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Un “Premio Regionale Solidarietà” del Friuli Venezia Giulia più internazionale e transfrontaliero

Superando - 1 Ottobre 2025 - 1:04pm

Anche il “Premio Regionale Solidarietà” del Friuli Venezia Giulia intende celebrare “Go!2025”, la Capitale Europea della Cultura condivisa da Gorizia e Nova Gorica, e in occasione del 40° anniversario dalla fondazione della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie, organizzatrice del Premio, è stata scelta proprio Gorizia come sede per l’edizione di quest’anno, in programmma per il 5 ottobre

Anche il Premio Regionale Solidarietà del Friuli Venezia Giulia intende celebrare Go!2025, la Capitale Europea della Cultura condivisa da Gorizia e Nova Gorica, e in occasione del quarantesimo anniversario dalla fondazione della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie, organizzatrice del Premio, è stata scelta proprio Gorizia come sede per l’edizione di quest’anno. L’appuntamento è dunque per la mattinata del 5 ottobre (presso Unione Ginnastica Goriziana, Via Rismondo), con la Consulta che sarà supportata dall’azienda Bluenergy Group, rappresentata per l’occasione dall’amministratrice delegata Alberta Gervasio, presente all’evento insieme, tra gli altri, a Rodolfo Ziberna e Samo Turel, sindaci rispettivamente di Gorizia e Nova Gorica e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Quest’anno la Consulta ha deciso di consegnare un riconoscimento speciale alla propria Regione per essersi «distinta a livello nazionale per un quadro normativo di avanguardia, accompagnato da azioni concrete e un continuativo impegno di risorse economiche finalizzate a migliorare la qualità della vita dei cittadini con disabilità», come si legge nella motivazione ufficiale.
Gli altri riconoscimenti andranno a Fvg Music Live, alla Basilica di Aquileia e al Centro di Assistenza e Terapia Occupazionale di Nova Gorica, a caratterizzare un’edizione del Premio che in occasione di Go!2025 intende appunto essere ancor più internazionale e transfrontaliera. «Nova Gorica e Gorizia rappresentano un modello, un esempio unico di cooperazione e unità europea – sottolinea a tal proposito Mario Brancati, presidente della Consulta -. Qui la gente ha saputo riaffermare il valore della frontiera aperta al posto di confine. Qui è sinonimo di scambio, incontro, di matrice culturale diverse che si rispettano e sono un valore».

Quella del 5 ottobre a Gorizia sarà dunque una vera e propria festa regionale della solidarietà e del volontariato, con un ospite speciale quale il campione paralimpico del tennistavolo Matteo Parenzan, che riceverà una targa dedicata. Ma ognuna delle Consulte territoriali consegnerà a propria volta targhe e medaglie d’oro, a Roberto Di Lenarda per il suo progetto di odontoiatria sociale (Trieste), a Marco Pellegrini per il costante impegno a favore della comunità e in particolare dei giovani (Gorizia), a Elena Bulfone, fondatrice e presidente della Fondazione Progetto Autismo FVG (Udine) e a Renato Pujatti, presidente di Pordenone Fiere, che ha lanciato la manifestazione 104_The Caregiving Expo.

Da ricordare, in conclusione, che il Premio Regionale Solidarietà si avvarrà del patrocinio del Comune di Gorizia e della Fondazione Carigo, e sarà accompagnato anche da momenti d’intrattenimento offerti dal Gruppo Vocale Freevoices e dal coro giovanile misto Emil Komel di Gorizia. L’ingresso per la cittadinanza sarà libero. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione: segreteria@consultadisabili.fvg.it.

