Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Il “Piano Casa” e le persone con disabilità

Superando - 28 Agosto 2026 - 1:20pm

Il cosiddetto “Piano Casa”, entrato in vigore con la Legge 116/26, interviene sul diritto all’abitare delle persone con disabilità promuovendo da un lato un modello abitativo maggiormente inclusivo, imponendo cioè che gli interventi previsti siano orientati ai princìpi dell’accessibilità e della progettazione universale; rafforzando dall’altro lato gli strumenti di sostegno economico destinati a favorire l’accesso e la permanenza nell’abitazione da parte delle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità

Programma di interventi con i quali si intende contrastare il disagio abitativo e aumentare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati attraverso progetti di rigenerazione urbana, valorizzazione dell’edilizia residenziale pubblica e sostegno all’edilizia sociale, il cosiddetto “Piano Casa”, entrato recentemente in vigore tramite la Legge 116/26 (conversione con modificazioni del Decreto Legge 66/26), interviene sul diritto all’abitare delle persone con disabilità attraverso un duplice approccio. Da un lato, promuove un modello abitativo maggiormente inclusivo, imponendo che gli interventi previsti siano orientati ai princìpi dell’accessibilità e della progettazione universale; dall’altro, rafforza gli strumenti di sostegno economico destinati a favorire l’accesso e la permanenza nell’abitazione da parte delle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.
L’intervento del Legislatore non si è quindi limitato a prevedere specifiche agevolazioni, ma ha anche voluto incidere sui criteri che devono guidare la realizzazione degli interventi edilizi. La norma stabilisce infatti che gli interventi realizzati debbano garantire, su base di uguaglianza con gli altri, l’accessibilità, l’autonomia, la sicurezza e la piena fruibilità degli edifici da parte delle persone con disabilità, nel rispetto dei princìpi e delle regole tecniche della progettazione universale.
Si tratta di un passaggio rilevante perché supera una visione limitata al solo abbattimento delle barriere architettoniche. L’accessibilità diventa così un elemento strutturale della politica abitativa e non un intervento meramente correttivo.

Accanto poi agli aspetti legati alla qualità e alla fruibilità degli alloggi, la legge interviene anche sul versante dell’accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale. Tra le misure più significative rientra l’ampliamento delle categorie prioritarie ammesse al Fondo di Garanzia per la prima casa istituito dalla Legge 147/13.
Tra i beneficiari rientrano ora sia le persone con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92, sia i componenti di nuclei che convivono da almeno due anni con un familiare in condizione di disabilità permanente accertata dalla medesima legge.
Per queste categorie, dunque, è prevista una garanzia pubblica sulla quota capitale del finanziamento, elevabile fino all’80 per cento in presenza di un reddito ISEE non superiore a 40.000 euro annui.
La modifica rafforza la funzione sociale del Fondo, rendendo più agevole l’accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale da parte delle persone con disabilità e delle famiglie che quotidianamente sostengono percorsi di assistenza e cura.
Da ricordare che la domanda per accedere al Fondo di Garanzia per la prima casa può essere presentata utilizzando la modulistica disponibile sul sito della CONSAP (a questo link).

*Centro Studi Giuridici HandyLex della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Piano Nazionale per la Formazione dei Docenti in servizio (P.N.F.D.) 2025-2026

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2026 - 1:06pm

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Decreto di rettifica Marotta

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2026 - 12:44pm

m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008840.28-08-2026 Allegati m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008840.28-08-2026 (550 kB)

“Rent Carrozzella”: solidarietà e impegno istituzionale per una mobilità accessibile e autonoma

Superando - 28 Agosto 2026 - 12:37pm

Presentato dall’ENAC e avviato all’Aeroporto di Roma Fiumicino, il progetto “Rent Carrozzella” intende unire solidarietà e impegno istituzionale per facilitare un sistema di mobilità sempre più accessibile, attraverso una raccolta fondi destinata a migliorare concretamente la qualità della vita dei passeggeri che necessitano di supporti per la mobilità. Nell’accoglierlo con favore, la Federazione FISH si augura che possa diventare uno standard esteso a tutta la rete aeroportuale nazionale

Presentato alla fine di luglio dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), il progetto denominato Rent Carrozzella intende unire solidarietà e impegno istituzionale per facilitare un sistema di mobilità sempre più accessibile, attraverso una raccolta fondi destinata a migliorare concretamente la qualità della vita dei passeggeri che necessitano di supporti per la mobilità. A tal proposito, per rendere concreta l’iniziativa, sono in fase di installazione, all’interno dell’Aeroporto di Roma Fiumicino, alcuni totem digitali per la raccolta di donazioni attraverso pagamento elettronico (POS), grazie al sostegno della società di gestione Aeroporti di Roma che ha messo a disposizione i relativi spazi. Le risorse raccolte saranno interamente destinate all’acquisto di carrozzine di nuova generazione, con elevati standard tecnologici e funzionali.

