Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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AVVISO RIPUBBLICAZIONE SEDI DISPONIBILI PER CONTINUITÀ DIDATTICA E PRIMO TURNO DI INCARICHI

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2025 - 9:30pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

IMMISSIONI IN RUOLO 25/26 – DECRETO ACCANTONAMENTO ULTERIORE AS48

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2025 - 9:23pm

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Personale ATA – Graduatorie definitive assegnazioni provvisorie interprovinciali – assegnazioni sedi – profili: CS – AA – AT – a.s. 2025/2026

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Secondo grado – Decreto rettifiche e scorrimenti su posto comune

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Personale ATA – Avviso pubblicazione posti disponibili per il conferimento degli incarichi a tempo determinato profilo Collaboratore scolastico

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A proposito di quei corsi di specializzazione sul sostegno

Superando - 28 Agosto 2025 - 6:15pm

«Condivido le lagnanze espresse su queste stesse pagine dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati – scrive Salvatore Nocera – rispetto ai corsi di specializzazione sul sostegno rivolti ai docenti con titolo estero, iniziativa di imminente avvio, corsi che ritengo troppo brevi e affrettati, pur essendo certo che il Ministero terrà fede all’impegno espresso nel Decreto istitutivo di essi, ossia che si svolgeranno solo e unicamente per questa volta»

In riferimento ai corsi di specializzazione sul sostegno rivolti ai docenti con titolo estero, iniziativa di imminente avvio, messa pesantemente in discussione su queste stesse pagine dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati [al testo intitolato “Quei corsi di specializzazione sul sostegno così non vanno”, raggiungibile a questo link, N.d.R.], ricordo di avere sempre pubblicamente criticato quei  corsi, a titolo esclusivamente personale, ritenendoli di scarsa formazione teorica, pur essendo la Federazione FISH meritoriamente riuscita a fare innalzare il numero dei Crediti Formativi inizialmente previsti solo sino al numero di 30. Li ho criticati, oltre che per i vari motivi espressi proprio dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, anche per la mancanza totale di tirocinio indiretto, che è fondamentale per una formazione professionale guidata da un tutor il quale fa riflettere il tirocinante su eventuali errori, fornendogli proposte operative corrette. Il citato tirocinio indiretto, è opportuno qui precisare, consiste in dialoghi in presenza in cui il tirocinante sottopone appunto al tutor gli aspetti problematici ai quali ha assistito durante il tirocinio diretto e le eventuali soluzioni di essi, ricevendone conferme o correzioni.

Nel condividere dunque le lagnanze del Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati, sono per altro certo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito terrà fede all’impegno espresso nel Decreto istitutivo di tali corsi (Decreto Interministeriale 77/25) che essi si svolgeranno solo e unicamente per questa volta. Voglio infatti ancora una volta ribadire la mia contrarietà a questi corsi perché, accodandomi alla SIPeS (Società Italiana di Pedagogia Speciale), li ritengo troppo brevi e affrettati, chiedendo invece da tempo, insieme alla citata Federazione FISH, che i corsi di specializzazione per il sostegno abbiano una durata di due anni, come accadeva quando erano addirittura “monovalenti”, cioè validi per una sola minorazione (ciechi o sordi o psicofisici), mentre adesso che sono “polivalenti”, ossia  validi per tutte le minorazioni, durano appena un anno.

Personale ATA – Immissioni in ruolo, profili: CS – AA – AT e OA – a.s. 2025/2026

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2025 - 6:11pm

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Secondo grado – Decreto annullamento scambio sedi

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2025 - 5:43pm

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Lo scacchismo delle persone con disabilità visiva, dove la vista cede il passo alla mente

Superando - 28 Agosto 2025 - 5:07pm

«In ogni tappa, in ogni mossa continuiamo a scrivere con passione e coraggio la storia di uno scacchismo che guarda lontano, perché, come ci insegnano i suoi protagonisti, la mente e il cuore possono vedere anche dove lo sguardo si ferma»: lo dice Bersan Vrioni, presidente dell’ASCID (Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani), commentando il 52° Campionato Italiano Assoluto di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti, svoltosi a fine luglio a Galatina (Lecce) A Galatina Marco Casadei di Cesena ha vinto per la nona volta il Campionato Italiano Assoluto di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti