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Storie di ordinaria quotidianità, storie di naturale accoglienza

Superando - 1 Ottobre 2025 - 12:28pm

«Spesso – scrive Fernanda Fazio -, ingolfati in ciò che “fa audience”, dimentichiamo che il tessuto su cui costruire il futuro possibile dovrebbe basarsi su storie di ordinaria realtà, di naturale accoglienza da parte di una società capace di adattarsi alle esigenze di tutti e tutte, come è accaduto ad esempio nei giorni scorsi, durante un’iniziativa promossa dall’Associazione romana Tutela Pipistrelli» Un’immagine dell’iniziativa promossa dall’Associazione Tutela Pipistrelli

È accaduto qualche giorno fa, proprio ai margini di Roma, dove inizia uno dei parchi suburbani ancora non rosicchiati dalla speculazione edilizia, in un posto dove alcune serre e alcuni orti vengono gestiti da una Cooperativa, la Parsec Agri Cultura, che si occupa di ragazzi a rischio sociale e di ragazzi con disabilità.
In una serra trasformata in voliera si svolgeva, come tutti gli autunni da più di dieci anni a questa parte, l’evento finale del percorso riabilitativo dei piccoli mammiferi più temuti e bistrattati: la liberazione dei chirotteri. L’Associazione che se ne occupa, Tutela Pipistrelli, aveva diffuso con qualche volantino l’evento e aveva “ripulito” e riparato la voliera che ha in gestione.

Dalle 15 alle 19, dunque, si sarebbe svolto l’incontro gratuito e aperto a tutti, bambini, curiosi, esperti. Ma già molto prima delle 15 le persone hanno iniziato ad arrivare: famiglie con bambini di tre, quattro, cinque anni, adolescenti, studenti universitari, adulti e nonni. Il team di accoglienza stava ancora preparando i materiali e disponendo i flexari (teche in rete in cui i pipistrelli vengono sistemati prima del test di volo), ma è stato naturale aprire le porte, accogliere tutti e adattarsi alle esigenze di chi arrivava. C’era chi faceva domande, chi sfogliava libri o colorava disegni, chi ascoltava spiegazioni scientifiche.
Alessandra Tomassini e il suo gruppo di volontari, affiancati da tre esperte arrivate da Genova con i loro “molossi” (Tadarida teniotis i più grandi pipistrelli italiani), hanno animato l’incontro. Il clima era piacevole, il luogo molto spoglio ma accogliente, si sono formati piccoli gruppi spontanei: libri, materiali, oggetti da osservare, tutto messo a disposizione di tutti e tutto trattato con cura e attenzione.
È stato naturale accogliere, è stato naturale organizzare attività adatte ai più piccoli, dare risposte ai più curiosi e spiegare scientificamente i fenomeni legati a questo straordinario animale, l’unico mammifero che ha le ali e vola (non plana).

Verso metà pomeriggio i bimbi più piccoli hanno cominciato a dare segnali di una certa irrequietezza che le mamme cercavano di contenere: erano stanchi e volevano far merenda. Allora Alessandra ha proposto di anticipare la liberazione, per permettere ai piccoli il pieno godimento dell’esperienza, prima di andare a casa. I grandi sono invece rimasti anche dopo la liberazione, fino a tardi; continuavano le domande, si schiudeva il mondo dei chirotteri, le loro particolari abitudini, la loro insospettata presenza tra noi, nei centri abitati.
All’imbrunire, verso l’ora prevista sulla locandina per la liberazione ufficiale dei pipistrelli che avevano superato i test di volo, è arrivata una coppia. Ci si è resi conto che una delle due persone non vedeva, e quindi trovare posto per loro, permetter loro di ascoltare, di far domande, di toccare ciò che agli altri era stato vietato (toccare animali selvatici senza appositi guanti è strettamente vietato) e di sfatare la credenza popolare che i pipistrelli sono ciechi, è stato “normale”.

Questi sono i comportamenti e le risposte di una società sana, accogliente, capace di adattarsi alle esigenze di tutti. Spesso, ingolfati in ciò che “fa audience”, dimentichiamo che il tessuto su cui costruire il futuro possibile sta proprio in questa ordinaria realtà. Il recupero e la liberazione di pipistrelli è diventata un’occasione di incontro, di conoscenza e di vera inclusione.

