei GLO (Gruppi di Lavoro Operativi per l’Inclusione), nei problemi veri. Io sono quella che poi raccoglie i pezzi. E quella frase non è una battuta. È una coltellata irricevibile.

Non è una gaffe. È il sistema
Perché il problema non è che Scotti l’abbia detto. Il problema è che è vero. È esattamente quello che succede, anche a discapito di quegli insegnanti che invece il sostegno lo hanno scelto per passione e che lo fanno con amore e dedizione.
Ne ho parlato proprio in un articolo uscito recentemente su queste stesse pagine (Un paradosso del sostegno: gli studenti più fragili che rischiano di trovare gli insegnanti meno preparati): il sostegno, oggi, da moltissimi docenti, troppi, viene trattato così: un ripiego, una scorciatoia, un “intanto entro nella scuola e poi vediamo”.
Quello che ha detto Gerry Scotti, senza un briciolo di tatto e senza vergogna, in televisione, e con la leggerezza di un elefante in una cristalleria, è l’amara realtà che noi famiglie e associazioni stiamo combattendo.
E nel frattempo chi ci sta sotto? I nostri figli. Bambini autistici. Ragazzi con disabilità complesse. Fragilità che non puoi permetterti di gestire “a tentativi”. E invece succede. Ogni giorno. E mi si permetta di far notare una cosa che va detta: noi pretendiamo rispetto! Non perché “diamo lavoro” a qualcuno. Non perché dobbiamo essere riconoscenti a un sistema che arranca. Ma perché quelli sono i nostri figli. Esseri umani. Persone con una dignità piena. Ragazzi fragili che, se seguiti nel modo giusto, possono crescere, evolvere, costruirsi una vita. E invece troppo spesso vengono affidati a chi non è preparato, a chi non ha scelto quel ruolo e non ne ha nemmeno la pazienza, a chi aspetta solo di andarsene. E lì il rischio è reale. Non essere capiti. Non essere stimolati. Non essere visti. E quando succede, non è neutro. Si perde tempo. Si perdono occasioni. Si perdono pezzi di vita. In molti casi si peggiora la situazione.
Questo non è accettabile. Perché i nostri figli non sono “quello che passa il convento”. Non sono un riempitivo né una tappa da attraversare per raggiungere un altro obiettivo. Sono persone. E nessuno si deve permettere di trattarli – o di parlarne – come se non lo fossero.

Io li vedo, i GLO fatti di niente!
Io nei Gruppi di Lavoro Operativi per l’Inclusione (GLO) ci sto dentro. Li vedo gli insegnanti che non sanno cosa stanno facendo. Che nemmeno lo capiscono. Alcuni, dall’alto della loro ignoranza, nemmeno accettano la condizione del bambino perché non la comprendono. Li vedo quelli che aspettano solo di scappare sulla materia. Li vedo quelli che non hanno idea di cosa sia un PEI (Piano Educativo Individualizzato), di come si gestisce un comportamento, di come si costruisce una relazione educativa. E non perché siano cattive persone. Ma perché non è quello che vogliono fare. Perché il sostegno, per troppi, è solo “quello che passa il convento”. Esattamente come ha detto lui, con la leggerezza di un bisonte che calpesta tutto ciò che trova senza neanche comprendere ciò che sta facendo.

Una frase che pesa più di quanto sembra
Al signor Scotti qualcuno deve spiegare cosa ha fatto, soprattutto dopo le sue sterili e inadeguate scuse social. Quello che per lei è leggero, quasi scontato, detto con un sorriso in una fascia televisiva, davanti a milioni di persone, per noi è esattamente il contrario.
Noi famiglie e noi associazioni lo stiamo combattendo ogni giorno da decenni nei GLO, nelle scuole, nelle riunioni, nei confronti continui con chi quel sistema lo vive sulla pelle. Lo combattiamo con le unghie e con i denti. Perché sappiamo cosa significa davvero quando il sostegno viene trattato come un passaggio, come una soluzione temporanea, come qualcosa da accettare “intanto per lavorare”.
Quella frase, detta così, non è stata solo fuori luogo, ha reso normale ciò che noi stiamo cercando, da anni, di cambiare. E quando una cosa viene normalizzata, smette di essere vista come un problema. E questo, detto da lei, pesa di più, perché lei entra nelle case degli italiani, parla a milioni di persone, contribuisce a costruire pensiero, a orientare percezioni, a rendere accettabile o inaccettabile ciò che racconta. Lei non è “uno che parla”. È parte di un sistema che forma opinioni. E proprio per questo ha una responsabilità enorme.
Non può dunque permettersi di trasformare in normalità qualcosa che noi stiamo cercando di cambiare da anni. Non può permettersi di raccontare con leggerezza una realtà che, per chi la vive, è tutto fuorché leggera. Perché mentre quelle parole scorrono veloci in televisione, qui fuori c’è chi ne paga le conseguenze. E non sono dettagli. Sono persone!

