Centri Territoriali di Supporto B.E.S. - Calabria
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Lettera di Saluto Direttore Generale.

Ultime da USR Calabria - 8 Gennaio 2026 - 11:38am

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Protocollo nr: 310 – del 08/01/2026 – AOODGPER – D.G. per il personale scolastico Decreto Ministeriale n. 247 del 10 dicembre 2025 – Aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo e delle graduatorie di istituto di I...

Ultime da A. T. P. Cosenza - 8 Gennaio 2026 - 11:15am

Ministero dell’Istruzione Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria – Direzione Generale Ufficio V – Ambito Territoriale di Cosenza Via Romualdo Montagna, 13 – 87100 Cosenza e-mail: usp.cs@istruzione.it – Posta ...

D.M. n. 247/2025 – Aggiornamento GAE

Ultime da USR Calabria - 8 Gennaio 2026 - 9:55am

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Un Protocollo d’Intesa tra AISM e ANGLAT nel segno della mobilità e dei diritti

Superando - 7 Gennaio 2026 - 6:30pm

Un Protocollo d’Intesa a livello nazionale è stato sottoscritto dalle Associazioni AISM e ANGLAT, con l’obiettivo di rafforzare mobilità, autonomia e diritti, tramite un lavoro congiunto che garantisca autonomia, pari opportunità e percorsi di vita autodeterminati alle persone con sclerosi multipla e in generale con disabilità Il presidente dell’AISM Francesco Vacca (a destra) e il presidente dell’ANGLAT Claudio Puppo sottoscrivono il Protocollo d’Intesa tra le due Associazioni

L’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) – e l’ANGLAT (Associazione Nazionale Guida Legislazioni Autonomie Trasporti per le persone con disabilità) hanno sottoscritto un nuovo Protocollo d’Intesa che segna un passo significativo nella tutela dei diritti, nella promozione dell’autonomia e nel miglioramento della qualità di vita delle persone con sclerosi multipla, patologie correlate e, più in generale, delle persone con disabilità. Si tratta di un’intesa sottoscritta anche nell’interesse della FISM, la Fondazione Italiana Sclerosi Multipla che opera in àmbito di ricerca a fianco dell’AISM, e dell’AINMO, ampliando quindi l’impatto dell’accordo anche alle persone con neuromielite ottica (NMO), MOGAD e patologie rare correlate.

Come spiegano dall’AISM, «l’accordo, della durata di tre anni, nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra due realtà che da decenni operano sul territorio nazionale per garantire pari opportunità, accessibilità e inclusione alle persone con disabilità. Nel dettaglio, il Protocollo definisce un quadro strategico di lavoro comune che mette al centro la mobilità personale, l’accesso ai servizi, la cultura dell’accessibilità e la partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita sociale, lavorativa e comunitaria, collocandosi nel solco della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, della Legge Delega 227/21 in materia di disabilità e del Decreto Legislativo 62/24, applicativo della precedente, con particolare riferimento al Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, riconoscendo la mobilità e la libertà di spostamento come diritti umani fondamentali».

«L’AISM e l’ANGLAT – viene sottolineato ancora – si impegnano pertanto a collaborare per promuovere politiche e normative più inclusive, sostenendo un dialogo costante con le Istituzioni e contribuendo all’elaborazione di interventi che rispondano concretamente ai bisogni delle persone con sclerosi multipla e delle loro famiglie. Particolare attenzione sarà dedicata al tema della guida e del rinnovo delle patenti speciali, soprattutto alla luce delle deleghe per la revisione del Codice della Strada, affinché le procedure siano realmente eque, semplificate e attente alle condizioni personali».