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Il “Dopo di Noi” resta ancora un miraggio? Ci sono storie che lo testimoniano

Superando - 1 Ottobre 2025 - 12:03pm

«La vicenda del signor Giuseppe – commentano dalla Federazione FISH  -, sfrattato a 91 anni insieme al figlio con disabilità, è una di quelle storie che squarciano il velo sulle criticità irrisolte della “Legge sul Dopo di Noi”, evidenziando come la promozione dell’autonomia abitativa e del modello di vita indipendente siano strettamente legate alla creazione di percorsi di sostegno all’autonomia e ad investimenti infrastrutturali per l’abbattimento delle barriere e l’installazione di sistemi di teleassistenza»

«La vicenda del signor Giuseppe, sfrattato a 91 anni insieme al figlio con disabilità, storia riportata nei giorni scorsi dal “Corriere della Sera”, squarcia il velo sull’urgenza sociale e le criticità irrisolte della Legge 112/16, meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi”. Questa e altre storie evidenziano infatti come la promozione dell’autonomia abitativa e del modello di vita indipendente siano strettamente legate alla creazione di percorsi di sostegno all’autonomia (co-housing, gruppi appartamento) e agli investimenti infrastrutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di sistemi di teleassistenza»: lo si legge in una nota diffusa dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), che riporta anche il commento del proprio presidente Vincenzo Falabella, sulla vicenda ripresa dal «Corriere della Sera»: «La “Legge sul Dopo di Noi” – afferma – è nata per rispondere alla paura di migliaia di famiglie italiane: cosa sarà dei nostri cari con disabilità grave quando non potremo più assisterli? A distanza dunque di nove anni dall’entrata in vigore di tale norma, pur riconoscendone il valore, dobbiamo denunciare una frattura significativa tra il principio di diritto e la sua effettiva applicazione sul territorio. La storia del signor Giuseppe e di suo figlio ci ricorda che siamo ancora lontani dalla piena attuazione della Legge. Dobbiamo quindi continuare a lavorare per questo obiettivo che è un dovere istituzionale e una promessa di civiltà».

La Legge 112 del 2016, lo ricordiamo, è stata concepita per garantire misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare o in previsione del venir meno di esso. L’obiettivo primario di essa sarebbe quello di sostenere soluzioni abitative innovative, volte a promuovere la qualità della vita e l’inclusione sociale delle persone con disabilità. «Ma la transizione al “Dopo di Noi” – annotano dalla FISH – dovrebbe iniziare in modo programmato e graduale già nel periodo “Durante Noi”, e tuttavia questo percorso è ostacolato da criticità sistemiche, come la disomogeneità applicativa tra le diverse Regioni e Ambiti Territoriali e l’incertezza sui servizi. In molte aree, infatti, la definizione e la garanzia dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) restano incomplete o assenti, lasciando le famiglie in una situazione di profonda incertezza sui servizi a cui hanno diritto». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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Nota 11666 del 1° ottobre 2025 - Procedura adesione consenso informato al Fondo pensione Espero personale AFAM

Ultime dal MIUR - 1 Ottobre 2025 - 11:11am

Nota 11666 del 1° ottobre 2025 - Procedura adesione consenso informato al Fondo pensione Espero personale AFAM

Categorie - News Normativa

Personale ATA: Avviso II convocazione incarichi a tempo determinato Assistenti Amministrativi e Assistenti Tecnici

Ultime da A. T. P. Cosenza - 30 Settembre 2025 - 6:59pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

“Sea4All” di Tiliaventum buona prassi di turismo accessibile a livello internazionale

Superando - 30 Settembre 2025 - 6:36pm

Tra le sessioni tematiche del Summit Mondiale del Turismo Accessibile in programma dal 5 al 7 ottobre a Torino, di cui abbiamo già ampiamente riferito in altra parte del giornale, vi sarà anche quella dedicata alle buone pratiche realizzate nei vari Paesi del mondo e per l’Italia è stata selezionata Tiliaventum, l’Associazione Sportiva Dilettantistica di Lignano Sabbiadoro (Udine), con le sue iniziative “Sea4All”, basate sulle esperienze sportive inclusive di mare “Càpita”, le barca a vela di Tiliaventum, accessibile e fuibile in autonomia anche da persone in carrozzina i cui equipaggi inclusivi partecipano a regate non espressamente paralimpiche (tra cui anche la “Barcolana” di Trieste del 12 ottobre prossimo)