«Questa iniziativa – ha sottolineato in sede di presentazione Pierluigi Di Palma, presidente dell’ENAC – permetterà ad alcune categorie di persone con disabilità di trovare nello scalo di destinazione il necessario supporto alla propria esigenza di mobilità per viaggiare senza ostacoli di sorta, tal quale a qualsiasi ogni altro passeggero».
Alla presentazione del progetto ha partecipato anche Michele Adamo, consigliere della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che per l’occasione ha dichiarato: «Come FISH, accogliamo con grande favore la sinergia tra l’ENAC e Aeroporti di Roma per il progetto Rent Carrozzella. Garantire infatti l’accesso a sedie a ruote all’avanguardia non significa solo abbattere barriere fisiche e culturali, ma investire su autonomia, dignità e pari opportunità di viaggio. Ci auguriamo quindi che questa virtuosa iniziativa avviata a Roma Fiumicino diventi presto uno standard esteso a tutta la rete aeroportuale nazionale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Persone con disabilità nell’Unione Europea: la difficoltà di trovare case accessibili e a prezzi contenuti

Superando - 28 Agosto 2026 - 12:03pm

In vista anche dell’emanazione da parte della Commmissione Europea della norma che punta a fornire agli Stati Membri dell’Unione, ai vari territori e alle autorità locali una serie di strumenti da applicare per alleviare la pressione abitativa nel proprio contesto, il Forum Europeo sulla Disabilità ha lanciato un sondaggio cui collaborare tramite un questionario, riguardante gli ostacoli incontrati dalle persone con disabilità nel trovare alloggi accessibili, a prezzi contenuti e adeguati

La Commissione Europea sta preparando l’Affordable Housing Act, sorta di “Piano Casa europeo”, norma che punta a fornire agli Stati Membri dell’Unione, ai vari territori e alle autorità locali una serie di strumenti da applicare per alleviare la pressione abitativa nel proprio contesto.
A questo guarda con attenzione anche l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che attua un’azione mirata ad evidenziare ai decisori politici il reale impatto dei vari ostacoli incontrati dalle persone con disabilità e dalle loro famiglie nel trovare alloggi accessibili, a prezzi contenuti e adeguati.
Per raccogliere dunque utili testimonianze dirette, volte a dare ulteriore forza e a supportare il proprio impegno nei confronti della Commissione Europea in tale àmbito, lo stesso EDF ha lanciato un sondaggio dedicato appunto ai problemi incontrati dalle persone con disabilità dell’Unione Europea nel trovare casa. Il relativo questionario è disponibile a questo link, aperto naturalmente alla compilazione anche da parte di tutti i cittadini e le cittadine con disabilità del nostro Paese. (S.B.)

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Procedura di accreditamento delle istituzioni scolastiche statali e paritarie quali sedi di svolgimento delle attività di tirocinio docenti ai sensi dell’art. 12, D.M. 249/2010, del D.M. 93/2012 e del DPCM 4 agosto 2023 – Acquisizione delle candidature...

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2026 - 11:19am

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AVVISO – DISPONIBILITA’ PER INCARICHI AGGIUNTIVI DI REGGENZA PRESSO L’ISTITUZIONE SCOLASTICA IC SAN LUCIDO di SAN LUCIDO (CS) – (ART. 19 DEL C.C.N.L. – AREA V DIRIGENZA SCOLASTICA SOTTOSCRITTO IN DATA 11/04/2006).

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2026 - 10:44am

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Decreto di rettifica delle utilizzazioni/assegnazioni

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2026 - 9:13am

m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008822.28-08-2026 Allegati m_pi.AOOUSPCZ.REGISTRO UFFICIALE(U).0008822.28-08-2026 (424 kB)

Personale Docente – Disponibilità su posto comune e di sostegno e costituzione posti orario utili ai fini del conferimento delle supplenze as 2026/2027

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 10:29pm

Allegati POSTI DISPONIBILI CON RISERVE (25 kB)PostiOrario_AA_441897 (13 kB)PostiOrario_EE_441897 (17 kB)PostiOrario_MM_441897 (2) (18 kB)PostiOrario_SS_441897 (15 kB)