«Questo Protocollo – commenta Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM – rappresenta un passo importante nel percorso che portiamo avanti da anni per garantire alle persone con sclerosi multipla il pieno esercizio dei propri diritti. La mobilità personale, la possibilità di guidare un veicolo, l’accesso ai servizi e alle informazioni in tema di mobilità non sono infatti aspetti marginali, ma elementi centrali del Progetto di Vita di ciascuno. Significa poter scegliere, partecipare, lavorare, costruire relazioni e vivere la propria quotidianità con autonomia e dignità. La collaborazione con l’ANGLAT ci permette di unire visioni e competenze per rendere questi diritti realmente esigibili e per costruire percorsi che mettano al centro la persona, i suoi desideri e le sue aspirazioni. È anche così che si dà concretezza al Progetto di Vita e si rafforza l’inclusione nella comunità».
«La mobilità – aggiunge dal canto suo Claudio Puppo, presidente dell’ANGLAT – è condizione essenziale per l’esercizio di tutti gli altri diritti, oggi ancora legata fortemente al conseguimento di una patente di guida. Da oltre quarant’anni ci impegnamo per garantire alle persone con disabilità maggiore autonomia, procedure eque e non discriminatorie. Il Protocollo con l’AISM rappresenta un ulteriore presidio di tutela e di dialogo con le Istituzioni ed è solo l’inizio di una collaborazione che vedrà le nostre Associazioni insieme per favorire una partecipazione più ampia e inclusiva».

L’accordo prevede anche un impegno congiunto per facilitare l’accesso alle informazioni e ai servizi legati alla mobilità, come il rilascio e il rinnovo del CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), oltre a incontri formativi per una migliore comunicazione e conoscenza dei propri diritti in tema di agevolazioni fiscali e per l’acquisto e l’adattamento dei veicoli.
Grazie poi al contributo dell’ANGLAT nella gestione dello CSIMA (Centro Superiore Integrato per la Mobilità Accessibile, il Protocollo valorizza strumenti di valutazione tecnica e simulazione della guida, utili a garantire percorsi più appropriati e competenti per l’idoneità alla guida delle persone con disabilità motorie e neurologiche.
E ancora, l’AISM e l’ANGLAT lavoreranno per creare un raccordo operativo tra il Numero Verde AISM e gli sportelli e le sedi territoriali delle due Associazioni, in modo tale da offrire un orientamento più efficace e personalizzato alle persone con disabilità e ai loro caregiver.
Un ulteriore àmbito centrale della collaborazione riguarderà la sensibilizzazione e l’informazione, con le due organizzazioni impegnate a realizzare iniziative comuni per accrescere la consapevolezza pubblica sull’importanza dell’accessibilità, della mobilità personale e della non discriminazione, promuovendo al tempo stesso l’empowerment (“autoconsapevolezza”) delle persone con sclerosi multipla e dei loro familiari. Su un altro versante sono previste anche attività di formazione rivolte agli operatori dei trasporti, agli enti locali e alle Commissioni Mediche Locali, con l’obiettivo di garantire valutazioni più adeguate e competenti in materia di idoneità alla guida.
Per quanto riguarda poi il settore dello studio e della ricerca sociale, il Protocollo aprirà la strada a collaborazioni riferite agli specifici àmbiti di interesse delle due Associazioni, con l’intento di approfondire la condizione delle persone con sclerosi multipla e disabilità in generale, nei diversi territori, contribuendo anche ai lavori per la costruzione della nuova Agenda della Sclerosi Multipla e Patologie Correlate 2030.
Un’attenzione particolare, infine, sarà dedicata al tema del turismo accessibile, con l’obiettivo di sviluppare progettualità che migliorino l’accessibilità delle destinazioni e favoriscano la piena partecipazione delle persone con disabilità alle esperienze di viaggio e tempo libero. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Il 12° Torneo Internazionale di Para Ice Hockey della Città di Torino

Superando - 7 Gennaio 2026 - 5:58pm

Organizzato dall’Associazione Sportdipiù, verrà presentato il 12 gennaio il 12° Torneo Internazionale di Para Ice Hockey della Città di Torino, in programma nel capoluogo piemontese dal 26 al 31 del mese, manifestazione cui parteciperanno le Nazionali di Italia, Giappone, Repubblica Ceca e Slovacchia Il pittogramma del para ice hockey, realizzato per le prossime Paralimpiadi Invernali di Milano/Cortina

Organizzato dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Sportdipiù, verrà presentato nella mattinata del 12 gennaio, durante una conferenza stampa presso il Palazzo Civico di Torino, il 12° Torneo Internazionale di Para Ice Hockey della Città di Torino (International Para Ice Hockey Tournament – Turin 2026), in programma al Palazzetto del Ghiaccio Tazzoli del capoluogo piemontese dal 26 al 31 gennaio.
Alla manifestazione parteciperanno alcune delle migliori Nazionali al mondo di tale disciplina, vale a dire, insieme all’Italia, il Giappone, la Repubblica Ceca e la Slovacchia. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Sportdipiù (Marco Berton), comunicazione@sportdipiu.it.