Le scuse? Non bastano proprio!
Poi dunque arrivano le scuse di Gerry Scotti. Sui social. Prima ti infanga davanti a milioni di italiani in televisione e poi sistema tutto con un post molto sbrigativo e superficiale come le parole che ha usato per definire i nostri figli: «Parole superficiali», «Non volevo mancare di rispetto»…
No. Non basta. Non basta perché quella frase non è uscita per caso. È uscita perché è normale pensarla. Ed è questo il problema. Se infatti il sostegno fosse davvero riconosciuto per quello che è – una professione a tutti gli effetti – se esistesse un percorso universitario specifico per diventare insegnanti di sostegno, come è giusto che sia, e non un passaggio rapido, non una fase temporanea della carriera, quella frase non le sarebbe mai venuta in mente. Nemmeno per scherzo. E soprattutto, molti dei danni che oggi vediamo – causati da insegnanti “di passaggio”, “di ripiego”, “di attesa” – semplicemente non esisterebbero.

I nostri figli non sono “un passaggio di carriera!
Questa è la verità che dà fastidio: i nostri figli non possono più essere il trampolino per entrare nella scuola, non possono più essere un passaggio, un “intanto lavoro”. Sono persone. E hanno diritto a insegnanti preparati, presenti, motivati. Non di gente che sta lì contando i giorni per andarsene.

Basta raccontarcela
L’Italia si riempie la bocca con la parola inclusione. Inclusione. Inclusione. Ma poi nella realtà? Si tappano buchi. Si improvvisa. Si manda chi càpita. E se qualcuno lo dice, dà fastidio.
Bene. Io sono qui proprio per questo, per dare fastidio. Perché finché il sostegno resterà “quello che passa il convento”, non stiamo includendo nessuno. Stiamo solo facendo finta. E nel frattempo, qualcuno resta indietro. Sempre gli stessi.

*Presidente dell’Associazione Asperger Abruzzo.

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Tecnologie e testimonianze concrete di chi vive la disabilità a “TechCare Expo”

Superando - 27 Marzo 2026 - 6:02pm

Il convegno “Tecnologie per la cura e l’autonomia”, dal quale sono emerse interessanti novità, ma anche testimonianze concrete di chi vive quotidianamente la disabilità hanno animato in questi giorni a Rimini la prima edizione di “TechCare Expo”, evento dedicato al futuro della cura, dell’assistenza e dell’inclusione soprattutto  attraverso le innovazioni tecnologiche, promosso dal Gruppo Maggioli Marina Cuollo (a sinistra), insieme ad Antonella Miccio, durante il suo intervento a “TechCare Expo”

Smartphone e Smartwatch non più solo strumenti di monitoraggio passivo – ad esempio del battito cardiaco, della pressione, della qualità del sonno – ma anche di assistenza e riabilitazione per persone con patologie croniche e fragilità che richiedano un supporto costante: è quanto emerso dal convegno Tecnologie per la cura e l’autonomia, svoltosi a Rimini, durante la prima edizione della rassegna TechCare Expo, evento dedicato al futuro della cura, dell’assistenza e dell’inclusione attraverso le innovazioni tecnologiche, promosso dal Gruppo Maggioli e già da noi ampiamente presentato in altra parte del giornale.
Come dunque è stato detto nel corso del convegno, stando ai dati provenienti dagli Stati Uniti, circa il 20% degli ultrasessantacinquenni hanno uno Smartwatch o un Apple Watch per monitorare il proprio stato di salute. E poiché le previsioni indicano che oltre il 20% della popolazione mondiale avrà più di 65 anni entro il 2100, si tratta di un trend è destinato a consolidarsi. E come detto, non è solo monitoraggio, ma anche supporto riabilitativo, se è vero, ad esempio, che il sistema Gain Tutor, sviluppato da un’azienda bolognese, analizza il movimento delle persone con la malattia di Parkinson e tramite sensori da posizionare su piedi e torace, suggerisce come migliorare la camminata allungando il passo tramite comandi vocali. A tal proposito, un follow-up di nove mesi su un gruppo di persone con forme lievi o intermedie di Parkinson che lo hanno utilizzato con regolarità, ha mostrato miglioramenti misurabili in scale cliniche e strumentali.