Personale ATA – Assegnazioni Provvisorie Interprovinciali per l’A.S. 2026/2027 – ASSEGNAZIONI DI SEDE

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 6:41pm

Personale docente – rettifiche assegnazioni provvisorie interprovinciali – tipo posto sostegno – scuola secondaria di secondo grado, a.s. 2026/27

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 6:30pm

Oltre le parole: la cultura negata e la falsa inclusione delle persone con disabilità sensoriali

Superando - 27 Agosto 2026 - 5:58pm

«Fino a quando una persona cieca o sorda dovrà rinunciare a una serata al cinema o a un festival estivo perché il sistema lo ignora – scrive Laura Giordani -, l’Italia continuerà a essere un Paese a democrazia incompiuta, in cui la cultura è un privilegio di pochi e l’inclusione resta solo una bella parola con cui riempirsi la bocca. E non si parla di una piccola minoranza, ma di una fetta enorme di cittadini e cittadine cui viene sistematicamente negato il diritto fondamentale alla cultura, all’intrattenimento e alla socialità»

Si fa un gran parlare di inclusione, di accessibilità, di diritti universali. Le parole scorrono fluide sui social network, nei comunicati stampa istituzionali, nei programmi elettorali e nei convegni patinati. Ma a una retorica sempre più affollata corrisponde, nella realtà dei fatti, una sconcertante assenza di lotta politica e sociale. Perché l’inclusione non è un concetto astratto da esibire come medaglia al merito: è una conquista quotidiana, un terreno di scontro per ottenere equità e parità. E finché continueremo a trattare i diritti delle persone con disabilità sensoriale – persone cieche, ipovedenti, sorde o ipoudenti – come forme di cortesia o di benevola concessione, resteremo intrappolati in un perenne, immobile assistenzialismo.

Le basi teoriche non mancano, ed è forse questo l’aspetto più frustrante. L’articolo 3 della nostra Costituzione è scolpito in termini inequivocabili: spetta alla Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. A livello internazionale, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (ratificata in Italia con la Legge 18/09) e la recente Direttiva Europea sull’Accessibilità, entrata in vigore nel giugno dello scorso anno (European Accessibility Act), sanciscono nero su bianco che l’accesso alla vita culturale deve avvenire su base di uguaglianza.
Eppure, basta varcare la soglia di un cinema, di un teatro o partecipare a un’arena cinematografica estiva organizzata da un qualsiasi Comune per accorgersi che l’Italia è un Paese “a geometria variabile”: le Leggi esistono, ma vengono applicate a metà.
La Legge Cinema 220/16 vincola giustamente l’erogazione del Tax Credit alla consegna di copie audiovisive dotate di audiodescrizione e sottotitoli. Ma cosa accade nella pratica? Spesso quelle copie finiscono negli archivi delle cineteche, mentre nelle sale cinematografiche commerciali il film viene diffuso nella sua versione standard, ignorando completamente le necessità di chi non vede o non sente.
Il servizio offerto sembra uguale per chiunque, ma il risultato è un’esclusione silenziosa che marginalizza milioni di italiani. Non parliamo infatti di una piccola minoranza, ma di una fetta enorme di cittadini e cittadine cui viene sistematicamente negato il diritto fondamentale alla cultura, all’intrattenimento e alla socialità. Una vera e propria discriminazione su larga scala.

Eppure, l’inclusione di queste persone potrebbe essere realizzata facilmente, proiettando opere dotate di ausili idonei: per gli spettatori ciechi o ipovedenti l’audiodescrizione, una traccia audio complementare che descrive con precisione oggettiva e rispetto artistico le espressioni del viso, il linguaggio del corpo, l’ambientazione, i costumi e le azioni che altrimenti andrebbero perse. Per quelli non udenti, i sottotitoli che, allo stesso modo, restituiscono non solo i dialoghi, ma l’intera architettura sonora della scena.
Questi ausili esistono, come esistono le figure professionali, altamente formate, che si occupano di realizzarli. Tuttavia, entrambi gli strumenti hanno ancora oggi un ruolo marginale, come se la cultura dovesse rimanere “un club esclusivo” per “normodotati”.
Spesso si sente dire che, non essendoci una norma che obbliga la sala cinematografica a proiettare tutti i film con i dovuti supporti, l’accessibilità sia rimessa alla mera discrezionalità del gestore o dell’organizzatore culturale. Ma questa non è altro che una comoda scusa giuridica e morale. L’obiettivo primario dell’accessibilità, infatti, non è l’assistenza, men che meno la compassione, ma è l’autonomia: permettere a una persona con disabilità di fruire di un film o di una mostra senza dover dipendere necessariamente dall’aiuto di altri.