Dal 20 al 27 luglio scorsi, il 52° Campionato Italiano Assoluto di Scacchi per Ciechi e Ipovedenti ha riunito per la prima volta in Puglia, a Galatina (Lecce), i migliori giocatori ciechi e ipovedenti d’Italia (se ne legga anche la nostra presentazione a questo link). Promossa dall’ASCID (Associazione Scacchisti Ciechi e Ipovedenti Italiani), nell’ambito dei Campionati d’Italia, «la manifestazione – sottolinea Bersan Vrioni, presidente dell’ASCID stessa – ha dimostrato che la mente, quando è libera, vede oltre ogni barriera». «Nel giorno dunque in cui il mondo intero ha celebrato la Giornata Internazionale degli Scacchi del 20 luglio – aggiunge -, la città di Galatina ha dato il benvenuto ai partecipanti: un inizio carico di simbolismo, con la riflessione, la logica e il rispetto dell’altro che si sono intrecciati con i valori millenari di una città che fa della cultura, dell’ospitalità e del dialogo la propria essenza. Immersa infatti tra le pietre dorate che riflettono la memoria del tempo e una bellezza discreta ma penetrante, Galatina si è fatta scacchiera vivente, facendo incontrare anime, idee e percorsi diversi. Il Campionato ha trovato casa proprio qui, dove l’eredità del passato diventa linfa per costruire il futuro: come gli scacchi, Galatina è sintesi di storia e visione, regola e creatività, confronto e armonia».

Il titolo di campione italiano assoluto, dunque, è stato conquistato da Marco Casadei di Cesena, al suo nono trionfo nazionale, affiancato sul podio da Giancarlo Badano di Alessandria e, al terzo posto, dallo stesso Bersan Vrioni. Tra le donne, la rodigina Erica Pezzolato ha conquistato il quinto titolo di campionessa italiana.
«Ma la vera ricchezza di questo Campionato – afferma ancora Vrioni – si è letta anche nelle sfide combattute al di là del podio, dove talenti emergenti e veterani si sono misurati con tenacia: Diego Poli di Trieste, con il suo gioco solido, ha primeggiato nella prima fascia di rating; Gennaro Vilone di Napoli, sesto nella classifica generale, che ha conquistato il trofeo della seconda fascia; la milanese Filippa Tolaro, che con il suo entusiasmo contagioso, si è aggiudicata la coppa della terza fascia. Tre storie diverse, un’unica passione. E ancora, nel Torneo Blitz, aperto a tutti i partecipanti ai Campionati d’Italia, dove il tempo brucia e l’intuizione governa, è stato il nostro socio Giancarlo Badano a prevalere nella categoria senior, portando a casa un altro meritato trofeo. Se è vero, quindi, che i riconoscimenti illuminano i vertici, è altrettanto vero che ogni partecipante ha contribuito con il proprio impegno, la propria presenza e il proprio spirito sportivo alla riuscita dell’evento. A tutti loro va la nostra profonda riconoscenza, perché senza il contributo di ciascuno, questo Campionato non avrebbe avuto la stessa anima né lo stesso splendore».

Ma la settimana in Salento è stata anche spazio di incontro, di relazioni umane, di scambio culturale, con una serie di momenti condivisi fuori dalle partite di scacchi che hanno raccontato un’Italia che si riconosce nella pluralità e che crede nello sport come strumento di equità, inclusione e partecipazione attiva. In tal senso, un ruolo fondamentale lo ha svolto il Lions Club Galatina, Galatone e Terre dell’Asso, che ha accolto con calore i partecipanti e li ha guidati in una visita tra le meraviglie della città. «Abbiamo camminato nel tempo – ricorda il Presidente dell’ASCID -, tra le memorie di Raimondello Orsini del Balzo e Maria D’Enghien, attraversando i vicoli fino a Piazza San Pietro, dove si erge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Abbiamo potuto ammirare la Basilica di Santa Caterina d’Alessandria e la Cappella di San Paolo con il suo celebre pozzo taumaturgico, legato al mito del tarantismo. Tradizione, leggenda e fede si sono fuse in un’esperienza spirituale e culturale indimenticabile, culminata nel dolce abbraccio del “pasticciotto di Ascalone”, simbolo gastronomico della città».