Tra le varie sessioni tematiche del World Summit on Accessible Tourism – Destinations for All 2025, il Summit Mondiale del Turismo Accessibile in programma dal 5 al 7 ottobre a Torino, di cui abbiamo già ampiamente riferito in altra parte del giornale, vi sarà anche quella dedicata alle buone pratiche realizzate nei vari Paesi del mondo e per l’Italia è stata selezionata Tiliaventum, l’Associazione Sportiva Dilettantistica di Lignano Sabbiadoro (Udine), spesso presente anche sulle nostre pagine, con le sue iniziative Sea4All, nell’àmbito della promozione del turismo accessibile attraverso le esperienze sportive inclusive di mare.
«Essere stati selezionati come buona prassi all’evento internazionale di Torino – sottolinea tra l’altro Daniele Passoni, presidente  di Tiliaventum – rappresenta un riconoscimento importante: le nostre attività, infatti, non sono eventi paralleli o dedicati, ma pienamente integrate nei contesti ordinari – regate comprese –, con l’obiettivo di segnare un vero cambio di paradigma culturale, dimostrando che il turismo accessibile può diventare occasione di sviluppo, motore di inclusione sociale e ispirare altre realtà a livello internazionale». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: tiliaventum@gmail.com.

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Più tutelate in Toscana le persone con disabilità beneficiarie dell’edilizia residenziale pubblica

Superando - 30 Settembre 2025 - 5:59pm

Grazie a un’azione di rivendicazione di Raffaello Belli e dell’Associazione AVI Toscana, una recente modifica della disciplina dell’edilizia residenziale pubblica (ERP) della Toscana scongiura che le persone con disabilità e anziane debbano obbligatoriamente essere sfrattate qualora dispongano di un valore ISEE (Situazione Economica Equivalente) superiore ai 50.000. Vediamo le nuove disposizioni introdotte su questo specifico aspetto Case popolari (foto di Hub Jacqu su Pexels)

Nello scorso mese di febbraio, grazie alle sollecitazioni di Raffaello Belli, attivista per il diritto alla Vita Indipendente delle persone con disabilità, avevamo segnalato come la disciplina dell’edilizia residenziale pubblica della Regione Toscana prevedesse che le persone con disabilità assegnatarie di un’abitazione dovessero essere sfrattate qualora disponessero di un valore ISEE (Situazione Economica Equivalente) superiore ai 50.000 euro (se ne legga su queste stesse pagine e anche a quest’altro link).
In particolare, questa disposizione, che innescava un perverso meccanismo discriminatorio, era contenuta nell’articolo 38, comma 3, lettera n della Legge Regionale 2/19, ed era stata mantenuta inalterata anche nella Proposta di Legge n. 1 del 23 dicembre 2024, con la quale la Regione si apprestava a rimettere mano alla materia e ad apportare modifiche alla stessa Legge Regionale 2/19.

Ebbene, grazie all’azione di rivendicazione di Belli, nonché dell’AVI Toscana, l’Associazione Vita Indipendente della Toscana, di cui lo stesso Belli è fondatore e componente, nell’articolo 18, comma 7, della Legge Regionale 36/25 (Disposizioni in materia di edilizia residenziale pubblica (ERP). Modifiche alla l.r. 2/2019) la Regione Toscana ha introdotto dei correttivi che scongiurano questo automatismo (nello specifico è stato sostituito l’articolo 38 della Legge Regionale 2/19).
È stato lo stesso Belli a darne comunicazione con un approfondimento pubblicato sul sito dell’AVI Toscana, nel quale ha evidenziato come, nel menzionato comma 7 dell’articolo 18 della Legge Regionale 36/25, è stata introdotta un’integrazione – originariamente non prevista nella Proposta di Legge di modifica della disciplina dell’edilizia residenziale pubblica – in virtù della quale il Comune, «per la chiusura del procedimento», oltre alle risultanze che hanno portato all’avvio del procedimento di decadenza, deve tenere conto dei seguenti criteri: «a) condizioni soggettive, debitamente documentate, inerenti allo stato di salute dell’assegnatario e del suo nucleo familiare, e l’eventuale presenza di elementi di particolare disagio; b) condizioni oggettive relative al contesto insediativo, in particolare relativamente alle possibilità anche economiche di accesso all’abitazione» (grassetti nostri nella citazione).