Non solo tecnologie, per altro, ma anche testimonianze concrete di chi vive quotidianamente la disabilità hanno animato in questi giorni la manifestazione di Rimini, con la Factanza Arena che ospita l’intervento di attivisti, giornalisti, creator che si occupano di disabilità, come la giornalista e scrittrice Marina Cuollo, da sempre in prima linea nella lotta contro pregiudizi e stereotipi sulla disabilità. «Oggi – ha dichiarato per l’occasione – tramite un app è possibile ordinare cibo e vederselo recapitato a casa in pochi secondi, mentre per avere i dispositivi per l’ossigenoterapia che utilizzo quotidianamente sono costretta a numerosi passaggi e interlocuzioni».
«Nessuna inclusività è quindi possibile – ha aggiunto – senza il coinvolgimento diretto delle persone che vivono ogni giorno la disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Luciana Apicella (luciana.apicella@mec-partners.it).

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POSTI DI SOSTEGNO IN DEROGA A.S. 2025/2026

Ultime da USR Calabria - 27 Marzo 2026 - 5:59pm

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Un evento a Ragusa dedicato alla sindrome di Sjögren e a tutte le malattie rare

Superando - 27 Marzo 2026 - 5:29pm

L’inaugurazione della quarantatreesima panchina azzurra, nell’àmbito dell’omonimo progetto dell’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), ma anche un murale dedicato alla Giornata delle Malattie Rare, celebratasi il 28 febbraio scorso, e il convegno “Tessendo Speranza per il Futuro” cui parteciperanno anche UNIAMO, la Federazione Italiana Malattie Rare e l’Associazione ASMARA: accadrà domani, 28 marzo, a Ragusa Il logo internazionale della Giornata Mondiale delle Malattie Rare che si celebra ogni anno nell’ultimo giorno di febbraio

Non vi sarà solo l’inaugurazione di una nuova panchina azzurra, questa volta per l’ANIMASS (Associazione Nazionale Italiana Malati Sindrome di Sjögren), la quarantatreesima dopo quelle della Sicilia, di Verona, Rimini, Napoli e di varie località del Salernitano, nell’àmbito dell’omonimo progetto regolarmente seguito anche dal nostro giornale, volto a sensibilizzare sulla sindrome di Sjögren. Verrà infatti inaugurato anche un murale dedicato alla Giornata delle Malattie Rare, celebratasi il 28 febbraio scorso, nonché il convegno Tessendo Speranza per il Futuro cui parteciperanno anche UNIAMO, la Federazione Italiana Malattie Rare e l’ASMARA (Associazione Malattia Rara Sclerodermia e altre Malattie Rare “Elisabetta Giuffrè”).
Accadrà nel pomeriggio di domani, 28 marzo, a Ragusa, evento che si avvarrà del patrocinio e della collaborazione del Comune di Ragusa e del Presidente dell’Ordine TSRM e PSTRP di Ragusa Roberto Caruso Olivo, il tutto per accendere i riflettori sulle malattie rare.
Nel dettaglio, per la panchina azzurra e per il murale l’inaugurazione sarà in Piazza Monsignor Tidona alle 15, mentre il convegno si terrà alle 16 presso la Chiesa della Badia in Corso Italia.