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Progetto di Vita individuale: un approfondimento sul sistema “InCare62”

Superando - 7 Gennaio 2026 - 5:34pm

«Avviare un confronto pubblico basato su un piano professionale e trasparente: quello delle evidenze, delle procedure, della trasparenza e dei diritti operativi delle persone con disabilità»: è l’obiettivo del documento di approfondimento reso disponibile dall’ANFFAS Nazionale e dedicato a “InCare62”, sistema digitale avanzato già presentato da Superando, pensato per accompagnare in modo efficace la costruzione, l’attuazione e il monitoraggio del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato

«Con questo documento si intende avviare un confronto pubblico basato su un piano professionale e trasparente: quello delle evidenze, delle procedure, della trasparenza e dei diritti operativi delle persone con disabilità»: lo si legge nella premessa del documento di approfondimento (disponibile integralmente a questo link), denominato Persone e comunità. Promuovere e progettare vite di qualità: il sistema “InCare62”. Per una valutazione scientifica, trasparente e metodologicamente fondata del Progetto di Vita Individuale, Personalizzato e Partecipato, reso disponibile dall’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo) e dedicato segnatamente a InCare62, sistema digitale avanzato, da noi già presentato all’inizio di dicembre, pensato per accompagnare in modo efficace la costruzione, l’attuazione e il monitoraggio del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato.
Risultato di un protocollo d’intesa tra la stessa ANFFAS e il Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio, InCare62 è stato progettato dal Consorzio La Rosa Blu di ANFFAS, in collaborazione con l’ANFFAS Nazionale, e avvalendosi dell’esperienza professionale della società informatica MBS. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: comunicazione@anffas.net.

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La disabilità nella Legge sull’intelligenza artificiale

Superando - 7 Gennaio 2026 - 5:05pm

Entrata in vigore nel dicembre scorso, la Legge 132/25 (“Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”) stabilisce tra l’altro che venga assicurata alle persone con disabilità la possibilità di accedere pienamente ai sistemi di intelligenza artificiale e a tutte le loro funzioni ed estensioni, «su base di uguaglianza e senza alcuna discriminazione o forma di pregiudizio», nel rispetto e nell’attuazione di quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

L’11 dicembre scorso è entrata in vigore la Legge 132/25 (Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale), norma contenente una serie di previsioni relative all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dello Stato e dei soggetti pubblici e privati, che ha lo scopo di disciplinare i princìpi riguardanti appunto l’uso, la programmazione, l’adozione, la realizzazione e lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale, nonché la ricerca ad essi collegata. In sostanza l’obiettivo è garantire un impiego trasparente e inclusivo dell’intelligenza artificiale (d’ora in poi IA), centrato sulla persona, rispettoso dei diritti fondamentali e capace di assicurare a tutti il massimo beneficio possibile.
Per «sistema di IA», la nuova normativa, riprendendo la definizione del Regolamento UE 2024/1689, intende «un sistema automatizzato progettato per funzionare con livelli di autonomia variabili e che può presentare adattabilità dopo la diffusione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce dall’input che riceve come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali». Proprio quel Regolamento Europeo, infatti, noto come AI Act, rappresenta la base interpretativa e applicativa della norma nazionale in esame.

La Legge 132/25 chiarisce i propri princìpi generali, contenuti nell’articolo 3 («I principi generali di un testo normativo guidano la sua attuazione, il suo contenuto e la sua interpretazione») e al comma 7 del medesimo articolo 3 stabilisce che essa assicuri alle persone con disabilità la possibilità di accedere pienamente ai sistemi di intelligenza artificiale e a tutte le loro funzioni ed estensioni, «su base di uguaglianza e senza alcuna discriminazione o forma di pregiudizio», nel rispetto e nell’attuazione di quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Diversi articoli prevedono inoltre che le informazioni sull’utilizzo dei dati personali da parte dei programmi e dei software di IA siano fornite in modo chiaro e semplice, in modo da risultare comprensibili per tutti gli utenti.