Pur apprezzando la modifica, Belli ha sottolineato che questa formulazione non garantisce in modo inequivocabile alle persone con disabilità e anziane il diritto alla casa, cosa che potrebbe creare delle difficoltà agli assegnatari o agli occupanti che vivono in Comuni nei quali l’Amministrazione decidesse, sciaguratamente, di comportarsi in maniera scorretta. E tuttavia, ha osservato, «questo comma mi sembra avere un contenuto di civiltà e attribuisce ai Comuni un chiaro dovere di aggirare il limite della situazione economica quando necessario. Perciò c’è da augurarsi vivamente che domini l’intelligenza di rispettare pienamente sia la legalità che la dignità di chi può apparire più debole».

In concreto, ha argomentato ancora Belli, la menzionata integrazione stabilisce che «anche quando la situazione economica della persona supera i limiti stabiliti da questa Legge, prima di sfrattare, i Comuni devono valutare:
° lo stato di salute dell’assegnatario e anche del suo nucleo familiare;
° l’eventuale presenza di elementi di particolare disagio: per esempio per un disabile anziano solo, che vive da decenni in un’abitazione, per tanti motivi, fra cui gli aiuti del vicinato ecc., un trasloco vuol dire un trauma molto più grande che per un disabile giovane, magari con famiglia;
° le condizioni oggettive del contesto insediativo: devono essere oggettive, ma possono essere ampie: questo può tutelare non poche situazioni, ovvero la situazione deve essere valutata in tutta la sua complessità;
° in particolare relativamente alle possibilità anche economiche di accesso all’abitazione: questo vuol dire che, prima di sfrattare una persona con disabilità, è particolarmente importante che il Comune consideri quanto può essere difficile per quella persona con disabilità trovare una casa accessibile. E viene specificato che questo il Comune lo deve considerare sotto ben tre aspetti: quanto è materialmente difficile per quel disabile trovare un’abitazione accessibile e vivibile (per esempio: chi può aiutare quella persona disabile ad andare a vedere tantissime abitazioni per trovarne una accessibile?); di solito le abitazioni più accessibili sono quelle nuove, che costano molto di più: è ragionevole ritenere che quel disabile possa affrontare quella spesa?; anche nelle abitazioni accessibili sono necessari degli adattamenti al singolo disabile: quanto sono complicati? Quanto costano?».
Purtroppo le nuove disposizioni riguardano solo le situazioni delle persone con disabilità e anziane che, sebbene abbiano ricevuto una notifica di sfratto, permangono ancora nell’abitazione, oppure le situazioni future, ma non chi ha già cambiato casa.

In conclusione, segnaliamo che l’approfondimento di Raffaello Belli, pubblicato il 28 settembre scorso (Ribellarsi è progresso. Nuova legge regionale: non più sfratti obbligatori per disabili e anziani dall’Edilizia Residenziale Pubblica), è disponibile a questo link. (Simona Lancioni)

Ringraziamo Luca Pampaloni per la segnalazione.

Il presente contributo è già apparso nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso con minimi riadattamenti al diverso contenitore, insieme all’immagine utiulizzata, per gentile concessione.

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Vivere la dislessia, tra opportunità e ostacoli

Superando - 30 Settembre 2025 - 5:17pm

Diffuso anche in diretta streaming, il XIX Congresso Nazionale dell’AID (Associazione Italiana Dislessia), in programma il 4 ottobre a Rende (Cosenza), in apertura della Settimana Nazionale della Dislessia 2025, si intitolerà “Vivere la dislessia, tra opportunità e ostacoli” e servirà anche a lanciare il grido d’allarme sul fatto che nell’ultimo biennio le diagnosi di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) nelle Regioni meridionali del nostro Paese sono state poche e tardive

