Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Personale ATA: Esito interpello per il conferimento di incarico di DSGA su posto vacante e non disponibile per l’A.S. 2025/2026 presso IC Gullo

Ultime da A. T. P. Cosenza - 20 Novembre 2025 - 4:54pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Personale ATA: Graduatorie interpello per il conferimento di incarico di DSGA su posto vacante e non disponibile per l’A.S. 2025/2026 presso IC Gullo

Ultime da A. T. P. Cosenza - 20 Novembre 2025 - 4:48pm

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Il rapporto tra comunicazione e disabilità: un incontro a Cagliari

Superando - 20 Novembre 2025 - 4:39pm

Approfondire le relazioni tra comunicazione e disabilità, sia dal punto di vista del linguaggio giornalistico e mediatico, sia sotto il profilo dell’accessibilità comunicativa da parte delle Istituzioni e degli Enti Pubblici: è l’obiettivo del seminario del 21 novembre a Cagliari, denominato “Non solo parole. Il rapporto tra comunicazione e disabilità”, organizzato dall’Associazione RP Sardegna, in collaborazione con l’Associazione Stampa Sarda e con il Gruppo Giornalisti Uffici Stampa della Sardegna

Organizzato da RP Sardegna (Associazione Ciechi, Ipovedenti e Retinopatici Sardi), in collaborazione con l’Associazione Stampa Sarda e con il Gruppo Giornalisti Uffici Stampa della Sardegna, oltreché con il sostegno della FISH Sardegna (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), si terrà nel pomeriggio del 21 novembre a Cagliari (Caesar’s Hotel, ore 14.30-18.30) il seminario denominato Non solo parole. Il rapporto tra comunicazione e disabilità durante il quale verranno affrontate varie tematiche legate alla comunicazione sulle disabilità e verso le persone con disabilità, con la partecipazione di giornalisti, assistenti sociali ed esperti sulla comunicazione di rilievo nazionale, avvalendosi anche di collegamenti in streaming.
«Accreditato per la formazione continua dei giornalisti e degli assistenti sociali – spiegano i promotori – questo incontro intende approfondire le relazioni tra comunicazione e disabilità, sia dal punto di vista del linguaggio giornalistico e mediatico, sia sotto il profilo dell’accessibilità comunicativa da parte delle Istituzioni e degli Enti Pubblici». (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo dell’incontro che si avvarrà del servizio di sottotitolazione in tempo reale. Per ogni ulteriore informazione: rpsardegnainformazioni@gmail.com.

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Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno – D.D.G. n. 3059 del 10 dicembre 2024 – Decreto di integrazione per scorrimento graduatoria di...

Ultime da USR Calabria - 20 Novembre 2025 - 3:03pm

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Riconoscere l’ADHD: trasformare una sfida in opportunità

Superando - 20 Novembre 2025 - 2:15pm

«Con i lavori di questa giornata, vogliamo mostrare cosa trasforma una sfida in opportunità, in tema di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività)»: a dirlo è Patrizia Stacconi, presidente dell’AIFA (Associazione Italiana Famiglie ADHD), presentando il convegno a partecipazione gratuita, denominato “Riconoscere l’ADHD: trasformare una sfida in opportunità”, organizzato per il 22 novembre presso l’Università Federico II di Napoli Disegno che raffigura una persona con ADHD

«Con i lavori di questa giornata, vogliamo mostrare cosa trasforma una sfida in opportunità, in tema di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività): prima di tutto l’ADHD va individuato il più precocemente possibile e la valutazione è senz’altro una sfida. Subito dopo, la presa in carico terapeutica appropriata diventa l’opportunità di fare emergere le potenzialità della persona verso il raggiungimento di obiettivi di benessere, qualità della vita personale, sociale di istruzione e lavorativa. L’obiettivo di questo convegno, dunque, insieme ai professionisti competenti con esperienza in ambito di ADHD, è quello di dare un quadro dei principali elementi di tale percorso»: così Patrizia Stacconi, presidente dell’AIFA (Associazione Italiana Famiglie ADHD), presenta il convegno a partecipazione gratuita, denominato Riconoscere l’ADHD: trasformare una sfida in opportunità, organizzato per il 22 novembre a Napoli dall’AIFA stessa (Aula Magna “Gaetano Salvatore”, Edificio 21 dell’Università Federico II, Via Sergio Pansini, 5, ore 9), con il patrocinio morale della Scuola di Medicina dell’Ateneo ospitante e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II.

L’evento si rivolgerà a familiari e adulti con ADHD, a studenti, insegnanti di ogni ordine e grado, psicologi/psicoterapeuti, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, psichiatri/neuropsichiatri, specializzandi, figure educative in tutti gli àmbiti della vita sociale, dell’istruzione, della formazione e dell’università e in generale a chiunque altro sia interessato al disturbo da deficit di attenzione e iperattività). (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo dell’evento che sarà, come detto, a partecipazione gratuita, ma previa iscrizione tramite questo link. A quest’altro link è disponibile invece una scheda sull’AIFA e sulla prevalenza dell’ADHD in Italia e Campania. Per ogni ulteriore informazione: ufficio.stampa@associazioneaifa.it (Francesca Mezzelani).

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Tecnologia NFC e inclusione: quando gli ambienti diventano “parlanti”

Superando - 20 Novembre 2025 - 1:49pm

C’è una tecnologia, semplice, economica e già presente in quasi tutti gli smartphone e tablet, che può trasformare ogni scuola, centro educativo o servizio in un luogo capace di “comunicare” in modo immediato e multimodale: è l’NFC, la stessa tecnologia che si usa per tanti pagamenti tramite un terminale POS. Applicata all’educazione e all’inclusione diventa un ponte tra ambiente fisico e materiali digitali personalizzati. Marco Pontis ci spiega come

Negli ultimi anni parliamo molto di ambienti inclusivi, di UDL (Universal Design for Learning [“Progettazione universale per l’apprendimento”, N.d.R.]) e di come rendere gli spazi e i contesti di apprendimento davvero accessibili per tutti e tutte. Ma c’è una tecnologia, semplice, economica e già presente in quasi tutti gli smartphone e tablet, che può trasformare ogni scuola, centro educativo o servizio in un luogo capace di “comunicare” in modo immediato e multimodale: è l’NFC (Near Field Communication, ossia “Comunicazione di prossimità”), la stessa tecnologia che usiamo per i pagamenti contactless*. Applicata all’educazione e all’inclusione diventa un ponte tra ambiente fisico e materiali digitali personalizzati. Basta avvicinare infatti il proprio device (smartphone, tablet ecc.) a un piccolo tag, per attivare contenuti visuali, audio, video o strumenti educativi immediatamente utili alla persona.
Non serve connessione, non servono app complicate: serve soltanto una visione inclusiva.