L’articolo 7, sul quale poco oltre ci si soffermerà più diffusamente, si riferisce all’IA in àmbito sanitario e della disabilità, stabilendo che l’intelligenza artificiale possa migliorare il sistema sanitario favorendo prevenzione, diagnosi e cure, ma sempre nel pieno rispetto dei diritti delle persone e della protezione dei dati. In tal senso l’uso dell’IA non può comportare discriminazioni nell’accesso alle prestazioni mediche e i cittadini devono essere informati quando tali tecnologie vengono impiegate. Tale obbligo, insieme al potere di vigilanza attribuito al Garante per la protezione dei dati personali, è volto a garantire che tutti gli utenti possano interagire in modo sicuro con l’IA ed esprimere un consenso realmente consapevole e informato sul trattamento dei propri dati.
Lo stesso obiettivo persegue l’articolo 9, il quale stabilisce che l’uso dei dati individuali di tipo medico-sanitario per finalità di ricerca o sperimentazione sia regolato da un Decreto del Ministero della Salute, sentiti il Garante nazionale per la protezione dei dati personali, gli operatori e gli esperti del settore sanitario, nonché gli enti di ricerca.

Tornando al citato articolo 7, intitolato Uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario e di disabilità, esso contiene, come è facile intuire dal titolo stesso, previsioni di particolare rilevanza per le persone con disabilità. In particolare, il comma 4 stabilisce che «La presente legge promuove lo sviluppo, lo studio e la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale che migliorano le condizioni di vita delle persone con disabilità, agevolano l’accessibilità, la mobilità indipendente e l’autonomia, la sicurezza e i processi di inclusione sociale delle medesime persone, anche ai fini dell’elaborazione del progetto di vita di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62». La norma assicura dunque che i sistemi di IA rappresentino uno strumento di supporto alla vita indipendente delle persone con disabilità e alla riforma legislativa che riguarda questo ambito.
La stessa disposizione stabilisce inoltre che, in àmbito sanitario, l’IA abbia esclusivamente funzione di supporto: le decisioni finali restano in capo ai professionisti medici. I sistemi devono essere affidabili, aggiornati e regolarmente verificati, per ridurre il rischio di errori e garantire la sicurezza dei pazienti.
Un ulteriore aspetto rilevante è contenuto nell’articolo 22 che, nel prevedere azioni a favore dei giovani e dell’attività sportiva, stabilisce che le politiche e le misure attuate dallo Stato debbano favorire l’accessibilità ai sistemi di intelligenza artificiale per il miglioramento del benessere psicofisico tramite l’attività sportiva, promuovendo soluzioni innovative finalizzate a una maggiore inclusione delle persone con disabilità nello sport.
Sempre la norma in esame delinea infine l’utilizzo dell’IA anche per il rafforzamento della cybersicurezza, per la cooperazione internazionale, per l’uso da parte della Pubblica Amministrazione nei suoi strumenti digitali e nell’attività giudiziaria. Stabilisce inoltre una delega al Governo in materia di addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale.

*Centro Studi Giuridici HandyLex della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie).

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Legge 1 del 7 gennaio 2026 - Modifica normativa su funzioni e giurisdizione della Corte dei conti

Ultime dal MIUR - 7 Gennaio 2026 - 4:25pm

Modifiche alla legge 14 gennaio 1994, n. 20, e altre disposizioni nonché delega al Governo in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale.

Categorie - News Normativa

“Il Mondo di Leo” è tornato su Rai Yoyo

Superando - 7 Gennaio 2026 - 4:18pm

Dopo il successo e i premi ottenuti negli anni scorsi, sono tornati da qualche giorno in TV su Rai Yoyo (e disponibili anche su Rai Play) gli episodi del “Mondo di Leo”, serie animata prodotta da Rai Kids e Brand-Cross, che racconta le avventure di un bimbo con disturbo dello spettro autistico e che è stata ideata per parlare direttamente a bambini e ragazzi con autismo e contemporaneamente a tutti i bambini e le bambine in età prescolare, nel segno dell’inclusività Leo insieme ai suoi amici, il peluche Babù e la bassottina Lola

Dopo il successo ottenuto nel 2022 su Rai Yoyo e il debutto internazionale nel 2024, sono tornati da qualche giorno in TV, sempre su Rai Yoyo e disponibili anche su Rai Play gli episodi del Mondo di Leo, serie animata prodotta da Rai Kids e Brand-Cross, che racconta le avventure di un bimbo con disturbo dello spettro autistico e che è stata ideata per parlare direttamente a bambini e ragazzi con autismo e contemporaneamente a tutti i bambini e le bambine in età prescolare, nel segno dell’inclusività. Una produzione già pluripremiata in questi anni.