«L’Italia dei DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) è un’Italia a due velocità: se non facciamo squadra per creare la cultura giusta per approcciarsi ai disturbi dell’apprendimento senza pregiudizi, non otterremo mai il risultato di avere diagnosi e prese in carico tempestive ed efficaci. È necessario dunque sostenere la scuola pubblica nell’affrontare con gli strumenti giusti i bisogni specifici degli studenti con DSA. E se non facciamo in fretta – migliorando ciò che nella Legge 170/10 [“Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, N.d.R.] non ha funzionato – il rischio di lasciare indietro molte persone è reale. In tal senso il ritardo diagnostico non va sottovalutato, perché significa che tanti bambini e bambine passano anni della loro vita scolastica senza comprendere le loro difficoltà, provando frustrazione e senso di inadeguatezza»: lo dichiara Silvia Lanzafame, presidente dell’AID (Associazione Italiana Dislessia), presentando il XIX Congresso Nazionale dell’AID stessa, in programma il 4 ottobre a Rende, presso Cosenza (Aula Magna Beniamino Andreatta dell’Università della Calabria), in apertura della Settimana Nazionale della Dislessia 2025 (6-12 ottobre), evento denominato Vivere la dislessia, tra opportunità e ostacoli.

Diffuso anche in diretta streaming nel canale YouTube dell’AID, l’appuntamento – che potrà contare anche sulla partecipazione di tre ospiti che porteranno la propria testimonianza diretta, quali l’attore Giampaolo Morelli, la modella e attrice Gloria Bellicchi e la ballerina di danza latino-americana Anna Allegretti – servirà quindi a lanciare dal Sud il grido d’allarme sul fatto che nell’ultimo biennio le diagnosi di DSA nelle Regioni meridionali del nostro Paese sono poche e tardive. «I dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito – sottolineano infatti dall’AID – ci dicono che sono ferme al 2,8%, più della metà in meno di quelle effettuate nelle Regioni del Nord-Ovest, dove le certificazioni sono al 7,9%, seguite da quelle delle Regioni del Centro e del Nord-Est al 6,1% e 6,7%. Ma c’è di più: a 15 anni, infatti, dall’entrata in vigore della Legge 170, emerge ancora che questo ritardo si riferisce alle scuole primarie, dove le certificazioni sono 49.418, mentre è stato registrato un salto significativo di 112.210 diagnosi alla secondaria di primo grado e di 192.941 alla secondaria di secondo grado (anno scolastico 2022-2023). Questo significa che il Servizio Sanitario Nazionale spesso non è in grado di supportare in maniera geograficamente omogenea le esigenze delle fasce più deboli e che solo dove le Direttive Regionali lo consentono si crea un’adeguata rete di servizi (pubblici, convenzionati e/o accreditati) e si investe su campagne di screening funzionali e continuative, per garantire una presa in carico soddisfacente». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del Congresso, per partecipare al quale, sia in presenza sia da remoto, è richiesta l’iscrizione (compilando i moduli presenti sullo stesso link appena indicato). A quest’altro link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: congresso@aiditalia.org (Natascia Maesi).

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Concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione a tempo indeterminato di n. 145 dirigenti tecnici di seconda fascia con funzioni ispettive nel ruolo di cui all’articolo 419 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, per le esigenze dell...

Ultime da USR Calabria - 30 Settembre 2025 - 5:06pm

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Condizioni di insicurezza per le persone con disabilità visiva a Roma (per non parlare delle “barriere quotidiane”)

Superando - 30 Settembre 2025 - 4:34pm

«Negli ultimi mesi si stanno verificando a Roma gravi episodi ai danni di cittadini e cittadine con disabilità visiva, profondamente preoccupati per la sicurezza urbana»: a denunciarlo è l’ADV (Associazione Disabili Visivi), che oltre a citare alcuni episodi recenti, ricorda anche le cosiddette “barriere quotidiane”, dai monopattini lasciati al centro dei marciapiedi, alle auto in sosta selvaggia, dalle deiezioni canine non raccolte al degrado urbano e al caos diffuso