Alla cerimonia di premiazione, durante la quale Vrioni ha fatto gli onori di casa, sono intervenuti Cristina Rigo, direttrice dei Campionati d’Italia, che ha lodato l’organizzazione e la qualità sportiva dell’evento; Giorgio Perrone, in rappresentanza della Commissione Tecnica Federale, che ha ribadito l’impegno della FSI (Federazione Scacchistica Italiana) per lo scacchismo inclusivo; Francesco Sabato, presidente del Consiglio Comunale di Galatina con delega allo Sport, che ha espresso l’orgoglio della città per avere ospitato questo evento; l’arbitro Giovanni Sedile le cui parole hanno toccato tutti i presenti: «Ho visto tra le dita di questi atleti non vedenti una poesia autentica. Una poesia che non si legge, ma si ascolta. Una poesia fatta di silenzi, intuizioni, rispetto. E di grandezza umana».

Ma la strada dell’ASCID non si è certo fermata a Galatina, ma prosegue e proseguirà attraverso nuove sfide, a partire dalla partecipazione al Campionato del Mondo Individuale IBCA (International Braille Chess Association), che si sta concludendo proprio in questi giorni in Polonia, per tornare poi in Italia, dal 19 al 21 settembre, alla manifestazione Brescia Senza Barriere, fino alla terza edizione del Rapid Inclusivo di Roma, in programma dal 7 al 9 novembre.
«In ogni tappa, in ogni mossa – conclude Vrioni -, l’ASCID continua a scrivere con passione e coraggio la storia di uno scacchismo che guarda lontano, perché, come ci insegnano i suoi protagonisti, la mente e il cuore possono vedere anche dove lo sguardo si ferma». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: presidenza@ascid.it.

Decreto D.M.137/2025 contingente assunzionale – NUOVI ACCANTONAMENTI – INTEGRAZIONE A037 AS48 B012

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2025 - 4:41pm

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Personale Docente – Immissioni in ruolo a.s.2025/26 – Decreto revoca AAAA – Borrello Santa Rosa Alessandra

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2025 - 4:37pm

Personale Docente – immissioni in ruolo a.s.2025/26- Decreto surroghe Proganò Anna Donatella

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2025 - 4:01pm

Primo grado – annullamento assegnazione provvisoria

Ultime da A. T. P. Cosenza - 28 Agosto 2025 - 3:53pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Personale Docente – immissioni in ruolo a.s. 2025/26 – Decreto accantonamenti sede PNRR2

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2025 - 2:30pm

Atrofia muscolare spinale: “La nostra rivoluzione: il presente da vivere”

Superando - 28 Agosto 2025 - 1:50pm

Temi chiave quali l’accesso alle terapie innovative, la gestione multidisciplinare e la transizione all’età adulta, il ruolo dei servizi territoriali, la promozione dell’autonomia e della qualità della vita, verranno trattati il 6 e 7 settembre a Ravenna, durante il convegno nazionale dell’Associazione Famiglie SMA, denominato “La nostra rivoluzione: il presente da vivere” L’immagine a corredo della locandina del convegno di Ravenna dell’Associazione Famiglie SMA

«Quella che si caratterizza come una vera e propria “rivoluzione” in atto – resa possibile dall’evoluzione terapeutica e da un diverso approccio alla disabilità – impone oggi una riflessione condivisa tra professionisti, istituzioni e portatori d’interesse, per garantire una presa in carico efficace e personalizzata lungo tutto l’arco della vita»: così l’OMaR (Osservatorio Malattie Rare), che ne è media partner, sottolinea l’assunto di base del convegno nazionale dell’Associazione Famiglie SMA, denominato La nostra rivoluzione: il presente da vivere, in programma per il 6 e 7 settembre a Ravenna (Grand Hotel Mattei), che si proporrà appunto come momento di confronto sul nuovo scenario clinico, assistenziale e sociale legato all’atrofia muscolare spinale (SMA).