L’ambiente che “parla”
Per molte persone (studenti con disturbo dello spettro autistico, bambini con disturbi dell’attenzione, persone con disabilità cognitive, utenti stranieri, adulti o anziani con difficoltà di comprensione o in situazioni di fragilità), l’ambiente può risultare complesso, ambiguo, difficile da decodificare. Con i tag NFC possiamo trasformare ogni punto dello spazio in un nodo educativo:
° La porta dell’aula può attivare una storia sociale con le regole di comportamento.
° Il banco di lavoro può fornire una scomposizione visiva del compito.
° Un armadio può offrire la checklist dei materiali da preparare.
° Un poster può avviare un video esplicativo o un messaggio audio rassicurante.
° Una postazione può attivare una tabella di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa), per facilitare la comunicazione immediata.
° Una tavola sinottica può richiamare elementi di realtà aumentata per potenziare l’apprendimento multisensoriale.
In questo modo l’ambiente non è solo accessibile: diventa proattivo, capace di mediare, capace di guidare. Ma, soprattutto, l’ambiente diventa amichevole: ogni luogo “racconta” cosa accade lì, rendendo la scuola e i servizi educativi più prevedibili, accessibili e comprensibili per tutti.

La potenza degli NFC nei contesti educativi e di cura
Immediatezza e zero apprendimento tecnico
Ma perché gli NFC sono così potenti nei contesti educativi e di cura? L’utente deve solo avvicinare il proprio device: non occorre cercare file, aprire app, ricordarsi passaggi. L’azione è naturale, intuitiva e veloce. Questo riduce il carico cognitivo ed elimina la barriera tecnologica.

Multimodalità e UDL
Ogni tag può attivare la forma comunicativa più utile alla persona: audio, video, immagini, testo semplificato, CAA. Ciò permette di offrire percorsi differenziati dentro lo stesso ambiente, senza etichette né stigmi. È un principio cardine dell’Universal Design for Learning: progettare per la variabilità non per la media.

Personalizzazione infinita
Il contenuto collegato ad ogni tag è modificabile: questo significa che lo stesso tag può cambiare funzione nel tempo, adattandosi all’evoluzione dell’utente.
La tecnologia non è statica: cresce insieme alla persona.

Gestione dell’ansia e prevedibilità
Rendere esplicito e accessibile ciò che nell’ambiente potrebbe creare incertezza aiuta a ridurre lo stress. Per molti utenti, avere una guida immediata aumenta la partecipazione e la serenità.
La prevedibilità è un principio di giustizia educativa.

Connessione tra spazio fisico e memoria visiva
Il tag diventa un ancoraggio: ricordo, routine, competenza. Alcuni studenti iniziano a orientarsi meglio proprio perché ogni luogo rimanda a un contenuto coerente.
È una struttura stabile che sostiene l’autonomia.

Cosa si può attivare con un semplice tag NFC?
° Checklists (preparare lo zaino, igiene personale, materiali per un laboratorio, materiali necessari per svolgere un lavoro specifico).
° Task Analysis e scomposizioni visive, passo dopo passo (step-by-step).
° Storie sociali personalizzate in formato audio, video o immagini.
° Tabelle di CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa), rapide e sempre disponibili.
° Video modeling per apprendere comportamenti, routine o autonomie.
° Percorsi in realtà aumentata per attività didattiche multisensoriali.
° Glossari visivi per studenti non italofoni, anche con audio.
° Messaggi di autoregolazione emotiva (audio calmo, indicazioni, strategie).
° Micro-lezioni registrate dall’insegnante o dall’educatore.
° Istruzioni per la sicurezza o per l’autonomia nella gestione degli spazi.
Ogni tag può contenere un mondo: sta a noi immaginare quali mondi creare.

Esempi dai contesti educativi
La scuola primaria inclusiva
Nella zona dei materiali di arte, uno studente può avvicinare lo smartphone e trovare:
° elenco illustrato dei materiali,
° video su come si puliscono i pennelli,
° timer visivo incorporato.
Meno richiami, più autonomia reale.

Il centro per l’autonomia
Vicino alla lavatrice, un tag attiva una serie di immagini: separare colori, inserire detersivo, scegliere programma, svuotare. È un modo per trasformare un compito complesso in un percorso prevedibile, ripetibile e affrontabile in autonomia.

La biblioteca scolastica
Sui tavoli:
° guida visiva alle norme della biblioteca,
° audioguide in più lingue,
° indicazioni su come restituire i libri.
L’ambiente diventa plurilingue e interculturale senza bisogno di ulteriori dispositivi.

L’aula per il lavoro in piccoli gruppi
Ogni scaffale “parla”: routine del mattino, calendario visivo, regolamento semplificato, materiali di autoregolazione. L’aula diventa una mappa dinamica delle possibilità.

L’inclusione non è un intervento, è una progettazione. È pensare gli spazi come mediatori pedagogici. È costruire contesti che diventano intelligenti, gentili, prevedibili.
L’NFC non è la tecnologia del futuro: è una tecnologia del presente, spesso già nelle nostre tasche. Il passo successivo è usarla per tutti, non solo per chi ne ha strettamente bisogno. Perché l’accessibilità non è un optional: è un diritto.

In conclusione
L’NFC ci permette di immaginare ambienti capaci di:
° offrire supporti immediati,
° guidare l’autonomia,
° ridurre le barriere,
° sviluppare competenze,
° sostenere l’inclusione,
° potenziare l’apprendimento multisensoriale.
È un ponte invisibile tra ciò che lo spazio è e ciò che può diventare. La tecnologia è solo uno strumento. L’inclusione è la visione. E noi, come educatori, siamo gli “artigiani” di questa visione.

*I pagamenti “contactless” sono transazioni rapide che utilizzano la tecnologia NFC per trasferire dati di pagamento tra una carta o un dispositivo mobile e un terminale POS a breve distanza, senza contatto fisico.
**Formatore, autore e instructional designer presso il Centro Studi Erickson di Trento, docente di Pedagogia e Didattica Speciale presso l’Università degli Studi di Perugia e Bolzano, di Didattica Inclusiva, Politiche e Prassi Didattiche presso l’Università LUMSA di Roma.

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A Novi Ligure un tuffo speciale nell’inclusione

Superando - 20 Novembre 2025 - 1:05pm

Il 23 novembre a Novi Ligure (Alessandria) vi sarà un nuovo appuntamento con “Subacquea Zero Barriere” di HSA Italia, l’Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie per Persone con Disabilità. Si tratta di un programma di eventi che ormai da molti anni, in Italia e all’estero, costituisce un potente strumento di inclusione sociale, abbattendo barriere e unendo persone con e senza disabilità in un contesto di uguaglianza e rispetto reciproco Immagine di repertorio di un evento in piscina promosso da HSA Italia

Sarà nella mattinata del 23 novembre, presso la Piscina Aquarium di Novi Ligure, in provincia di Alessandria (Via Fratelli Rosselli, ore 9.30) il nuovo appuntamento con Subacquea Zero Barriere di HSA Italia (Handicapped Scuba Association International), l’Associazione Nazionale Attività Subacquee e Natatorie per Persone con Disabilità. Si parla di un programma di eventi che ormai da molti anni, in Italia e all’estero, costituisce un potente strumento di inclusione sociale, abbattendo barriere e unendo persone con e senza disabilità in un contesto di uguaglianza e rispetto reciproco.
«Sarà un nuovo tuffo speciale nell’inclusione – dicono i promotori – con attività gratuite di immersione subacquea, snorkeling e nuoto. Per i partecipanti, con o senza disabilità, si realizzerà dunque un desiderio, ossia la voglia di esserci e di tuffarsi in acqua per scoprire un’attività affascinante come la subacquea».