È ora dunque di smettere di invocare l’inclusione solo nei convegni o nei post celebrativi sui social. I diritti non si mendicano, si pretendono. Le major cinematografiche, le catene multisala, le amministrazioni comunali, i teatri, i musei, devono assumersi la responsabilità civile e morale di aprire le porte a tutti e tutte. Fino a quando un cittadino cieco o sordo dovrà rinunciare a una serata al cinema o a un festival estivo perché il sistema lo ignora, l’Italia continuerà a essere un Paese a democrazia incompiuta, in cui la cultura è un privilegio di pochi e l’inclusione resta solo una bella parola con cui riempirsi la bocca.

*Adattatrice dialoghista, audiodescrittrice, docente universitaria, scrittrice.

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PERSONALE ATA – IMMISSIONI IN RUOLO A.S. 2026/27 – ASSEGNAZIONE SEDE

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 5:28pm

Mobilità di fatto docenti A.S. 2026-27. Scuola secondaria di primo grado, scambio sedi tra coniugi

Ultime da A. T. P. Cosenza - 27 Agosto 2026 - 5:28pm

Allegati m_pi.AOOUSPCS.REGISTRO UFFICIALE(U).0012702.27-08-2026 (258 kB)rettifiche e scorrimenti 1 gradoi (2 MB)rettifiche e scorrimenti secondo grado (190 kB)

Personale ATA – Immissioni in ruolo Funzionari EQ (ex DSGA) – Esiti scelta sede.

Ultime da A. T. P. Cosenza - 27 Agosto 2026 - 5:25pm

      Allegati m_pi.AOOUSPCS.REGISTRO UFFICIALE(U).0012701.27-08-2026 (335 kB)

Trentasei conchiglie, a scandire gli anni di un soggiorno dove il mare è davvero un luogo per tutti e tutte

Superando - 27 Agosto 2026 - 5:22pm

Ci sono progetti che diventano via via parte dell’identità di una comunità. Il soggiorno marino organizzato dal Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli) per le persone con disabilità e le loro famiglie appartiene a questa categoria: un’esperienza che da circa trentasei anni, così come le conchiglie che simbolicamente li rappresentano, unisce inclusione, partecipazione e relazioni, dimostrando come il diritto al tempo libero, alla socialità e alla vacanza possa diventare una concreta occasione di cittadinanza Immagine realizzata da Maria Rosaria Ricci

Ci sono progetti che, con il passare del tempo, smettono di essere semplici iniziative e diventano parte dell’identità di una comunità. Il soggiorno marino organizzato dal Comune di Pomigliano d’Arco (Napoli) per le persone con disabilità e le loro famiglie appartiene senza dubbio a questa categoria: un’esperienza che da circa trentasei anni unisce inclusione, partecipazione e relazioni, dimostrando come il diritto al tempo libero, alla socialità e alla vacanza possa diventare una concreta occasione di cittadinanza.

L’edizione 2026, svoltasi dal 12 al 22 luglio presso il Villaggio Sira Resort di Nova Siri (Matera), ha confermato ancora una volta il valore di un’iniziativa che va ben oltre il significato tradizionale di soggiorno estivo. In un contesto accessibile, infatti, persone con diverse disabilità, famiglie, operatori e accompagnatori hanno condiviso giornate fatte di mare, amicizia e socialità, vivendo un’esperienza nella quale ciascuno ha potuto sentirsi accolto e parte integrante del gruppo. Non soltanto un servizio di rilevanza sociale, dunque, ma un percorso che negli anni ha acquisito sempre maggiore spessore umano, istituzionale e collettivo, fino a diventare un vero e proprio fiore all’occhiello per la città di Pomigliano d’Arco.
Dietro questo risultato c’è per altro un percorso costruito nel tempo dal Comune di Pomigliano d’Arco, attraverso una rete di servizi e progetti dedicati alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Il soggiorno marino è uno dei simboli di questa visione inclusiva, che si affianca ad altre esperienze, come il progetto di co-housing Frida Kahlo, dedicato all’autonomia e alla vita indipendente.
Il soggiorno marino rappresenta così una risposta concreta a un pregiudizio ancora presente: quello secondo cui la disabilità sarebbe incompatibile con il viaggio, la vacanza o il divertimento. Al contrario, quando vengono garantiti servizi adeguati, ambienti accessibili e una rete di sostegno competente, il tempo libero diventa un autentico strumento di inclusione e crescita personale.