Per quanto riguarda la sindrome di Sjögren, si tratta di una patologia che colpisce in grande maggioranza le donne (in proporzione di 9 a 1) ed è una malattia autoimmune, sistemica, degenerativa e inguaribile che può attaccare tutte le mucose dell’organismo: occhi, bocca, naso, reni, pancreas, fegato, cuore, apparato cardiocircolatorio, apparato osteo-articolare e polmonare, degenerando spesso in linfoma non-Hodgkin, con conseguenze fatali per il 5-8% delle circa 12.000/16.000 persone malate. Tra le malattie autoimmuni è quella con il più alto rischio di linfoproliferazioni (44 volte superiore alla popolazione generale), oltre a provocare gravi effetti non soltanto sotto l’aspetto clinico e psicologico, ma anche nei confronti della vita sociale e affettiva.
A causa della complessità clinica, una diagnosi precoce e una prevenzione mirata sono sempre molto difficili, ma assolutamente necessarie e per superare questo pesante ostacolo identificativo è opportuno lavorare in rete per la presa in carico a trecentosessanta gradi delle persone malate. Ed è importante anche la conoscenza tra i giovani, per creare attenzione e accoglienza nei confronti dei coetanei/coetanee colpiti da una malattia rara invisibile come questa, che coinvolge anche la fascia pediatrica. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: animass.sjogren2005@gmail.com.

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“Pronti per l’Indipendenza”: strumenti pratici per favorire l’autodeterminazione delle persone con disabilità

Superando - 27 Marzo 2026 - 5:01pm

Fornire strumenti pratici per favorire l’autodeterminazione delle persone con disabilità, superando le barriere che spesso limitano la crescita individuale e l’inclusione sociale: è stato sostanzialmente questo l’obiettivo del progetto “Pronti per l’Indipendenza”, che ha avuto quale capofila la Federazione FISH e del quale si è tenuto l’evento conclusivo a Roma, in un incontro che ha segnato il traguardo di un percorso volto a trasformare il concetto di assistenza in una concreta cultura dell’autonomia

Fornire strumenti pratici per favorire l’autodeterminazione delle persone con disabilità, superando le barriere che spesso limitano la crescita individuale e l’inclusione sociale: è stato sostanzialmente questo l’obiettivo del progetto Pronti per l’Indipendenza del quale si è tenuto l’evento conclusivo a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, incontro che ha segnato il traguardo di un percorso volto a trasformare il concetto di assistenza in una concreta cultura dell’autonomia.
Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e seguito di volta in volta anche dal nostro giornale, Pronti per l’Indipendenza ha avuto quale capofila la FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), affiancata dai partner AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), LEDHA (Lega delle Persone con Disabilità, componente lombarda della stessa FISH), FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), AVI Umbria (Associazione Vita Indipendente), FISH Calabria, FIADDA Roma e Capit.

Il progetto si è sviluppato su tre direttrici fondamentali: la formazione, attraverso percorsi strutturati su temi quali la pianificazione del progetto di vita, la gestione delle risorse finanziarie, l’accessibilità degli ambienti e l’orientamento ai servizi di supporto; il supporto pratico alla realizzazione del proprio Progetto di Vita, tramite un contributo economico; la creazione di una rete stabile di scambio e mutuo aiuto, dove la condivisione di esperienze e buone pratiche funge da stimolo per definire e raggiungere i propri obiettivi personali.
Durante l’evento conclusivo si è posto l’accento in particolare sull’importanza di “fare rete” nello svolgere le attività, all’insegna di un impegno corale tra Terzo Settore, Famiglie e Istituzioni per abbattere non solo le barriere architettoniche, ma soprattutto quelle culturali, promuovendo una visione della disabilità basata sul diritto alla scelta e all’indipendenza. Un impegno che prosegue ora con l’altro progetto denominato Insieme per l’Indipendenza.
«L’autonomia – ha dichiarato Vincenzo Falabella, presidente della FISH – non è un traguardo che si raggiunge da soli, ma il risultato di una comunità che decide di investire sulle capacità e sul desiderio di futuro di ogni individuo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: uufficiostampa@fishets.it.

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Riparte dal Veneto il nuovo Giro d’Italia di Handbike

Superando - 27 Marzo 2026 - 4:36pm

Cinque tappe internazionali di alto livello, a partire dal 29 marzo a Noventa di Piave (Venezia), per proseguire il 21 giugno a Cesano Maderno (Monza-Brianza), il 12 luglio a Monfalcone (Gorizia) e il 6 settembre a Carugate (Milano), con la conclusione in programma per il  4 ottobre a Biella: è pronto a ripartire il Giro d’Italia di Handbike, giunto alla sedicesima edizione