L’evento è organizzato dall’Associazione Passione d’Amare di Novi Ligure, in collaborazione, naturalmente, con HSA Italia, oltreché con il supporto dell’Associazione Luminas, dell’AEOP (Associazione Europea Operatori Polizia), di Sub Novara Laghi, Onda Sub e Aquarium Nuoto.
Appassionato subacqueo fin da bambino, formatore HSA con molti anni di esperienza nel settore, il presidente di Passione d’Amare, Sergio Cetti, commenta: «È importante questo evento che vede insieme diverse realtà del mondo associativo con le scuole HSA, per lanciare un bel messaggio di inclusività e solidarietà alla comunità, in linea con gli obiettivi che HSA Italia sviluppa da tempo sul territorio. Ad accompagnare in acqua i partecipanti, insieme al sottoscritto, saranno gli istruttori e le guide HSA della nostra Associazione, ma anche di Sub Novara Laghi e di Onda Sub, un insieme unico di persone che mettono a disposizione competenze e professionalità con un forte senso di altruismo. Ed è grazie a loro che avviene il momento magico dell’entrata in acqua e sott’acqua dei partecipanti, un momento che fa scattare la gioia, le emozioni nei neofiti subacquei e che ripagano tutti con i loro sorrisi».

Testimonial d’eccezione dell’appuntamento sarà Maurizio Lo Bartolo, subacqueo HSA, persona con disabilità visiva e caro amico di Sergio Cetti, che sottolinea: «Quando mi immergo il mare mi avvolge, mi protegge e mi porta con sé nella sua immensità. Mentre scendo nelle profondità, sento su di me la sua spinta. Vedo la flora, la fauna, i relitti che mi circondano con il solo tocco delle mani dove passano le correnti del pensiero, le emozioni, la dimensione delle cose. Mi faccio cullare dal movimento delle acque per viverlo appieno con le sue meraviglie sommerse. Per me è un percorso di esperienze uniche, continue, di condivisioni con tanti amici e compagni di immersione in contesti inclusivi, gioiosi e divertenti e poi tutti insieme si finisce sempre davanti a un buon piatto di pesce condividendo i piaceri della tavola in amicizia». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Patrizia De Santo (patrizia@patriziadesantopr.it).

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I bambini e le bambine con disabilità sono sempre “i più vulnerabili tra i vulnerabili”

Superando - 20 Novembre 2025 - 12:29pm

«I bambini più piccoli, quelli con disabilità e quelli che vivono in situazioni di crisi sono particolarmente vulnerabili»: lo si legge nel rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo 2025: porre fine alla povertà dei bambini – Il nostro imperativo comune”, pubblicato dall’UNICEF oggi, 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, documento che analizza anche la situazione di 37 Paesi ad alto reddito © UNICEF

«I bambini più piccoli, quelli con disabilità e quelli che vivono in situazioni di crisi sono particolarmente vulnerabili»: è quanto emerge con chiarezza dal rapporto La condizione dell’infanzia nel mondo 2025: porre fine alla povertà dei bambini – Il nostro imperativo comune, pubblicato dall’UNICEF oggi, 20 novembre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, documento secondo il quale più di 1 bambino su 5 nei Paesi a basso e medio reddito, ovvero 417 milioni, si trova in condizioni di grave deprivazione in almeno due aree fondamentali per la sua salute, il suo sviluppo e il suo benessere.
«I bambini e le bambine che crescono in condizioni di povertà e sono privati di beni essenziali come una buona alimentazione, servizi igienici adeguati e una casa – commenta Catherine Russell, direttrice generale dell’UNICEF – subiscono conseguenze devastanti per la loro salute e il loro sviluppo». «Ma non deve essere per forza così – aggiunge -: quando infatti i Governi si impegnano a porre fine alla povertà dei bambini attuando politiche efficaci, possono aprire un mondo di possibilità».

I tassi più elevati di povertà multidimensionale tra i bambini secondo il rapporto dell’UNICEF, si concentrano segnatamente nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale, ma colpisce, nel documento, anche quanto emerge dall’analisi su 37 Paesi ad alto reddito secondo cui, in essi, circa 50 milioni di bambini/bambine vivono in condizioni di povertà monetaria relativa, il che significa che il loro nucleo familiare ha un reddito significativamente inferiore rispetto alla maggior parte degli altri. Sebbene poi tra il 2013 e il 2023 in quei 37 Paesi la povertà sia diminuita in media del 2,5%, in molti casi i progressi hanno subìto una battuta d’arresto o addirittura un’inversione di tendenza. In Francia, Svizzera e Gran Bretagna, ad esempio, la povertà dei bambini/bambine è aumentata di oltre il 20%.

Sull’Italia si sofferma Nicola Graziano, presidente di UNICEF Italia: «Nel nostro Paese il tasso di povertà monetaria relativa dei bambini/bambine era circa al 25% fra il 2013 e il 2018, sceso al 23,2% nel 2023. Gli standard di vita fra il 2018 e il 2023 sono migliorati dell’8,6%, mentre la povertà di reddito relativa è migliorata del 5,3%. Nel 2024 i bambini/bambine nel nostro Paese che vivevano in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale erano il 5,7%, un dato in forte calo rispetto al 2015. Tuttavia, nel 2022 il 32,9% dei ragazzi/ragazze di 15 anni in Italia non disponeva di una stanza per sé».

Il rapporto dell’UNICEF, va anche sottolineato in conclusione, arriva in un momento in cui molti Governi in tutto il mondo stanno riducendo gli aiuti esteri. In tal senso, secondo «The Lancet», i tagli agli aiuti allo sviluppo potrebbero «causare la morte di 4 milioni e mezzo di bambini/bambine sotto i 5 anni entro il 2030». Allo stesso tempo, recenti stime dell’UNICEF mostrano che i tagli potrebbero lasciare ulteriori 6 milioni di bambini fuori dalla scuola entro il prossimo anno. (S.B.)

A questo link è disponibile (in inglese) il testo integrale del rapporto UNICEF, a quest’altro link una sintesi di esso in italiano. Qui, infine, è disponibile (in inglese) un’analisi sulla povertà dei bambini/bambine nei Paesi ad alto reddito. Per altre informazioni: press@unicef.it.

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Un ponte per l’inclusione tra Italia e Cina

Superando - 20 Novembre 2025 - 11:36am

«Questo incontro non è stato un semplice atto formale, ma un momento di confronto essenziale per ribadire che i diritti e l’inclusione delle persone con disabilità sono una priorità globale che trascende i confini nazionali»: così il presidente della Federazione FISH Falabella commenta l’incontro con una delegazione istituzionale della Provincia cinese del Fujian, che nella propria tappa di Roma ha visitato appunto la sede della stessa FISH Un’immagine riguardante la visita della delegazione istituzionale della Provincia cinese di Fujian alla sede di Roma della FISH

«Abbiamo accolto con grande interesse questa visita, per un incontro che non è stato un semplice atto formale, ma un momento di confronto essenziale per ribadire che i diritti e l’inclusione delle persone con disabilità sono una priorità globale che trascende i confini nazionali»: così Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), commenta il recente incontro volto a confrontarsi sui temi dell’inclusione e della tutela dei diritti delle persone con disabilità, con una delegazione istituzionale della Provincia cinese del Fujian, che nella propria tappa di Roma ha visitato appunto la sede della stessa FISH.