In tale prospettiva si inserisce il valore del “mare per tutti”, ovvero non solo la possibilità di raggiungere una spiaggia accessibile, ma il riconoscimento del diritto di ogni persona a vivere pienamente un’esperienza di libertà, autonomia e partecipazione. Significa cioè abbattere quelle barriere fisiche e culturali che ancora oggi impediscono a molte persone di godere del tempo libero e della bellezza del mare, cosicché quando un territorio sceglie di rendere il mare realmente accessibile, non offre semplicemente un servizio, ma costruisce inclusione e restituisce a tutti il diritto di sentirsi parte della comunità.

Durante il soggiorno al Sira Resort, partecipanti storici e nuovi arrivi hanno costruito, giorno dopo giorno, un gruppo affiatato. La condivisione degli spazi, delle attività e della quotidianità ha favorito la nascita di nuove amicizie e il consolidamento di relazioni già esistenti, confermando come l’inclusione sia prima di tutto un’esperienza vissuta.
Quando questo accade, il divertimento diventa naturale e ogni attività acquista un significato più profondo. Così il gruppo diventa un tutt’uno e il soggiorno marino supera il concetto di semplice vacanza inclusiva: diventa un’esperienza tra amici e amiche, nella quale ciascuno si sente accolto, valorizzato e parte integrante di una grande famiglia.
Fondamentale è stato anche il contributo della Cooperativa Sociale Novass di Policoro (Matera) i cui operatori hanno saputo accompagnare il gruppo con competenza, professionalità e grande umanità. I nomi e i volti di Adelaide, Antonello, Vincenzo, Maddalena e Giusy resteranno quindi tra i ricordi più belli di questa esperienza: sono stati compagni speciali dei risvegli per raggiungere il mare, delle risate sulla spiaggia, dei pomeriggi trascorsi in piscina e di quei momenti semplici che spesso diventano i più importanti.
Le attività di animazione hanno saputo coinvolgere tutti con naturalezza, creando occasioni di incontro, divertimento e condivisione. Tra balli, sorrisi, musica e i tormentoni che hanno accompagnato questa estate, ogni giornata ha avuto la sua colonna sonora. La famosa Tintarella di luna è diventata la canzone del gruppo, accompagnando insieme ai successi dell’estate le giornate di festa e condivisione, grazie all’aiuto dei nostri “super eroi”, che con entusiasmo e sensibilità hanno coinvolto ogni persona nelle attività.
Un ulteriore momento significativo del soggiorno marino di quest’anno è stato rappresentato dalla visita del vicesindaco Domenico Leone, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pomigliano d’Arco, che segue con particolare attenzione le attività dedicate alle persone con disabilità, un impegno condiviso con la dirigente Gelsomina Romano e con tutto il personale dei Servizi Sociali, che ogni anno mettono a disposizione professionalità, competenza e cuore affinché questo progetto continui a crescere e a rappresentare un punto di riferimento per la città.

E così, anno dopo anno, questi soggiorni marini si sono trasformati simbolicamente in trentasei conchiglie adagiate sulla sabbia e accarezzate dalle onde, capaci di raccontare la storia di ogni estate vissuta insieme. Trentasei conchiglie che custodiscono un piccolo frammento di ciascun partecipante: sorrisi, emozioni, amicizie e ricordi condivisi. Ma che soprattutto custodiscono il segno profondo di una storia collettiva, una storia di inclusione e di comunità che appartiene alla città di Pomigliano d’Arco.

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Personale Docente – GPS a.s. 2026/2028  – Rettifica punteggi

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 27 Agosto 2026 - 5:09pm

Caldo e sclerosi multipla: sintomi che peggiorano (temporaneamente) senza una ricaduta della malattia

Superando - 27 Agosto 2026 - 4:49pm

Le numerose ondate di calore che hanno interessato e che tuttora stanno interessando il nostro Paese hanno riportato l’attenzione sugli effetti che le alte temperature possono avere sulle persone con sclerosi multipla, con l’improvviso peggioramento di una serie di sintomi. Nella maggior parte dei casi, però, come sottolineato dall’AISM, si tratta del cosiddetto “fenomeno di Uhthoff”, temporanea accentuazione dei sintomi provocata dall’aumento della temperatura corporea e non di una nuova attività della malattia