«Nel corso della due giorni – spiegano ancora dall’OMaR – verranno quindi approfonditi temi chiave quali l’accesso alle terapie innovative; la gestione multidisciplinare e la transizione all’età adulta; il ruolo dei servizi territoriali; la promozione dell’autonomia e della qualità della vita, fornendo un’occasione assai utile per analizzare criticamente il presente e orientare, con visione e responsabilità, i prossimi passi dell’intervento sociosanitario». (S.B.)

La sessione della mattina del 7 settembre verrà trasmessa in diretta streaming sui canali social dell’Associazione Famiglie SMA. Per approfondimenti e per il programma completo, accedere a questo link. Per ulteriori informazioni: melchionna@rarelab.eu (Rossella Melchionna).

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D.D.G. prot. n. AOODRCAL24334 del 28.08.2025 – Conferimento incarichi aggiuntivi di reggenza a.s. 2025/2026.

Ultime da USR Calabria - 28 Agosto 2025 - 1:34pm

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Il tredicesimo “Fuori Posto Festival – Festival di Teatri al limite”

Superando - 28 Agosto 2025 - 1:18pm

«Il limite non è un confine, ma un luogo di incontro e di gioco: vogliamo che il pubblico non venga solo a guardare, ma a completare l’opera con la sua presenza attiva, perché il cambiamento culturale si genera insieme», così i promotori di “Fuori Posto Festival – Festival di Teatri al limite” raccontano la 13^ edizione di questo evento, che dal 4 al 14 settembre a Roma affronterà temi sociali, ambientali e legati ai diritti, con particolare attenzione al mondo della disabilità e dell’accessibilità

«Il limite non è un confine, ma un luogo di incontro e di gioco: vogliamo che il pubblico non venga solo a guardare, ma a completare l’opera con la sua presenza attiva, perché il cambiamento culturale si genera insieme», così Emilia Martinelli, direttrice artistica di Fuori Posto Festival – Festival di Teatri al limite racconta la tredicesima edizione di questo evento, che sta per tornare dal 4 al 14 settembre a Roma, negli spazi di Villa Carpegna, «un ritorno non scontato – come viene sottolineato dall’Associazione Culturale Fuori Contesto, che promuove la manifestazione –, costruito con determinazione e passione, nonostante l’assenza del sostegno del bando Estate Romana, e che dunque va avanti con le nostre forze, confermandosi un’esperienza culturale ormai storica e imprescindibile per la città. Questa edizione, dunque, è stata realizzata con il contributo dell’otto per mille della Chiesa Valdese, il Patrocinio del Municipio XIII di Roma e la fondamentale collaborazione di Hubstract Made for Art, della Cooperativa Sociale Eureka I Onlus e dell’Associazione Dire Fare Cambiare, a testimonianza di una forte rete territoriale».

Tutti gli spettacoli del Festival saranno dunque interattivi, come sottolineato da Martinelli, per far sì che il pubblico sia realmente co-protagonista, e le varie performance affronteranno temi sociali, ambientali e legati ai diritti, con una particolare attenzione al mondo della disabilità e dell’accessibilità.
Tra gli altri, vi sarà la coproduzione europea Teatro Danzabile/Fuori Contesto del progetto artistico Lull/Cullare di Giuseppe Comuniello, danzatore cieco, e di Marilia Caso, quando il pubblico, con occhi chiusi e cuore aperto, si lascerà trasportare da onde di cura, memoria e sogno, nonché E poi Fili d’aria di Eleonora Tregambe e Chiara Borsella, accessibile anche in LIS (Lingua dei Segni Italiana).
«Questa edizione – sottolineano quindi da Fuori Contesto – darà ampio spazio a giovani compagnie e ad artiste e artisti under 35, insieme a spettacoli nati da percorsi di residenza artistica, che troveranno nel Festival un luogo fertile di sperimentazione e incontro con il pubblico, come Il mosaico di Carlotta Solidea Aronica e Michele Breda e Rompicapo di Jessica Bertagni e Danilo Turnaturi. E ancora il Premio Liberi d’Arte – Fuori Posto Nuove Generazioni (under 35) andrà a Fiabe in trasloco di Alberto Catera, con occhio esterno di Silvia Pallotti, un “trasloco” di storie e di immaginari che diventerà esperienza condivisa con spettatori e spettatrici. Né mancheranno le novità, come l’escape game teatrale Free Five P, a cura di Emilia Martinelli e Giulia Morello, con Jessica Bertagni, Lorena Ercolani, Assia Fiorillo, Luciano Pastori e altri/e artisti e attivisti/attiviste delle realtà Dire Fare Cambiare, Fuori Contesto e Hubstract: un’esperienza collettiva che intreccerà gioco, cittadinanza attiva e Agenda ONU 2030 con i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile».