Oltre a Falabella, hanno partecipato Giampiero Griffo, presidente della RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo) e membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International) e Luisella Bosisio Fazzi, componente del Consiglio dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, e l’occasione è stata propizia per avviare uno scambio di buone pratiche e di esperienze tra l’Italia e la provincia del Fujian. Al centro della discussione in particolare i modelli di welfare inclusivo, le politiche di integrazione lavorativa e le strategie per garantire l’accessibilità universale.
Dal canto loro, i rappresentanti della FISH hanno illustrato le attività e iniziative della Federazione, sottolineando il ruolo cruciale della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità come faro guida. Particolare enfasi è stata posta su sfide molto attuali, come l’inclusione scolastica e i progetti di vita indipendente.

La delegazione cinese ha mostrato vivo interesse per l’esperienza italiana, in particolare per i modelli di partecipazione associativa e per le attività di advocacy che la FISH svolge nei confronti del Governo e del Parlamento.
E in conclusione si può dire che il confronto abbia senz’altro aperto la strada all’ipotesi di future sinergie. (Rachele Anziutti)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishets.it.

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IMMISSIONI IN RUOLO 25/26 – PUBBLICAZIONE ESITI FASE 2 ASSEGNAZIONE SEDE AM2B A020

Ultime da A. T. P. Cosenza - 20 Novembre 2025 - 11:23am

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

Personale Docente – Immissioni in ruolo a.s. 2025/2026- Decreto assegnazione sede cdc A020 e AM2B

Ultime da A.T.P. Catanzaro - 20 Novembre 2025 - 11:20am

Formazione per la Polizia Locale di Rimini sui disturbi dello spettro autistico

Superando - 19 Novembre 2025 - 6:23pm

Ha preso il via in questi giorni il ciclo formativo denominato “Disturbi dello spettro autistico nell’arco della vita”, organizzato dall’Associazione Rimini Autismo, in collaborazione con il Comune della città romagnola e con l’AUSL Romagna, iniziativa rivolta agli agenti della Polizia Locale Un gruppo di agenti della Polizia Locale di Rimini con Alessandra Urbinati, presidente dell’Associazione Rimini Autismo, il sindaco della città Jamil Sadegholvaad, il comandante della Polizia Locale Andrea Rossi e altri genitori di Rimini Autismo

Si è svolto in questi giorni il primo incontro del ciclo formativo denominato Disturbi dello spettro autistico nell’arco della vita, organizzato da Rimini Autismo, in collaborazione con il Comune della città romagnola e con l’AUSL Romagna, iniziativa rivolta alla Polizia Locale di Rimini. Aperto ufficialmente alla presenza del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e del comandante della Polizia Locale Andrea Rossi, l’incontro stesso si è tenuto presso la sede del Comando in Via della Gazzella.
Agenti e rappresentanti di Rimini Autismo hanno dunque avuto l’occasione di confrontarsi su molteplici temi, dall’esperienza quotidiana delle persone con disturbo dello spettro autistico agli scenari d’interazione sul territorio, fino alla condivisione di suggerimenti e spunti per migliorare l’accoglienza e l’intervento da parte delle forze dell’ordine.
«La ragione che ha mosso l’iniziativa – spiegano dall’Associazione promotrice – è che il numero crescente di diagnosi di disturbo dello spettro autistico rende sempre più probabile incontrare persone autistiche nella quotidianità: per strada, nei supermercati, sui mezzi e negli uffici pubblici e in molti altri contesti. Per questa ragione abbiamo ritenuto fondamentale offrire ai professionisti che operano sul territorio strumenti utili per riconoscere e comprendere meglio le caratteristiche delle persone autistiche, favorendo interventi adeguati e rispettosi».

La proposta formativa è stata accolta con grande disponibilità dal Comando della Polizia Locale e complessivamente al ciclo di formazione prenderanno parte 30 agenti.
«Sono convinto – ha affermato per l’occasione il sindaco Jamil Sadegholvaad – che iniziative come questa contribuiscano a costruire una Rimini migliore: una comunità più forte, più consapevole e capace di sostenersi. Formarsi per comprendere meglio l’autismo significa infatti offrire attenzione, rispetto e strumenti adeguati anche ai ragazzi e alle ragazze che necessitano di un supporto più mirato. È un progetto di cui parlavamo da tempo e sono felice che oggi abbia preso forma. Sono certo che questo percorso avrà un seguito e continuerà a crescere».

Dopo il primo incontro del 18 novembre, dunque, le ulteriori giornate ci saranno il 20 e 27 novembre per la parte medico-scientifica, con Serenella Grittani, dirigente del Centro Autismo AUSL di Rimini e alcune persone con disturbo dello spettro autistico, e il 25 novembre, con le famiglie di Rimini Autismo.
«Con questo percorso formativo – sottolinea una soddisfatta Alessandra Urbinati, presidente dell’Associazione – compiamo un passo importante verso un territorio più attento e preparato. La crescente presenza di persone con autismo nel tessuto sociale richiede infatti competenze specifiche, ma soprattutto sensibilità e capacità di ascolto. La collaborazione con il Comune, l’AUSL Romagna e la Polizia Locale dimostra che le Istituzioni possono fare squadra per costruire una comunità davvero inclusiva. Per le famiglie che rappresentiamo, sapere che gli agenti scelgono di formarsi per comprendere meglio i nostri figli è un segnale importante che rafforza la fiducia e il senso di sicurezza».

Il progetto, va detto in conclusione, è nato a Rimini, ma sono già presenti i presupposti per estenderlo ai Comuni degli altri Distretti della Provincia, con alcuni dei quali Rimini Autismo ha già avviato un lavoro preliminare. Il tutto allo scopo di rendere questa formazione accessibile e omogenea sull’intero territorio provinciale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Marzia Mecozzi (m.mecozzi@audiotre.com).

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Autodeterminazione, Diritti, Persone con Disabilità e Progetto di Vita. Una Riforma necessaria

Superando - 19 Novembre 2025 - 5:50pm

In collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Cagliari e con il patrocinio del Tribunale di Cagliari, l’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) ha promosso per il 21 novembre nel capoluogo sardo l’importante seminario sul tema “Autodeterminazione, Diritti, Persone con Disabilità e Progetto di Vita. Una Riforma necessaria”

In collaborazione con l’Ordine degli Avvocati di Cagliari e con il patrocinio del Tribunale di Cagliari, l’ABC Sardegna (Associazione Bambini Cerebrolesi) ha promosso per il pomeriggio del 21 novembre nel capoluogo sardo (Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Cagliari, Piazza Repubblica, ore 15.30), l’importante seminario sul tema dell’autodeterminazione, dei diritti delle persone con disabilità e del Progetto di Vita, intitolato appunto Autodeterminazione, Diritti, Persone con Disabilità e Progetto di Vita. Una Riforma necessaria.
«L’obiettivo dell’incontro – spiegano dall’ABC Sardegna – è esaminare le prospettive di riforma necessarie per garantire pienamente l’autonomia delle persone con disabilità, mettendo il Progetto di Vita al centro delle politiche. A confermare inoltre la rilevanza nazionale e l’attualità del dibattito, il seminario vedrà l’intervento in collegamento da Roma della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli».