Le numerose ondate di calore che hanno interessato e che tuttora stanno interessando il nostro Paese hanno riportato l’attenzione sugli effetti che le alte temperature possono avere sulle persone con sclerosi multipla. «Ormai da molte settimane – segnalano dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) -, così come accade ogni estate, al nostro Numero Verde arrivano richieste di chiarimento da parte di persone che riferiscono un improvviso peggioramento di sintomi come stanchezza, debolezza, difficoltà nel camminare o disturbi della vista e temono una ricaduta della malattia. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta del cosiddetto “fenomeno di Uhthoff”, una temporanea accentuazione dei sintomi provocata dall’aumento della temperatura corporea e non di una nuova attività della malattia».
«Il caldo – spiega il neurologo Filippo Martinelli Boneschi, direttore del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale San Paolo di Milano – rappresenta uno stress per un sistema nervoso che, nella sclerosi multipla, è già reso più vulnerabile dalla demielinizzazione. Anche un lieve aumento della temperatura corporea, quindi, può interrompere la normale funzione nervosa e rallentare la conduzione degli impulsi nervosi, determinando un peggioramento temporaneo di sintomi già presenti, come fatigue, debolezza muscolare, difficoltà nella deambulazione, offuscamento della vista, formicolii o rigidità muscolare. Si tratta di manifestazioni che, nella maggior parte dei casi, tendono a regredire quando la temperatura corporea torna a diminuire».

Il professor Martinelli Boneschi sottolinea quindi l’importanza di distinguere questi episodi da una vera ricaduta della malattia. «Una ricaduta – dice infatti – è caratterizzata dalla comparsa di sintomi nuovi oppure da un peggioramento persistente di quelli già presenti, che dura oltre 24 ore e non è spiegato dal caldo, da una febbre o da un’infezione. Quando i sintomi non migliorano dopo il raffreddamento del corpo o appaiono diversi dal solito e comunque di durata superiore alle 24 ore, allora è effettivamente opportuno contattare il proprio neurologo o il Centro Sclerosi Multipla di riferimento».

«Per affrontare le giornate più calde – ricordano dall’AISM, citando per altro una serie di comportamenti all’insegna del buon senso – è utile adottare alcuni semplici accorgimenti: limitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata, mantenere gli ambienti freschi, indossare abiti leggeri e traspiranti, bere regolarmente anche in assenza dello stimolo della sete, preferire pasti leggeri e programmare eventuali attività fisiche nelle ore più fresche. Possono offrire sollievo anche una doccia tiepida, un asciugamano refrigerante o una sosta in un ambiente climatizzato. È inoltre importante conservare correttamente i farmaci, seguendo le indicazioni riportate nel foglio illustrativo ed evitandone l’esposizione a temperature elevate».
E in ogni caso, proprio per aiutare le persone con sclerosi multipla ad affrontare il caldo in sicurezza, l’AISM ha pubblicato sul proprio sito (a questo link) un approfondimento dedicato al fenomeno di Uhthoff, con consigli pratici per gestire il caldo e indicazioni sulla corretta conservazione dei farmaci. Mentre per dubbi sui sintomi o sulla terapia è sempre possibile rivolgersi al proprio Centro Sclerosi Multipla di riferimento oppure contattare lo stesso Numero Verde dell’AISM (800 80 30 28). (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Formale diffida dell’Autorità Garante per i Diritti delle Persone con Disabilità alla compagnia aerea easyJet

Superando - 27 Agosto 2026 - 4:15pm

Al termine di una propria istruttoria conoscitiva, l’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità ha formalmente diffidato la compagnia aerea easyJet dal reiterare le modalità organizzative che nel luglio scorso avevano determinato la mancata partenza da Roma Fiumicino per la Scozia, da parte degli atleti con disabilità componenti la Nazionale Italiana di powerchair football Gli atleti con disabilità bloccati all’Aeroporto di Roma Fiumicino nel luglio scorso