Da segnalare infine che all’interno del Festival verrà anche consegnato il Premio Cambiare, riconoscimento nazionale che valorizza artisti/e, compagnie e produzioni culturali capaci di generare cambiamento culturale e sociale, in coerenza con i temi cari a Fuori Posto. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo della manifestazione. Per ulteriori informazioni: press@officinegm.com (Giulia Morello).

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Personale Docente- Decreto pubblicazione GPS a.s. 2025/2026

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 28 Agosto 2025 - 12:40pm

Allegati GPS FULL (2 MB)

Sabrina Francavilla: una vita tra pensiero, resilienza e diritti

Superando - 28 Agosto 2025 - 12:28pm

La filosofia può ancora avere un ruolo nella vita quotidiana, al di fuori delle aule universitarie o dei testi specialistici? Sabrina Francavilla ne è convinta, e la sua storia personale lo dimostra con forza. Consulente filosofica e attivista per i diritti umani, Sabrina ha saputo trasformare il pensiero in strumento di ascolto, consapevolezza e cambiamento e lo ha fatto anche nei momenti più difficili, quando la malattia ne ha messo alla prova il corpo e la voce, ma non la determinazione Sabrina Francavilla

La filosofia può ancora avere un ruolo nella vita quotidiana, al di fuori delle aule universitarie o dei testi specialistici? Sabrina Francavilla ne è convinta, e la sua storia personale lo dimostra con forza. Consulente filosofica e attivista per i diritti umani, Sabrina ha saputo trasformare il pensiero in strumento di ascolto, consapevolezza e cambiamento. Lo ha fatto anche nei momenti più difficili, quando la malattia ha messo alla prova il suo corpo e la sua voce, ma non la sua determinazione.
Nel gennaio 2023, a 43 anni. ha avuto un ictus, seguito da un’emorragia cerebrale che le ha compromesso temporaneamente la parola, la sensibilità e la mobilità sul lato destro del corpo. Un’esperienza drammatica, soprattutto per chi, come lei, ha sempre lavorato con le parole, il dialogo e la scrittura. La sua condizione di ipovedente ha reso tutto ancora più complesso. Eppure, anche da quell’evento è nato un nuovo percorso. Con pazienza e tenacia ha affrontato una lunga riabilitazione, che prosegue tuttora, consentendole di recuperare la comunicazione verbale e la mobilità. «Ho ripreso in mano la mia vita – mi dice – anche se in modo diverso da prima. Oggi devo fare i conti con i tempi, decisamente più lenti, dettati dal mio corpo».
Le chiedo se durante i momenti più difficili della malattia vi sia stato qualcosa in grado di distrarla. «Sì – risponde subito -: gli audiolibri e gli ebook, che mi hanno anche permesso di rimanere in contatto con la mia grande passione, la filosofia».