Oltre dunque a Locatelli, parteciperanno Giorgio Latti, magistrato e presidente della Sezione Civile del Tribunale di Cagliari, Daniele Piccione, avvocato e consigliere parlamentare del Senato della Repubblica, Francesca Palmas, responsabile del Centro Studi dell’ABC e Marco Espa, presidente della Federazione ABC Italia.
Saranno inoltre presenti i rappresentanti delle Istituzioni regionali sarde, con gli interventi di Francesca Piras, dirigente delle Politiche Sociali nell’Assessorato Regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali e Marika Batzella della Direzione Regionale Servizio Interventi Integrati alla Persona, Politiche. Si attende anche la conferma della partecipazione della presidente della Regione Alessandra Todde.
L’apertura dei lavori, infine, sarà affidata ai saluti istituzionali di Vincenzo Amato, presidente del Tribunale di Cagliari e Matteo Pinna, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari.

Il cuore del seminario sarà segnatamente l’analisi del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), il più significativo tra quelli prodotti in attuazione della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità.
«Questo Decreto – sottolinea Daniele Piccione – è il più significativo della Legge Delega perché disciplina il Progetto di Vita, istituto che segna una svolta nel riconoscimento dei diritti».
Per Francesca Palmas, il Progetto di vita «restituisce alla persona un ruolo di co-decisore del proprio percorso», sostenuto da strumenti come il budget di progetto. «La relativa Riforma – aggiunge – adotta l’approccio bio-psico-sociale, basato sulla classificazione ICF [Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, prodotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, N.d.R.], e promuove la semplificazione amministrativa, la domiciliarità, la vita indipendente e i processi di deistituzionalizzazione, nel rispetto dei princìpi dell’Universal Design».
«Attualmente – conclude Palmas – la Riforma è in sperimentazione in 20 Province italiane, tra cui Sassari, e sarà pienamente operativa dal 1° gennaio 2027». (S.B.)

L’evento sarà a ingresso gratuito. Per ogni ulteriore informazione: info@abcsardegna.org.

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Sport paralimpici, prevenzione degli infortuni e inclusione

Superando - 19 Novembre 2025 - 4:50pm

 

 

 

 

Sport paralimpici

“Prevenire è meglio che curare”, recita un vecchio adagio popolare. Questo è vero anche in àmbito sportivo e, sebbene non se ne parli di frequente, anche nel settore degli sport paralimpici una corretta valutazione della situazione degli atleti e delle atlete rappresenta un supporto significativo per promuovere la sicurezza e il benessere psicofisico. Ne parliamo con il professor Antonio Imeneo che in Italia, nel 2022, ha promosso il Centro di Gnatologia Sportiva e Posturologia Odontoiatrica UniFUNVIC Europa che svolge attività di monitoraggio gratuite sugli sportivi con disabilità, sia professionisti che amatoriali.
Il professor Imeneo, già delegato per il Lazio della FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), responsabile per l’Italia di Para Ju-Jitsu, delegato per Roma e Provincia della FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), massaggiatore, dirigente sportivo, nonché esperto nazionale sullo Sport per l’Autorità Garante Nazionale per i Diritti delle Persone con Disabilità, è responsabile per l’Italia di UniFUNVIC, fondazione universitaria UNESCO del Brasile che offre formazione gratuita a molti studenti in condizioni di difficoltà economica.
L’abbiamo incontrato per parlare di sport («uno strumento potente di inclusione, crescita e benessere – come sottolinea -, soprattutto per le persone con disabilità o fragilità»), ma anche di disabilità in generale, uno degli argomenti che in questi anni sono stati protagonisti del premio internazionale BOOKS for PEACE, altra iniziativa di UniFUNVIC che valorizza e fa conoscere le realtà culturali, sociali e umanitarie che promuovono i diritti umani e la pace.

Presso Villa Brasini, a Roma, si trova la prima sede italiana del Centro di Gnatologia Sportiva e Posturologia Odontoiatrica UniFUNVIC Europa per la prevenzione degli infortuni muscolari indiretti negli atleti paralimpici. Quali sono gli obiettivi di questa realtà?
«Si tratta di un progetto innovativo, partito nel 2022, iniziativa dedicata appunto alla prevenzione degli infortuni muscolari indiretti nello sport. Il progetto di Gnatologia Sportiva e Posturologia Multidisciplinare in ambito sportivo e paralimpico rappresenta un passo avanti significativo verso una pratica sportiva più sicura e inclusiva.
Il Centro è stato accreditato come Centro Federale di Valutazione e Prevenzione/Sport e Disabilità per la FSSI (Federazione Sport Sordi Italia), per Para Ju-Jitsu Italia, per la FISDIR Lazio (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali) e per la FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali). Abbiamo dato vita ad un vero e proprio punto di riferimento per lo sport a trecentosessanta gradi, che promuove la sicurezza e il benessere non solo degli atleti professionisti, ma anche degli sportivi amatoriali e delle persone con fragilità».

Quali attività si svolgono nella struttura e quali professionalità sono coinvolte?
«Le attività di valutazione e monitoraggio sono sicure, indolori e non invasive; si possono sottoporre a questi controlli gratuiti atleti dai 10 anni in su. Durante il percorso di valutazione viene analizzato l’intero sistema posturale, discendente e ascendente (dall’alto verso il basso e viceversa): saremo così in grado di capire con precisione scientifica, se e come alcune parti del corpo influiscono, si integrano e/o perturbano altre zone dell’apparato muscolo-scheletrico dando origine poi a blocchi adattativi di compenso.
Il progetto si basa su un approccio multidisciplinare, che mette insieme diverse competenze mediche: gnatologia e odontoiatria, fisiatria, ortopedia, fisioterapia e osteopatia, oculisti e ortottisti, otorini, audiologi e vestibologi. A coordinare il gruppo di lavoro ci pensa il diretto scientifico e medico, il dottor Costantino Iachini. L’obiettivo è prevenire i disturbi, migliorare la postura e promuovere il benessere di ogni persona».