Come avevamo segnalato a fine luglio, era arrivata anche sul tavolo dell’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità la vicenda riguardante quanto accaduto all’Aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, dove agli atleti della Nazionale Italiana di powerchair football della FIPPS (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) era stato impedito di imbarcarsi su un volo easyJet diretto a Glasgow, in Scozia, per partecipare a un importante torneo internazionale in vista dei prossimi Campionati del Mondo in Argentina, nonostante la stessa FIPPS avesse richiesto e ottenuto, con largo anticipo, tutte le autorizzazioni necessarie al trasporto. L’Autorità Garante aveva dunque avviato un’istruttoria conoscitiva al termine della quale, come viene ora reso noto in un comunicato, «ha formalmente diffidato EasyJet Airline Company Limited dal reiterare le modalità organizzative che hanno determinato la mancata partenza della Nazionale Italiana di powerchair football per Glasgow».
«Dall’istruttoria – riferiscono infatti dall’Autorità Garante – è emerso che EasyJet aveva ricevuto già il 29 aprile, con quasi tre mesi di anticipo, l’elenco degli atleti e degli accompagnatori, insieme al numero e alle caratteristiche tecniche delle carrozzine utilizzate per la mobilità quotidiana e per l’attività sportiva. E tuttavia, le carrozzine sportive, pur essendo state comunicate, non furono correttamente registrate nel sistema di prenotazione come ausili elettrici alla mobilità. Le necessarie verifiche operative furono quindi avviate soltanto a ridosso della partenza e le soluzioni prospettate in quella fase – il trasporto separato delle carrozzine o la suddivisione della delegazione su più voli – risultarono incompatibili con le esigenze degli atleti e con la finalità del viaggio».

Il Collegio dell’Autorità Garante ha contestato pertanto alla compagnia «l’incompleta registrazione delle informazioni ricevute, il tardivo coinvolgimento delle strutture tecniche competenti, la mancata verifica preventiva della compatibilità tra gli ausili e l’aeromobile programmato e l’assenza di una comunicazione tempestiva alla delegazione», ricordando altresì che «le carrozzine non sono bagagli né elementi accessori del viaggio: sono strumenti indispensabili di autonomia, mobilità e partecipazione. Errori interni di registrazione, comunicazione o coordinamento non possono ricadere sulle persone con disabilità e compromettere l’esercizio dei loro diritti».

D’ora in poi, dunque, «easyJet dovrà assicurare la corretta registrazione degli ausili, l’immediato coinvolgimento delle strutture tecniche e decisionali, la verifica anticipata delle condizioni di trasporto, una comunicazione chiara e tempestiva ai passeggeri e una valutazione individualizzata e documentata delle alternative e degli accomodamenti ragionevoli praticabili. La compagnia dovrà inoltre predisporre specifici protocolli e adeguate attività formative per il personale».
Entro trenta giorni dalla ricezione della diffida, inoltre [entro l’8 settembre, N.d.R.], la compagnia dovrà comunicare all’Autorità Garante «le criticità individuate, le misure correttive adottate o programmate e i relativi tempi di attuazione».

La nota della stessa Autorità Garante è stata trasmessa anche all’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e all’ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti), per le rispettive valutazioni di competenza, riservandosi anche ogni ulteriore iniziativa in caso di mancato o insufficiente riscontro da parte di easyJet. (S.B.)

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Accessibilità e ristorazione: un ampio programma di formazione rivolto ai dipendenti

Superando - 27 Agosto 2026 - 1:41pm

L’accessibilità di un ristorante non si misura soltanto dalla presenza di rampe, ascensori o servizi igienici adeguati, a fare la differenza, infatti, è anche il modo in cui una persona viene accolta, ascoltata e messa nelle condizioni di vivere l’esperienza in autonomia e senza ostacoli. Parte da questo la collaborazione tra la Società Cigierre e la startup World4All, che porterà a un programma di formazione sull’inclusione destinato progressivamente agli oltre 4.500 dipendenti del gruppo

L’accessibilità di un ristorante non si misura soltanto dalla presenza di rampe, ascensori o servizi igienici adeguati, a fare la differenza è anche il modo in cui una persona viene accolta, ascoltata e messa nelle condizioni di vivere l’esperienza in autonomia e senza ostacoli. Da questo principio è nata una collaborazione tra la Società Cigierre (Compagnia Generale Ristorazione) e la startup World4All, portando all’avvio di un programma di formazione sull’inclusione destinato progressivamente agli oltre 4.500 dipendenti del gruppo.
L’iniziativa punta a portare competenze specifiche sull’accessibilità nella quotidianità della ristorazione, un settore che in Italia conta più di 324.000 imprese attive e che genera un valore superiore ai 100 miliardi di euro. Numeri che mostrano quanto bar e ristoranti siano luoghi centrali della vita sociale e quanto, di conseguenza, la possibilità di frequentarli in condizioni di pari opportunità riguardi non soltanto la qualità commerciale del servizio, ma la piena partecipazione delle persone alla vita della comunità.