Diretto e illustrato da Dario Piana, scritto e sceneggiato da Nicola Brunialti e realizzato con la consulenza scientifica del professore emerito di Psicologia Generale Paolo Moderato, Il Mondo di Leo, come è stato detto, «ha l’obiettivo di stimolare nei bambini con autismo l’abitudine a determinati comportamenti che non sempre sono semplici o scontati per loro come lo sono per gli altri, basandosi sulla convinzione scientifica che il linguaggio dei cartoni animati sia una valida via d’accesso al superamento di alcune barriere nell’interazione ambientale che impediscono ai ragazzi nello spettro autistico di fruire delle normali occasioni educative».

La serie è il principale tassello di un progetto multimediale nato da un’idea di Eleonora Vittoni ed Emanuela Cavazzini, che ha visto anche il lancio di un libro illustrato edito da Il Battello a Vapore, di una app di gioco educational sviluppata da Brand-Cross insieme a WhiteSock, di una raccolta fondi benefica con opere originali NFT e della canzone originale Il Mondo Di Leo. (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di ulteriore approfondimento. Pewr altre informazioni: Ufficio Stampa Brand-Cross (Mongini Comunicazione), ezerbato@monginicomunicazione.com (Elisabetta Zerbato).

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Ogni foglia di quel giardino dedicato a Franco Bomprezzi sia una sfida vinta, un diritto acquisito

Superando - 7 Gennaio 2026 - 2:00pm

«Verrà la primavera – scrive Alessandro Cannavò – e nel giardino di Milano intitolato a Franco Bomprezzi, il giornalista paladino dei diritti delle persone con disabilità, gli alberi torneranno a infoltirsi: è bello pensare che ogni foglia, più che un desiderio, possa rappresentare una sfida vinta, un diritto acquisito. Perché è proprio in quest’epoca mondiale di “revisionismo” sui diritti umani e sociali, che bisogna riaffermare il diritto all’equità di condizioni e sostenere la rivoluzione culturale sulla disabilità» Franco Bomprezzi è stato direttore responsabile di Superando sino alla sua scomparsa, nel dicembre 2014

Verrà la primavera e il giardino di Milano intitolato il 18 dicembre scorso a Franco Bomprezzi, nel quartiere Bicocca, dove il giornalista paladino dei diritti delle persone con disabilità abitava, gli alberi torneranno a inverdirsi e infoltirsi [se ne legga già ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]. Mi piace pensare che ogni foglia, più che un desiderio, possa rappresentare una sfida vinta, un diritto acquisito.

Accanto a questo piccolo doveroso tributo dell’amministrazione milanese per un uomo che ha insegnato a guardare la disabilità con un’ottica diversa, matura, lontano dai pietismi e dalle concessioni, mi ha colpito un’altra notizia, di tutt’altro stampo e clamore, alla fine del 2025. Si tratta del breve viaggio spaziale di Michaela Benthaus, ex atleta ora su una sedia a rotelle dopo un incidente con la mountain bike, salita sulla navicella Origin di Jeff Bezos per un tour di qualche ora appena al di là della barriera di Karman, in assenza di gravità: chissà che sensazione di leggerezza, di libertà, senza costrizioni di ausili, lassù. «Abbiamo voluto così sottolineare che lo spazio è un diritto di tutti», dicono gli organizzatori della (costosissima) gita a 106 chilometri di altezza.

Ma è qui sulla Terra che bisogna lottare ogni giorno per avere un posto al sole. Nella tragedia delle guerre che insanguinano varie parti del mondo, ci risulta quasi impensabile la condizione di disabilità vissuta con il terrore dei bombardamenti e la desolazione delle distruzioni. E nel nostro mondo che vive in pace, ma con un crescente pessimismo e una diffusa angoscia, la disabilità si misura in termini di barriere architettoniche tuttora molto presenti, di attività scarsa nel mondo del lavoro (in Italia solo una persona con disabilità su tre ha un’occupazione e guadagna in media il 12% in meno di un collega normodotato), della mancanza di una legge nazionale sui caregiver che possa garantire stabilità e dignità a un ruolo così indispensabile quanto invisibile.