Ma cosa si intende esattamente per “infortuni muscolari indiretti”?
«Sono lesioni che non dipendono da un impatto o da un contatto esterno, ma da movimenti che sollecitano eccessivamente il muscolo. Si verificano quando il muscolo viene spinto oltre il proprio limite di tolleranza, a causa di sforzi intensi, contrazioni improvvise o allungamenti eccessivi. Tra queste lesioni rientrano la contrattura, lo stiramento e lo strappo muscolare.
Il corpo umano è una “macchina” perfetta e straordinaria, semplice nella sua logica di funzionamento, ma allo stesso tempo estremamente complessa. Tutti i sistemi che rilevano gli stimoli provenienti dall’esterno – come la lingua e i denti, gli occhi e l’oculomotricità, il vestibolo e l’udito, i piedi e la pelle – devono dialogare in modo preciso e coordinato con l’apparato muscolo-scheletrico. Quando uno di questi sistemi non trasmette al corpo le informazioni corrette per un ottimale movimento ed equilibrio posturale, l’organismo si attiva mettendo in atto i necessari compensi (si irrigidisce per protezione), che dovranno essere assolutamente transitori e di emergenza. Diversamente, se questi compensi non vengono corretti e/o rimossi, si trasformano poi in strutturali e cronici, costringendo di conseguenza il sistema posturale a muoversi come se avesse dei “freni a mano tirati”. Quando il corpo è costretto a funzionare in queste condizioni di protezione, prima o poi l’infortunio si manifesta».

Come possono essere prevenuti?
«Spesso sono asintomatici e quindi passano inosservati, ma con il tempo finiscono per alterare l’equilibrio del corpo e diventano la causa principale di molti infortuni muscolari indiretti. Per esempio, una bocca che non funziona correttamente – a causa di una cattiva posizione di lingua o denti – può influenzare negativamente la postura e, se non corretta, portare nel tempo a movimenti sbagliati, manifestando poi lesioni muscolari. Un infortunio sportivo in questi casi può essere particolarmente devastante, perché interrompe un percorso che non riguarda solo il corpo, ma anche il benessere psicologico, la vita quotidiana, le relazioni e la fiducia in se stessi.
Lo sport, quindi, è molto più di un’attività fisica: è uno strumento potente di inclusione, crescita e benessere, soprattutto per le persone con disabilità o fragilità e proprio per questo è fondamentale garantire che ogni attività sportiva venga svolta in totale sicurezza ed in perfetto equilibrio. Per fare ciò sono necessarie delle strumentazioni all’avanguardia e molto precise».

Quanti atleti e atlete hanno finora usufruito dei vostri servizi?
«Sono numerosi le atlete e gli atleti con disabilità o fragilità che si affidano alle nostre valutazioni strumentali. Accogliamo gratuitamente sportivi di ogni livello, dagli amatoriali ai professionisti, provenienti da discipline diverse: calcio, scherma, nuoto, basket in carrozzina, sitting volley, atletica, walking football e molte altre. Per noi, ogni valutazione rappresenta non solo un’occasione per prevenire gli infortuni, ma anche per migliorare la performance atletica e prolungare la carriera sportiva in modo sano e sicuro di ognuno».

Quali sono le discipline sportive più “a rischio” per gli infortuni muscolari indiretti?
«Non esistono attività sportive più rischiose di altre: ogni disciplina, se praticata senza il giusto equilibrio, può portare a un infortunio. Per questo è consigliabile iniziare la valutazione posturale globale già dai 10-12 anni, quando il corpo è in fase di crescita e si può intervenire in modo efficace per impostare correttamente l’equilibrio posturale che si consoliderà poi con la pubertà e negli anni successivi. In tutti i campi della medicina la prevenzione è considerata fondamentale, ma purtroppo, in àmbito posturale e muscolo-scheletrico, le attività preventive sono ancora troppo poche. Molti investono – giustamente – nel recupero dopo un infortunio, ma pochissimi investono nella prevenzione per evitarlo, eppure, la vera sfida è proprio qui: diffondere una cultura del benessere (wellness) che tuteli la salute atletica e sportiva, e che al tempo stesso contribuisca a garantire una maggiore serenità e qualità di vita nel lungo periodo, anche per le famiglie».

Antonio Imeneo

Promuovete anche attività di formazione per creare una maggiore cultura della prevenzione nella pratica sportiva ad ogni livello?
«
Stiamo portando avanti un progetto fortemente innovativo in collaborazione con la struttura Praxi Group – Praximedica di Roma. Il dottor Umberto Pacchiarotti, direttore di Praximedica, ha sposato pienamente la nostra visione, mettendo a disposizione la sua efficiente struttura per sostenere il progetto rivolto alle persone con disabilità e fragilità. Il progetto potrà quindi contare su un approccio realmente multidisciplinare, a beneficio dell’integrità clinica e del benessere di tutti gli sportivi, dai professionisti agli amatori.
Parallelamente, stiamo organizzando una serie di attività formative rivolte a professionisti medici e paramedici che operano nel mondo dello sport, per promuovere una cultura condivisa della prevenzione, della sicurezza e della salute atletica».

Con la FSSI, con Para Ju-Jitsu Italia, con la FISDIR Lazio e con il CIP Lazio (Comitato Italiano Paralimpico), grazie al sostegno dei delegati provinciali, dal 2022 al 2024 avete promosso questa attività. Quali sono state le iniziative messe in campo?
«È stato profondamente stimolante e gratificante promuovere la prevenzione, la salute e il benessere nello sport per le persone con disabilità. Siamo nati a Roma, ci siamo trasferiti a Viterbo grazie al supporto scientifico e medico del professor Claudio Taglia, già primario di Otorino e Maxillo dell’Ospedale di Belcolle, e stiamo oggi ampliando le nostre attività sportive nuovamente a Roma.
La parte più emozionante del nostro percorso è stata la risposta delle famiglie di questi straordinari atleti: il loro affetto, la loro fiducia e il loro entusiasmo ci hanno dato una spinta enorme a proseguire con ancora più convinzione. Sentirsi dire “grazie perché trattate i nostri figli come persone e non come disabili” è stato per noi un momento toccante, che ci ha confermato di essere sulla strada giusta.
Dal 2026 la nostra missione crescerà e si rafforzerà grazie alla collaborazione con Praxi Group – Praximedica, AIPD Roma (Associazione Italiana Persone con Sindrome di Down) e Walking Football Italia, amplieremo le nostre attività e garantiremo una migliore qualità della vita e della vita sportiva a tutti coloro vorranno usufruire delle nostre attività. Non deluderemo le aspettative di chi crede in noi: siamo pronti a intraprendere un nuovo, meraviglioso viaggio italiano, fatto di inclusione, passione e benessere condiviso».

Gli altri progetti per il futuro?
«Stiamo lavorando con grande impegno per affrontare il fenomeno della “kinesiofobia”, ovvero la paura irrazionale eccessiva del movimento fisico. Si tratta di una condizione che nasce spesso da un precedente infortunio o da un’esperienza dolorosa, e che porta la persona a evitare l’attività fisica o anche i gesti quotidiani, per timore di peggiorare la situazione o di farsi nuovamente male.  Purtroppo, questo fenomeno sta assumendo una dimensione più ampia, trasformandosi in un problema sociale, familiare e domestico. Molte famiglie di persone con disabilità, infatti, vivono nella costante paura che il proprio caro possa farsi male durante l’attività sportiva. A questa paura si aggiunge spesso la difficoltà di accedere a strutture mediche specializzate sul territorio, e così, per protezione, si preferisce far rinunciare allo sport il proprio familiare. Questa rinuncia comporta purtroppo, gravi conseguenze sul piano fisico e psicologico, riducendo l’autonomia, l’autostima e il benessere generale della persona con disabilità. Per contrastare questa tendenza, in collaborazione con l’Ente di Promozione Sportiva ACSI (Associazione di Cultura, Sport e Tempo Libero), grazie al fantastico presidente Tonino Viti, stiamo sviluppando una serie di iniziative culturali e formative dedicate anche ai circoli sportivi, con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e di promuovere la fiducia nel movimento come strumento di salute e inclusione a tutti gli atleti».