Cinque tappe internazionali di assoluto livello, tutte inserite in Categoria UCI C.1.: è il percorso del 16° Giro d’Italia di Handbike che prenderà il via il 29 marzo, come avevamo già segnalato a suo tempo, a Noventa di Piave (Venezia), per proseguire il 21 giugno a Cesano Maderno (Monza-Brianza), il 12 luglio a Monfalcone (Gorizia) e il 6 settembre a Carugate (Milano), con la conclusione in programma per il  4 ottobre a Biella.
«Apriamo l’edizione 2026 del Giro – dichiara Fabio Pennella, presidente di SEO (Solutions & Events Organization) che promuove la manifestazione – con una tappa che si preannuncia di grande livello. Siamo pronti a vivere una gara competitiva e coinvolgente, in cui gli atleti daranno il massimo confermando il valore della manifestazione. Ogni appuntamento, del resto, rappresenta un tassello fondamentale nella crescita del Giro e nella promozione dello sport paralimpico sui territori. Nello specifico ringraziamo l’Amministrazione Comunale di Noventa di Piave per avere creduto in questo progetto e per il supporto concreto».
Importante novità di quest’anno, che vale certamente la pena segnalare, è che la Maglia Bianca del miglior giovane del Giro sarà simbolo della sicurezza stradale e strumento di sensibilizzazione nazionale grazie a un progetto condiviso con la Federazione Ciclistica Italiana. Essa, infatti, porterà sul fianco la frase ufficiale della Federazione stessa, Sicuri In Bici, diventando parte integrante dell’identità della maglia e del messaggio che intende trasmettere. (S.B.)

Rispettivamente a questo, questo e questo link sono disponibili approfondimenti sul 16° Giro in generale, sulla Maglia Bianca e sulla tappa di Noventa di Piave. Per altre informazioni: ufficiostampa@girohandbike.it (Angela Grassi).

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Personale Docente – Continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno per l’anno scolastico 2026/2027

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Marzo 2026 - 2:15pm

PROT_m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIALE(U).0007766.26-03-2026 Allegati PROT_m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIALE(U).0007766.26-03-2026 (339 kB)

AVVISO – Disponibilità per incarico aggiuntivo di reggenza presso l’istituzione scolastica ITT “MALAFARINA” SOVERATO di SOVERATO (CZ) – (art. 19 del C.C.N.L. – Area V Dirigenza Scolastica sottoscritto in data 11/04/2006).

Ultime da USR Calabria - 27 Marzo 2026 - 2:15pm

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L’ultimo miglio della decima “Marcia in Blu per l’Autismo”

Superando - 27 Marzo 2026 - 1:48pm

Avviata 1° marzo, sta per concludersi la “Marcia in Blu per l’Autismo”, iniziativa giunta alla sua decima edizione, promossa dalla Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, a precedere tradizionalmente la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 Aprile, che ha potuto contare sulla partecipazione di tante persone che da sole o in gruppo hanno camminato o corso. E l’“Ultimo Miglio” di domenica 29 sarà animato da varie attività Ragazzi e ragazze dell’Istituto di Istruzione Superiore Il Tagliamento di Spilimbergo (Pordenone) che hanno partecipato alla “Marcia in Blu per l’Autismo”

Ne avevamo segnalato l’avvio, il 1° marzo, e ora sta per arrivare all’Ultimo Miglio, la Marcia in Blu per l’Autismo, iniziativa giunta alla sua decima edizione, promossa dalla Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone, a precedere tradizionalmente la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 Aprile, che ha potuto contare sulla partecipazione di tante persone che da sole o in gruppo hanno camminato o corso.
Il 29 marzo, dunque, a Pordenone, la marcia dell’ultimo miglio partirà alle 10 dal Parco San Valentino (nell’area vicino al Mosaico della Pace), animata per l’occasione dai clown di corsia dell’Associazione Vip Claunando, dall’intrattenimento degli scout dell’Agesci e dal “trucca-bimbi” della Croce Rossa Italiana.
Lungo il percorso, poi, si potrà provare l’ebbrezza di un passaggio sulle hugbike, le “biciclette degli abbracci”, messe a disposizione dall’Associazione locale Noi Uniti per l’Autismo.
L’arrivo è previsto quindi alle 12 dietro la Loggia del Municipio (Piazza Calderari), alla presenza degli “Ambasciatori della Marcia”, delle istituzioni e delle organizzazioni che collaborano con la Fondazione Bambini e Autismo, insieme a tutti coloro che si sentono vicini alle persone e alle famiglie in occasione delle iniziative promosse per la Giornata del 2 Aprile.
Alla conclusione dell’evento, inoltre, verranno resi noti il numero totale dei chilometri percorsi e il numero di persone che hanno marciato durante tutto il mese, oltre alle donazioni raccolte per i progetti della Fondazione. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: relazioniesterne@bambinieautismo.org; direzione@officinadellarte.org.