In un epoca mondiale di “revisionismo” sui diritti umani e sociali, di riapparizione talvolta persino baldanzosa di dichiarazioni abiliste, queste tematiche, finora facilmente condivisibili a parole, rischiano di sfumare, di passare in secondo piano, offuscate da urgenze economiche determinate anche dai nuovi minacciosi scenari internazionali. E invece proprio adesso bisogna riaffermare il diritto all’equità di condizioni, sostenere la rivoluzione culturale sulla disabilità che è in atto ma che ha ancora molta strada da fare.
Abbiamo un Presidente della Repubblica che sin dall’inizio del suo primo mandato non ha perso occasione per ricordare e illuminare questa parte della società che ci pone di fronte ai nostri valori di civiltà. Più o meno fra un mese ospiteremo il mondo delle Paralimpiadi a Milano-Cortina, gare che meritano un coinvolgimento e un sostegno pari a quelli che si riserveranno agli atleti olimpici. Possiamo dunque vantare un esempio morale e un evento sportivo che mettono sul tavolo il tema della disabilità. Saranno i nostri “fari” per raccontare anche in questo 2026 i problemi e le storie positive di chi si impegna a guardare il mondo da un’altra prospettiva.

*Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “Bomprezzi, lo spazio e l’impegno (sulla Terra) per il 2026” e viene qui ripreso per gentile concessione.

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L’accesso alle nuove tecnologie assistive è uno strumento di libertà

Superando - 7 Gennaio 2026 - 1:28pm

«Dobbiamo ribadirlo con forza – scrive Salvatore Cimmino -: l’accesso alle nuove tecnologie assistive — che si tratti di un ginocchio bionico, di un puntatore oculare o di una carrozzina di ultima generazione — non è un semplice supporto tecnico, né un capriccio tecnologico. È uno strumento di libertà. E il diritto a queste tecnologie non può e non deve dipendere dalle disponibilità economiche dello Stato»

L’inizio di ogni nuovo anno porta con sé l’auspicio di una vita più dignitosa e meno gravata dalle difficoltà quotidiane. Per le persone con disabilità e i loro familiari, la speranza è che cessi finalmente quella lotta solitaria contro i mulini a vento della burocrazia e dell’indifferenza, trasformando la precarietà in certezze e inclusione.
Affinché questo auspicio si traduca in realtà concreta, dobbiamo esigere dalle Istituzioni un deciso cambio di passo. È tempo che la nostra dignità di cittadini e cittadine sia pienamente riconosciuta, superando finalmente quella visione miope che ci riduce a meri capitoli di spesa. Non siamo un onere sociale, ma persone i cui diritti fondamentali non possono più essere sacrificati sull’altare di logiche di bilancio in aperto contrasto con i principi costituzionali.

Per stimolare questo necessario cambio di paradigma, porterò in giro per l’Italia il mio libro Disabilità Controcorrente [e ne legga già anche sulle nostre pagine a questo link, N.d.R.], con l’obiettivo di dare voce agli oltre 13 milioni di persone che, sin dalla nascita della Repubblica, chiedono il pieno rispetto della Carta Costituzionale e che essa non venga più né elusa né tradita: la Repubblica ha il dovere di tutelare la salute come diritto inviolabile e di garantire il rispetto della dignità umana, assicurando a ogni individuo una piena cittadinanza.
Dobbiamo ribadirlo con forza: l’accesso alle nuove tecnologie assistive — che si tratti di un ginocchio bionico, di un puntatore oculare o di una carrozzina di ultima generazione — non è un semplice supporto tecnico, né un capriccio tecnologico. È uno strumento di libertà. E il diritto a queste tecnologie non può e non deve dipendere dalle disponibilità economiche dello Stato, perché subordinare la mobilità o l’autonomia al bilancio è un vero crimine costituzionale.
Per chi ne ha bisogno, una riabilitazione “sartoriale” e l’accesso a protesi o terapie avanzate hanno lo stesso valore vitale di un trapianto di cuore. E proprio come un cuore nuovo restituisce la vita a un corpo morente, così queste tecnologie ripristinano il flusso stesso dell’esistenza. Negarne l’accesso significa condannare una persona a un’insufficienza funzionale che logora e spegne l’anima, esattamente come un cuore malato che smette di battere.