«Negli ultimi mesi – denunciano dall’ADV (Associazione Disabili Visivi) – si stanno verificando a Roma episodi di particolare gravità ai danni di cittadini e cittadine non vedenti o ipovedenti, che si dichiarano profondamente preoccupati per la sicurezza urbana».
Pochi giorni fa, dunque, nel quartiere Trionfale della Capitale, Flavio, persona ipovedente di 51 anni, è stato aggredito davanti al locale di ristorazione Cinapoli, per avere urtato inavvertitamente un passante che lo ha preso a pugni, nonostante le scuse dello stesso Flavio.
Nella serata di domenica scorsa, poi, intorno alle 20.30, Maria Luisa, persona non vedente accompagnata dal suo cane guida, è stata travolta da un uomo in evidente stato di ebbrezza davanti al bar-pasticceria I Siciliani, all’angolo tra Via Tuscolana e Via Statilio Ottato. La donna è stata scaraventata a terra senza che il cane guida avesse il tempo di metterla in salvo, a causa dei movimenti incontrollati dell’aggressore. «Sono caduta sul marciapiede – racconta lei stessa – e fortunatamente non ho battuto la testa contro un tavolino o una sedia di metallo. Sarebbe potuta andare molto peggio». Maria Luisa, infatti, ha riportato contusioni, ma l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.
A quanto pare, non si tratta di fatti isolati. Già prima dell’estate, infatti, un’altra persona con disabilità visiva, nel quartiere San Giovanni, era stata colpita riportando ferite. Si tratta di episodi che avvengono frequentemente nelle ore serali, dimostrando come luoghi di socialità o semplicemente di passeggio stiano diventando insicuri per chi non può valutare visivamente i rischi circostanti.

«Le persone non vedenti o ipovedenti – sottolinea Stefania Leone, presidente dell’ADV – non hanno la possibilità di rendersi conto tempestivamente di ciò che accade attorno a loro e spesso percepiscono il pericolo solo quando è troppo tardi. La sicurezza di una città si misura anche dal senso di protezione che riesce a garantire ai più fragili. Occorre un controllo del territorio più efficace, affinché i cittadini e le cittadine con disabilità possano muoversi senza paura e sentirsi realmente tutelati».
Oltre dunque ad esprimere tutta la solidarietà e la vicinanza dell’ADV a Flavio e Maria Luisa per le aggressioni subite, la presidente Leone chiede e sollecita che «le esigenze delle persone con disabilità siano portate all’attenzione del tavolo per la sicurezza istituzionalmente attivato tra il Comune di Roma, la Polizia Municipale e le altre forze dell’ordine, affinché si possano attuare interventi tempestivi ed efficaci per migliorare sensibilmente il livello di sicurezza e accessibilità della Capitale».

A quanto detto, poi, si aggiunge naturalmente anche il tema di quelle che si possono definire come “barriere quotidiane”: monopattini lasciati al centro dei marciapiedi, auto in sosta selvaggia che impediscono gli attraversamenti pedonali, deiezioni canine non raccolte, degrado urbano e caos diffuso. Tutti ostacoli che limitano gravemente la mobilità e l’autonomia delle persone con disabilità visiva.
«Roma deve tornare a essere una città vivibile e inclusiva – conclude Leone –. È quindi necessario agire con interventi concreti e preventivi, riducendo il livello di tensione sociale e garantendo una presenza costante e visibile delle Istituzioni sul territorio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: segreteria@disabilivisivi.it.

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Decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, convertito con modificazioni dalla legge 5 giugno 2025, n. 79 – Articolo 5

Ultime da USR Calabria - 30 Settembre 2025 - 4:27pm

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Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del Decreto Ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 – D.D.G. n....

Ultime da USR Calabria - 30 Settembre 2025 - 4:16pm

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Torino si prepara ad accogliere il Summit Mondiale sul Turismo Accessibile

Superando - 30 Settembre 2025 - 4:13pm

Promuovere e condividere le buone prassi di accessibilità nel settore turistico, consolidando una rete globale di destinazioni inclusive e accessibili a tutte e tutti, comprese le persone con esigenze specifiche: sarà questo il principale obiettivo del terzo “World Summit on Accessible Tourism – Destinations for All 2025”, in programma dal 5 al 7 ottobre a Torino, che vedrà arrivare nel capoluogo piemontese professionisti, esponenti istitruzionali e operatori del settore da tutto il mondo