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Continuità dei docenti a tempo determinato su posto di sostegno per l’anno scolastico 2026/2027

Ultime da USR Calabria - 27 Marzo 2026 - 1:45pm

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Testimonial dell’AISM di nome e di fatto

Superando - 27 Marzo 2026 - 1:11pm

Non solo palcoscenico: durante la permanenza a Genova per un suo spettacolo, l’attrice e scrittrice Chiara Francini, testimonial dell’AISM, ha visitato la sede nazionale dell’Associazione ed è stato un passaggio tutt’altro che formale, che l’ha portata a incontrare persone con sclerosi multipla, operatori e volontari, nonché a testare di persona “Hunova”, dispositivo robotico per l’equilibrio e il movimento, e anche gli “exergame”, “videogiochi attivi” sviluppati dall’AISM con l’Istituto Italiano di Tecnologia L’attrice e scrittrice Chiara Francini nella sede dell’AISM a Genova, insieme al presidente nazionale dell’Associazione Francesco Vacca

Non solo palcoscenico. Durante la permanenza a Genova per il suo spettacolo Forte e Chiara, l’attrice e scrittrice Chiara Francini – testimonial dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e volto della campagna Gardensia, promossa annualmente dalla stessa AISM e dedicata alla sensibilizzazione sulla sclerosi multipla e alle donne, le più colpite da questa malattia – ha scelto di visitare la sede nazionale dell’Associazione ed è stato un passaggio tutt’altro che formale: Francini, infatti, ha incontrato persone con sclerosi multipla, operatori e volontari, fermandosi a dialogare con i giovani volontari coinvolti nelle varie attività. Ha incontrato inoltre anche Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM, approfondendo l’impegno quotidiano dell’Associazione. E non è mancato nemmeno un gesto simbolico, ossia la firma della Carta dei Diritti AISM, che ad oggi ha già raccolto oltre 74.000 adesioni.

Spazio quindi all’esperienza sul campo e al Servizio Riabilitativo AISM di Genova, che segue ogni anno oltre 1.200 persone con sclerosi multipla, grazie a un’équipe multidisciplinare, Francini ha potuto vedere da vicino cosa significa costruire percorsi riabilitativi su misura. Ha attraversato gli spazi della riabilitazione — dalla piscina alla terapia occupazionale, fino agli ambulatori — entrando nel vivo delle attività e mettendosi in gioco in prima persona. Proprio qui, infatti, ha provato Hunova, dispositivo robotico per l’equilibrio e il movimento, cimentandosi in un esercizio che unisce corpo e mente: mantenere la stabilità su una pedana in movimento mentre si svolgeva un compito di memoria.

Il percorso è proseguito poi al NeuroBRITE-FISM Research Center, nuovo polo di ricerca presso la sede dell’AISM e centro di eccellenza europeo nella neuroriabilitazione, dove ha testato anche innovativi exergame in realtà virtuale, sviluppati con l’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), veri e propri “videogiochi attivi” che allenano insieme funzioni cognitive e motorie, tecnologie che rappresentano una frontiera della riabilitazione e che lavorano su capacità – come il multitasking – spesso compromesse nelle persone con sclerosi multipla.

«Entrare in questo Centro – ha dichiarato l’attrice – e incontrare da vicino le persone, i giovani volontari e i ricercatori dell’AISM è stata un’esperienza forte e autentica. Qui si capisce davvero quanto la riabilitazione e la ricerca possano fare la differenza nella vita quotidiana. Porto via con me storie, energia e un impegno ancora più consapevole su cosa significa vivere con la sclerosi multipla».
«Accogliere Chiara Francini nel nostro Centro – ha affermato dal canto suo Francesco Vacca – è stato un momento importante. La sua presenza qui ha un valore che va oltre la visita: significa accendere i riflettori sulla sclerosi multipla e sulle sfide quotidiane che le persone affrontano. La consapevolezza, infatti, è il primo passo per cambiare davvero le cose». (B.E. e S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Esecuzione ordinanza cautelare n. 827 del 19/03/2026 – R.G. n. 798/2025 emessa dal Tribunale di Varese – CAVALIERE Martina c/MIM

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