Lei si occupa di inclusione sociale anche attraverso il premio internazionale BOOKS for PEACE. Quando è nata questa iniziativa e quali scopi si prefigge?
«BOOKS for PEACE è un sogno nato quasi per caso, per gioco, ma diventato nel tempo una missione autentica. Mi appartiene la frase “Essere luce per chi non è visto e voce per chi non è ascoltato”, ed è proprio da questo spirito che nasce il progetto: far conoscere e premiare le realtà culturali, sociali e umanitarie che promuovono i Diritti Umani e la Pace, e che ogni giorno fanno bene al cuore e alla società. BOOKS for PEACE è una vera e propria iniezione di ottimismo, una terapia per l’anima, un modo per “dipingere di blu le pagine bianche del libro della nostra vita”. Nel corso degli anni abbiamo avuto l’onore di premiare Sophia Loren, Katia Ricciarelli, Paolo Bonolis, Lillo & Greg, Paolo Ruffini, Michele Placido, Gabriele Cirilli, oltre a due Premi Nobel per la Pace, al Parco Archeologico di Pompei e alla Reggia di Caserta.
Il Premio è patrocinato dall’UNFPA Albania (Agenzia delle Nazioni Unite), da tre Club UNESCO, dalla Federazione Italiana dei Club UNESCO e dal Diplomatic Forum Albania».

Quali opere letterarie inerenti appunto all’inclusione delle persone con disabilità e alla tutela dei loro diritti sono state premiate?
«Nel tempo abbiamo scelto di rivolgere la nostra attenzione non solo ai libri, ma soprattutto alle persone, alle loro storie e alle loro straordinarie attività. Ricordo con grande emozione il ricercatore ipovedente Michele Mele, il brillante e ironico scrittore con disabilità Lello Marangio, autore del meraviglioso libro Al mio segnale scatenate l’infermo, e lo scrittore inglese Pete Wharmby, che attraverso le sue opere ci aiuta a comprendere meglio il mondo della neurodiversità.
Ho avuto anche l’onore di organizzare un convegno internazionale a Viterbo dal titolo Normoabilità a tempo determinato, un evento pensato per provocare le coscienze e ricordare a tutti che chiunque, da un momento all’altro, può trovarsi in una condizione di disabilità. Per questo motivo dovremmo sentirci tutti coinvolti e responsabili nel costruire un mondo più inclusivo e solidale.
Tra le esperienze più toccanti, porto nel cuore il concerto organizzato presso l’Auditorium della Banda dell’Esercito Italiano, dedicato ai familiari delle persone con disabilità, spesso dimenticati, persone che vivono nell’ombra, ma che ogni giorno sostengono i loro cari con amore e forza silenziosa. Quel concerto è stato una carezza musicale, un gesto di gratitudine. Non potrò mai dimenticare le lacrime e le parole di una madre che mi disse: “Grazie, Antonio. Finalmente qualcuno si accorge di noi, di noi che viviamo nel silenzio… agli arresti domiciliari”. Sono momenti come questi che danno senso al nostro impegno.
E con la stessa emozione annuncio che la nostra Commissione Internazionale premierà presto lo spettacolo Abracadown, un’opera che celebra la diversità come una forma di magia umana e artistica».

Ricordiamo, per concludere, che cos’è UniFUNVIC e quali attività svolge in Italia?
«Si tratta di una fondazione universitaria UNESCO del Brasile, istituzione che offre formazione gratuita a molti studenti in condizioni di difficoltà economica. Grazie alla loro competenza accademica e culturale in àmbiti come la medicina, l’odontoiatria, la fisioterapia e la farmacologia, abbiamo potuto realizzare il centro di ricerca dedicato allo sport e allo sport per persone con disabilità di cui si è detto, un progetto che unisce scienza, inclusione e solidarietà.
Ho l’onore di rappresentare in Europa i CLUBS UNESCO BFUCA del Brasile, ruolo che porto avanti con impegno e profondo senso di responsabilità».

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AVVISO n. 6 – Concorso per titoli ed esami per l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria di primo e di secondo grado su posto comune e di sostegno, ai sensi del Decreto ministeriale 26 ottobre 2023, n. 205 – D.D.G. n. 2939 del 09...

Ultime da USR Calabria - 19 Novembre 2025 - 2:20pm

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Una guida per la corretta alimentazione delle persone con fibrosi cistica

Superando - 19 Novembre 2025 - 12:08pm

Patologia complessa e multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente, la fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa. Nella gestione di essa, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale. Per supportare dunque chi convive con questa malattia e le loro famiglie, la LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica) ha presentato insieme a Danone Nutricia la pubblicazione “Nutriamo il respiro: Guida per una corretta alimentazione per i pazienti con Fibrosi Cistica”

La fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa, con oltre 6.000 pazienti registrati nel nostro Paese e circa 200 nuovi casi all’anno. Si tratta di una patologia complessa e multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente. Nella gestione di essa, l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale.
Per supportare dunque chi convive con questa malattia e le loro famiglie, in occasione del recente 13° Forum Italiano sulla Fibrosi Cistica la LIFC (Lega Italiana Fibrosi Cistica aderente alla FISH-Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), ha presentato insieme a Danone Nutricia la pubblicazione Nutriamo il respiro: Guida per una corretta alimentazione per i pazienti con Fibrosi Cistica, realizzata con il contributo non condizionato della stessa Danone Nutricia e il supporto scientifico del Gruppo di Lavoro dei Dietisti della SIFC (Società Italiana per lo Studio della Fibrosi Cistica).

«Questa guida – spiegano dalla LIFC – è stata pensata per offrire indicazioni pratiche e scientificamente fondate, per affrontare le sfide alimentari che caratterizzano tutte le fasi di vita dei pazienti con fibrosi cistica, dall’infanzia all’età adulta, offrendo un quadro completo delle esigenze nutrizionali specifiche dei pazienti stessi». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Per altre informazioni: Federica Pugliese (f.pugliese@inc-comunicazione.it).

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La mostra fotografica di Ancona “Attraverso i miei occhi”: quando l’anima è senza barriere

Superando - 19 Novembre 2025 - 11:38am

Nato ad Ancona dalla collaborazione tra il Centro Papa Giovanni XXIII e lo spazio creativo e fotografico InsolitoLab, un laboratorio fotografico inclusivo ha prodotto la mostra “Attraverso i miei occhi”, che verrà inaugurata il 23 novembre nel capoluogo marchigiano, dando la possibilità di vedere gli esiti del laboratorio, che ha offerto a un gruppo di persone con disabilità l’opportunità di esplorare il linguaggio fotografico come strumento di espressione personale e di inclusione sociale

Avviato ad aprile e sviluppato per sei mesi, il laboratorio fotografico inclusivo nato ad Ancona dalla collaborazione tra il Centro Papa Giovanni XXIII del capoluogo marchigiano e lo spazio creativo e fotografico InsolitoLab, ha prodotto la mostra denominata Attraverso i miei occhi, che verrà inaugurata nel pomeriggio del 23 novembre presso InsolitoLab (Via Primo Maggio, 16, Ancona, ore 17.30), dove resterà visitabile per circa una settimana. L’esposizione darà dunque la possibilità di vedere gli esiti del citato laboratorio, che ha offerto a un gruppo di persone con disabilità l’opportunità di esplorare il linguaggio fotografico come strumento di espressione personale e di inclusione sociale.