Professionisti, Istituzioni e operatori del settore da tutto il mondo stanno per arrivare a Torino, per partecipare al World Summit on Accessible Tourism – Destinations for All 2025, in programma dal 5 al 7 ottobre presso il Centro Congressi Lingotto del capoluogo piemontese, terza edizione di uno degli eventi internazionali più rilevanti nell’àmbito del turismo accessibile, dopo quelle di Montréal in Canada nel 2014 e di Bruxelles in Belgio nel 2018.
Organizzato dalla CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà) e dall’IsITT (Istituto Italiano per il Turismo per Tutti), il Summit, come spiegano i promotori «nasce con l’obiettivo di promuovere e condividere le buone prassi di accessibilità nel settore turistico, consolidando una rete globale di destinazioni inclusive e accessibili a tutte e tutti, comprese le persone con esigenze specifiche. In tal senso Torino offrirà uno spazio privilegiato di confronto, azione e innovazione, dove esperti, istituzioni e portatori d’interesse internazionali discuteranno soluzioni concrete per rendere il turismo un diritto realmente universale, rafforzando al contempo il ruolo della città come modello di innovazione sociale».

Cospicue anche le partecipazioni di rappresentanti istituzionali, tra cui quelle delle ministre Santanchè (Turismo) e Locatelli (Disabilità) alla cerimonia di apertura del 6 ottobre, e da segnalare inoltre, durante i tre giorni dell’evento, le presenze tra gli altri di Barbara Casagrande, segretaria generale del Ministero del Turismo; Simon April, Co-Chair del 3rd World Summit on Accessible Tourism (Kéroul, Canada); Zoritsa Urosevic, direttrice esecutiva dell’Agenzia per il Turismo delle Nazioi Unite (UN Tourism); Igor Stefanovich, coordinatore per l’Accessibilità, il Turismo Culturale e le Popolazioni Indigene di UN Tourism; Anna Grazia Laura, presidente dell’ENAT (European Network for Accessible Tourism); Inmaculada Placencia-Porrero, senior advisor della Commissione Europea; Alessandra Priante, presidente dell’ENIT–Agenzia Nazionale del Turismo; Olaf Schlieper, rappresentante del Consiglio Nazionale Tedesco del Turismo; Pierluigi Di Palma, presidente dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile); Gianmaria Patti, head of concept & customer assistance di Alpitour World; Mirko Lalli, fondatore e CEO di Data Appeal; Giampiero Strisciuglio, CEO di Trenitalia; Roberta Alverà, vicesindaca di Cortina d’Ampezzo.

«Quando parliamo di accoglienza – afferma Maurizio Montagnese, presidente dell’evento e della CPD di Torino -, dobbiamo sempre ricordare che ogni persona ha esigenze specifiche e che tenerne conto è un gesto di rispetto, oltre che un segno di progresso civile. Rendere un’esperienza accessibile significa far sentire davvero tutti i benvenuti. Non è solo una questione di inclusione, è un’opportunità strategica per costruire un turismo più giusto e capace di guardare lontano. Chi oggi non coglie il valore aggiunto, creato dalla realizzazione di una filiera turistica davvero for All, rischia non solo di restare indietro, ma anche di escludere un numero crescente di persone, in una società che sta cambiando e in cui l’età media continua ad aumentare. Ecco perché serve uno sforzo collettivo. Infatti, solo unendo le energie di amministrazioni pubbliche, operatori turistici, responsabili delle destinazioni, associazioni e realtà della società civile, possiamo costruire insieme un futuro diverso dove ciascuno si senta accolto, riconosciuto e messo nelle condizioni di vivere appieno ogni momento della propria vita, a partire dal tempo libero. Un futuro fatto di soluzioni concrete, innovazioni intelligenti e buone pratiche che rendano ogni luogo più aperto, più accessibile e più umano». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo del Summit, a quest’altro link un testo di uulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Fabrizio Vespa (fabrizio.vespa@cpdconsulta.it); Marilisa Bruno (marilisa@openmindconsulting.it).

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