Al centro del suo lavoro, infatti, c’è la consulenza filosofica, pratica che si è sviluppata in Germania all’inizio degli Anni Ottanta, grazie a Gerd B. Achenbach, con il nome di Philosophische Praxis, e che in Italia ha cominciato a diffondersi nei primi Anni Duemila. «Non si tratta di terapia né di insegnamento – mi spiega – bensì di un dialogo alla pari, attraverso cui il consultante viene aiutato a chiarire i propri pensieri e ad approfondire la propria visione di sé e del mondo, senza giudizi o condizionamenti da parte mia».
Dopo la laurea in filosofia, Sabrina si è formata presso l’Associazione Phronesis, seguendo un percorso biennale che le ha permesso di acquisire strumenti metodologici precisi. Il suo approccio è fondato sull’ascolto, sull’attenzione all’altro e sull’uso di domande mirate, senza mai imporre la propria idea.
La filosofia, per lei, è una pratica viva, che aiuta ad affrontare la complessità dell’esistenza e a ritrovare equilibrio anche nei momenti di incertezza. Non è un sapere astratto, ma una risorsa concreta, capace di dare forza, orientamento e senso. Ed è proprio questa visione che l’ha portata, nel 2021, a fondare insieme a Luigi Gariano, attivista per i diritti delle persone con disabilità, il Movimento Rivoluzione Umana. L’incontro tra i due era avvenuto l’anno prima, nel pieno della pandemia, quando le fragilità del sistema sociale e sanitario italiano emergevano con sempre maggiore evidenza. A muoverli, la convinzione che fosse necessario dare voce alle persone più vulnerabili, spesso dimenticate, e costruire uno spazio di partecipazione incentrato sulla dignità e sui diritti fondamentali.

Oggi Sabrina guida il Movimento, ancora piccolo ma già molto attivo, che si occupa in particolare della tutela dei diritti delle persone con disabilità. Un impegno che parte da una consapevolezza amara: «In Italia – dice Sabrina – ci sono leggi molto avanzate e che molti Paesi ci invidiano, ma raramente vengono attuate fino in fondo. Soprattutto per le persone più fragili, i diritti restano spesso solo sulla carta. Ma se i diritti esistono, ed esistono, essi allora debbono essere realmente esigibili». A mancare, secondo lei, è prima di tutto una mentalità davvero inclusiva, una cultura della responsabilità e della solidarietà.
Nonostante le difficoltà, però, non si lascia scoraggiare. Al contrario, continua a offrire il suo contributo, in modo concreto e silenzioso. A chi le chieda dove trovi tutta questa forza, questa energia, risponde con semplicità: «Non cambieremo mai il mondo, ma aiutando una persona possiamo cambiare il suo mondo». In queste parole c’è tutto il senso di un impegno civile che nasce dal pensiero e si nutre ogni giorno di umanità.

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Mario, che grazie alla musica elettronica ha fatto sentire la sua richiesta di esserci

Superando - 28 Agosto 2025 - 11:40am

Qualche tempo fa avevamo presentato i laboratori musicali inclusivi promossi da Matteo Scapin, docente di produzione musicale che ha sviluppato un proprio metodo innovativo per promuovere l’inclusione attraverso la musica elettronica, offrendo opportunità di apprendimento e di espressione a tutti e tutte. Oggi lo stesso Scapin ci racconta la bella esperienza di Mario, adolescente con disturbo dello spettro autistico, che insieme ad altri ha partecipato a uno di quei laboratori Un’immagine del laboratorio musicale condotto da Matteo Scapin

Alla fine del 2023 avevamo dato ben volentieri spazio ai laboratori musicali inclusivi promossi da Matteo Scapin, docente di produzione musicale, che ha sviluppato appunto un proprio metodo innovativo, come avevamo scritto in tale occasione, per promuovere l’inclusione attraverso la musica, offrendo opportunità di apprendimento e di espressione a persone di tutte le abilità. Tramite l’uso, infatti, di strumenti e software di produzione musicale, Scapin ha creato un ambiente accogliente e accessibile a tutti coloro che vi si avvicinano, avvalendosi di tecnologie innovative che consentono di sperimentare, esplorare e creare musica elettronica senza difficoltà fisiche o tecniche.
«La musica elettronica – ci aveva raccontato lo stesso Scapin – offre un’ampia gamma di possibilità creative e una grande flessibilità nel campo della produzione musicale. Attraverso i miei laboratori musicali inclusivi, voglio assicurarmi che tutti e tutte abbiano l’opportunità di esplorare il loro potenziale musicale e di esprimersi senza limitazioni. La musica, infatti, può essere uno strumento potente per creare connessioni e superare le barriere che spesso limitano le persone con diverse disabilità».
«I laboratori musicali inclusivi – aveva aggiunto– promuovono l’autostima, la collaborazione e la consapevolezza delle diverse abilità presenti nel gruppo. Offrono inoltre una piattaforma per la crescita individuale (empowerment) e la valorizzazione delle capacità di ognuno».