«Un progetto come questo – sottolinea Valentina Gaggia, educatrice del Centro Papa Giovanni XXIII – ha permesso alle persone del nostro Centro di raccontare la città dal proprio punto di vista. Attraverso le loro fotografie sono diventate protagoniste e parte attiva della vita cittadina, contribuendo in modo concreto alla costruzione di una comunità più consapevole, accessibile e condivisa».
«Volevamo insegnare fotografia – aggiungono da InsolitoLab – ma da maestri siamo diventati allievi,  perché abbiamo imparato che la vera arte nasce quando l’anima è senza barriere».

Durante la serata inaugurale del 23 novembre – aperta a fotografi, donatori, aziende e autorità locali – sarà possibile degustare un aperitivo a cura di Fricchiò, il progetto di ristorazione solidale del Centro Papa Giovanni XXIII.
Dopo l’esposizione a InsolitopLab, la mostra si sposterà nel cuore del centro storico di Ancona: grazie infatti alla collaborazione con i commercianti di Via degli Orefici, le fotografie saranno esposte lungo la via stessa e all’interno dei negozi, con una seconda inaugurazione, il 30 novembre. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Marco Trillini (m.trillini@centropapagiovanni.it).

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Ricorso al Tar Lazio proposto da Magnacca Maria + altri RG 12601/2025- ordinanza Tar Lazio Sez. Quarta quater n. 20410/2025

Ultime da USR Calabria - 19 Novembre 2025 - 11:30am

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Le malattie rare: i bisogni, le opportunità e il lavoro di rete

Superando - 19 Novembre 2025 - 11:16am

Organizzato a Osimo (Ancona) dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, in collaborazione con UNIAMO, la Federazione Italiana Malattie Rare, il convegno “Le malattie rare: i bisogni, le opportunità e il lavoro di rete”, ha fornito un prezioso momento di confronto, ascolto e condivisione, dedicato a chi ogni giorno convive con una malattia rara e alle persone che se ne prendono cura Il logo del progetto “SMART” (Sviluppare i Modelli di Assistenza per i Rari nel Territorio), promosso dalla Federazione Italiana Malattie Rare UNIAMO e di cui anche la Lega del Filo d’Oro è parte attiva. L’iniziativa è stata presentata durante il convegno di Osimo

Organizzato a Osimo (Ancona) dalla Fondazione Lega del Filo d’Oro, in collaborazione con UNIAMO, la Federazione Italiana Malattie Rare, il convegno denominato Le malattie rare: i bisogni, le opportunità e il lavoro di rete, ha fornito un prezioso momento di confronto, ascolto e condivisione, dedicato a chi ogni giorno convive con una malattia rara e alle persone che se ne prendono cura.
Rivolta in particolare a medici, terapisti, assistenti sanitari, infermieri, educatori e altri professionisti del settore, l’incontro ha potuto contare sulla partecipazione di oltre 150 persone provenienti da tutta Italia, sia in presenza al Centro Nazionale della Fondazione Lega del Filo d’Oro, sia in collegamento streaming, con l’obiettivo appunto di promuovere la conoscenza sulle malattie rare, rafforzando la rete tra professionisti e Istituzioni e offrendo sostegno concreto alle persone e alle famiglie che ogni giorno affrontano queste patologie.

Il convegno è stato inoltre l’occasione per presentare il progetto SMART – acronimo che sta per “Sviluppare i Modelli di Assistenza per i Rari nel Territorio” – promosso da UNIAMO e di cui la stessa Lega del Filo d’Oro è parte attiva, iniziativa che si è aggiudicata il relativo bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Lo scopo è quello di rafforzare l’accesso ai diritti, il supporto e l’inclusione delle persone con malattia rara e delle loro famiglie attraverso interventi mirati in tutto il territorio nazionale. Nell’ambito di SMART, ad esempio, la Lega del Filo d’Oro ha avviato un corso di Mindfulness rivolto a genitori e caregiver, per fornire strumenti utili alla gestione dello stress e per il benessere quotidiano.
E ancora, sempre durante il convegno di Osimo è stato anche presentato il Centro di Coordinamento Regionale Malattie Rare della Regione Marche, un gruppo di esperti clinici istituito nell’ottobre dello scorso anno presso l’Agenzia Sanitaria Regionale, per i coordinare la rete regionale, migliorare le cure e sostenere pazienti, caregiver e famiglie.

«Con questo incontro – ha affermato Patrizia Ceccarani, segretario del Comitato Tecnico Scientifico ed Etico della Fondazione Lega del Filo d’Oro – abbiamo voluto sottolineare l’importanza di essere accanto alle persone con malattia rara e alle loro famiglie. Alla Lega del Filo d’Oro incontriamo quotidianamente queste malattie, perché alcune di esse sono tra le principali cause di sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale: lo scorso anno, infatti, il 41% delle persone arrivate da tutta Italia al nostro Centro Diagnostico presentava una patologia rara. I corsi di Mindfulness e le sessioni di Parent Training offrono strumenti concreti per ridurre lo stress, favorire il benessere quotidiano e rafforzare le competenze necessarie per affrontare le sfide di queste patologie. Lavorare in rete, condividere esperienze e creare percorsi di supporto mirati è la chiave per migliorare concretamente la qualità di vita di chi vive e convive con una malattia rara».

«L’approvazione del Piano Nazionale Malattie Rare – ha dichiarato dal canto suo Annalisa Scopinaro, presidente di UNIAMO – e la successiva riorganizzazione di tutta la rete nazionale, attraverso le Delibere Regionali, mostra quanto sia importante inserire le persone con malattia rara in un contesto vicino al luogo di residenza. In tal senso, le Regioni hanno coinvolto le strutture territoriali nella nuova organizzazione, dando la spinta per una migliore presa in carico legata ad un filo rosso conduttore».
«Nell’analisi dei bisogni complessivi – ha aggiunto – è importante tenere conto anche delle opportunità offerte dagli Enti del Terzo Settore e dai servizi che questi offrono, in un’ottica di collaborazione con le Istituzioni e di completamento dell’offerta a supporto delle necessità. Questo incontro è servito infatti anche a mettere in relazione le attività di UNIAMO, della Fondazione Lega del Filo d’Oro e delle Istituzioni, per essere sempre più sinergici e complementari». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Federica Aruanno (f.aruanno@inc-comunicazione.it); Virginia Matteucci (v.matteucci@inc-comunicazione.it).

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Circolare EFT “Proposte relative all’European Year of Digital Citizenship Education 2025

Ultime da USR Calabria - 19 Novembre 2025 - 10:51am

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