Il programma sarà realizzato attraverso la Cigierre Academy e coinvolgerà il personale dei più di 340 ristoranti del gruppo, comprendente marchi come Old Wild West, Wiener Haus, Shi’s, America Graffiti, Smashie e Pizzikotto. Dal canto suo, World4All metterà a disposizione la propria metodologia sull’inclusione, i disability manager e i docenti specializzati dell’Academy, insieme alle competenze maturate nell’àmbito dell’accessibilità nei luoghi aperti al pubblico.
Il percorso non si limiterà quindi agli aspetti strutturali, ma riguarderà soprattutto le competenze operative e relazionali necessarie per interagire correttamente con clienti con differenti esigenze. Il tutto con l’obiettivo di preparare il personale a riconoscere e gestire i bisogni di accessibilità, evitando che l’assistenza si trasformi in sostituzione della persona o che comportamenti dettati dalla scarsa conoscenza possano diventare, anche involontariamente, un ostacolo. Accogliere, infatti, significa anche saper chiedere quale supporto sia necessario, comunicare informazioni in modo comprensibile e rispettare tempi, modalità e autonomia del cliente.

Come accennato, questo progetto interviene su un aspetto spesso trascurato quando si parla di inclusione. Rendere accessibile un luogo non significa soltanto eliminare le barriere fisiche. Esistono infatti ostacoli comunicativi, organizzativi e culturali che possono rendere difficile o persino impedire la fruizione di un servizio. Una persona con disabilità motoria può avere necessità differenti da una persona cieca o ipovedente, sorda o con disabilità intellettiva. A queste situazioni si aggiungono inoltre le esigenze delle persone anziane o con limitazioni temporanee. La formazione del personale diventa pertanto uno degli elementi che determinano concretamente la qualità dell’esperienza.
In Italia, va ricordato, si stima siano circa 13 milioni le persone che convivono con diversi livelli di disabilità, un dato, questo, che, insieme al progressivo invecchiamento della popolazione, rende l’accessibilità una questione sempre meno circoscrivibile a una categoria specifica di utenti. Per un’impresa significa interrogarsi sull’intera esperienza offerta: dall’ingresso nel locale alla consultazione del menu, dalla comunicazione con il personale alla possibilità di utilizzare gli spazi e i servizi con il maggior grado possibile di autonomia.
Il tema, inoltre, assume ulteriore rilievo nel contesto europeo, anche dopo l’entrata in applicazione della Diretttiva Europea sull’Accessibilità (European Accessibility Act), che ha rafforzato l’attenzione sull’accessibilità di una serie di prodotti e servizi.
Al di là però degli specifici obblighi previsti dalla normativa, il cambiamento riguarda progressivamente anche la cultura con cui le imprese progettano l’esperienza dei propri clienti. «La qualità dell’accoglienza passa innanzitutto dalle persone – sottolinea Mario Perego, Group Head of HR di Cigierre – e investire nella formazione significa mettere i team nelle condizioni di rispondere con competenza, sensibilità e attenzione ai bisogni di ogni ospite», facendo dell’accessibilità non un elemento aggiuntivo, ma una componente ordinaria del lavoro.
Tale impostazione è condivisa da Marvin Milanese, amministratore delegato e co-fondatore di World4All, secondo il quale «l’accessibilità non riguarda solo gli spazi», ma le condizioni che consentono a ciascuno di vivere un’esperienza «positiva, autonoma e rispettosa». Da qui la scelta di puntare su cultura, formazione e competenze quotidiane, con la prospettiva di estendere questo approccio all’intero comparto HoReCa (Hotellerie, Restaurant, Catering o Café).

La portata di questa iniziativa dipenderà anche dalla capacità di trasformare quanto appreso in comportamenti ordinari e verificabili nei singoli ristoranti. Formare oltre 4.500 professionisti può infatti incidere sulla qualità dell’accoglienza solo se l’inclusione diventa una pratica stabile: dalla gestione delle prenotazioni alle informazioni sull’accessibilità dei locali, fino alla relazione al tavolo. È proprio nella normalità di questi gesti che si misura il cambiamento.
Per una persona con disabilità, per altro, poter scegliere un ristorante, entrarvi, ordinare e trascorrere una serata senza dovere ogni volta negoziare la propria presenza dovrebbe essere parte ordinaria dell’esperienza. Portare l’accessibilità nella formazione di chi lavora ogni giorno a contatto con il pubblico significa avvicinarsi a questo obiettivo e riconoscere che un servizio di qualità è tale soltanto quando può essere realmente fruito da tutti.

*Il presente contributo è già apparso nel magazine di Mirella Madeo «AboutPeople» e viene qui ripreso con diverso titolo e una serie di riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Per ogni ulteriore informazione: Ramona Mihalache (r.mihalache@mammamiacompany.com).

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