Al momento di quella nostra presentazione ci eravamo fermati al livello generale, ora scendiamo ancor più nel “particolare”, raccontando la specifica esperienza di Mario, adolescente con disturbo dello spettro autistico, che ha partecipato al laboratorio Music4All. Cediamo quindi ancora la parola a Matteo Scapin. «In un mondo che spesso corre troppo in fretta – sottolinea -, dove le parole e le aspettative possono diventare barriere, la musica si rivela un ponte capace di connettere universi interiori. È questa la storia di Mario, un adolescente nello spettro autistico, che ha trovato nella musica elettronica un modo per esprimersi, per essere presente, per dialogare senza bisogno di parole. L’esperienza è nata all’interno del laboratorio Music4All, un ciclo di dieci incontri settimanali, pensati appunto per favorire l’interazione e la creatività attraverso la musica. Il gruppo era eterogeneo, con partecipanti che mostravano diversi livelli di comunicazione e coinvolgimento, ma tutti accomunati da una certa difficoltà nel creare relazioni immediate».

«Fin dal primo giorno – prosegue Scapin -, Mario si è distinto per il suo silenzio. Seduto in un angolo, con le mani sulle orecchie e lo sguardo basso, sembrava voler proteggere il suo spazio da un mondo percepito come troppo intenso. Eppure, non se ne andava. La sua presenza, anche se distante, era un segnale: qualcosa lo tratteneva lì. L’approccio scelto è stato quello della pazienza e dell’inclusione senza pressioni. Nessuna richiesta diretta, nessun invito forzato a partecipare. Solo la certezza che, per Mario, ci fosse un posto, sempre, senza condizioni. Per tre incontri è rimasto nel suo angolo, apparentemente assente, ma osservando, ascoltando. Poi, al quarto incontro, è successo qualcosa di straordinario. Durante un’attività di gruppo, in cui i partecipanti creavano un ritmo collettivo utilizzando un controller MIDI collegato a un sintetizzatore, Mario si è alzato. Silenziosamente, si è avvicinato al tavolo e ha toccato un pad, producendo un suono. Un gesto piccolo, quasi impercettibile, ma carico di significato. Quel suono, diverso dal ritmo del gruppo, era la sua voce, la sua richiesta di esserci. In quel momento, il laboratorio si è fermato per accoglierlo: il volume degli altri strumenti è stato abbassato, il suono di Mario è stato isolato e reso protagonista. Gli altri ragazzi, senza bisogno di parole, hanno iniziato a costruire un nuovo ritmo intorno al suo, dando vita a quello che è stato chiamato Il cerchio di Mario. Da quel giorno, Mario ha iniziato a partecipare attivamente, sempre in silenzio, ma con una presenza nuova. Si avvicinava agli strumenti, ascoltava con attenzione, dialogava attraverso i suoni. La musica elettronica, con la sua struttura modulare e le sue possibilità aperte, si è rivelata lo spazio ideale per lui: un ambiente dove poteva esprimersi senza la pressione di parole o gesti convenzionali, seguendo il suo tempo e il suo modo».

«Questa storia – conclude Matteo Scapin – non è solo quella di Mario, ma di tanti ragazzi che, come lui, non cercano attenzione, ma presenza. Ragazzi che non urlano, ma attendono, e che, quando trovano il linguaggio giusto, possono aprire varchi straordinari. La musica, in questo caso, è stata quel linguaggio: un ponte capace di superare barriere, di creare connessioni profonde, di dare voce a chi, spesso, viene ascoltato troppo poco. Oggi Mario continua il suo percorso con l’associazione, esplorando il mondo delle sequenze ritmiche “ambient”, lente e ipnotiche, che sembrano rispecchiare la sua sensibilità. La sua storia ci ricorda che l’inclusione non è fatta di grandi gesti, ma di pazienza, ascolto e fiducia. E che, a volte, un singolo suono può raccontare più di mille parole». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: matteo.scapin89@gmail.com.

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