Rivolgo quindi un appello al Consiglio dei Ministri e ai Parlamentari dell’intero emiciclo: nessuno è immune da eventi avversi che possono cambiare la vita in modo permanente. Continuare a ignorare i dettati della nostra Costituzione e i diritti umani fondamentali rappresenta un precedente pericoloso che, un giorno, potrebbe ritorcersi contro chiunque, inclusi voi stessi.

*Autore del libro “Disabilità Controcorrente”.

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Lesioni midollari: la forza della Federazione FAIP sta nella coesione della propria rete

Superando - 7 Gennaio 2026 - 1:03pm

«La nostra Federazione – scrive Vincenzo Falabella, presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione al midollo spinale) – intende confermare anche in questo 2026 il proprio ruolo di punto di riferimento autorevole e competente, con l’impegno a promuovere innovazione, servizi qualificati e collaborazioni efficaci, e l’obiettivo di migliorare concretamente la vita delle persone con lesione al midollo spinale e delle loro famiglie»

La FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione al midollo spinale) apre questo nuovo anno rivolgendosi con un saluto sentito ai propri associati, alle Unità Spinali e a tutte le persone con lesione al midollo spinale che si riconoscono nella Federazione, riaffermando il proprio impegno costante per garantire diritti, autonomia e inclusione.

In questi anni, la FAIP ha consolidato la propria autorevolezza, diventando un interlocutore credibile delle istituzioni, del mondo scientifico e della società civile. Ha costruito una rete solida con Società Scientifiche italiane e Associazioni come l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), l’ASBI (Associazione Spina Bifida Italia), la FAIS (Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati), la Fondazione Serena Olivi e Confindustria Dispositivi Medici. Queste sinergie hanno permesso di promuovere servizi qualificati, sostenere l’innovazione e affermare diritti pienamente esigibili, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e rispettosa della dignità di ogni persona.
Un punto centrale dell’azione della FAIP resta il rafforzamento delle Unità Spinali, strutture fondamentali per la presa in carico globale delle persone con lesione al midollo spinale. La Federazione lavorerà affinché tali strutture mantengano elevati standard di qualità, garantiscano continuità di cura e percorsi riabilitativi sempre più mirati e personalizzati.

Tra le priorità del 2026 c’è anche la piena applicazione del Decreto Legislativo 62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato), che istituisce il Progetto di Vita Personalizzato e Partecipato. La FAIP si impegnerà affinché questo strumento diventi un modello operativo concreto, capace di tradurre i diritti delle persone con disabilità in azioni reali, coordinate e accessibili.

Il 2026 sarà inoltre un anno di eventi di grande rilevanza. La FAIP celebrerà il proprio Congresso elettivo, momento di sintesi e rilancio della strategia federale, e ospiterà il Congresso ESCIF, il Congresso Europeo delle Persone con Lesione al Midollo Spinale, che quest’anno si terrà in Italia. Entrambi gli appuntamenti offriranno occasioni di confronto, crescita e consolidamento della leadership della Federazione a livello europeo.

Un elemento strategico del lavoro della FAIP sarà il rafforzamento della rete con le Società Scientifiche italiane e con tutte le realtà che vorranno collaborare in maniera concreta, costruttiva e propositiva. Solo attraverso partnership basate sulla fiducia, sul dialogo aperto e sulla condivisione di obiettivi comuni è possibile sviluppare percorsi innovativi e interventi realmente centrati sulla persona. Chi non sarà disponibile a un confronto costruttivo sarà considerato al di fuori di questo percorso; concentreremo energie e risorse su chi condivide la nostra visione e i nostri obiettivi.
Questa rete strategica rafforza la capacità della Federazione di incidere nelle politiche sanitarie e sociali, garantendo percorsi riabilitativi completi, mirati e personalizzati e migliorando concretamente la vita quotidiana delle persone con lesione al midollo spinale. La nostra forza, infatti, è proprio la rete, la coesione e la visione condivisa, se è vero che solo lavorando insieme possiamo trasformare le sfide in opportunità concrete e garantire un futuro di diritti, autonomia e inclusione per le persone con lesione al midollo spinale.

La FAIP intende quindi confermare anche in questo 2026 il proprio ruolo di punto di riferimento autorevole e competente, con l’impegno a promuovere innovazione, servizi qualificati e collaborazioni efficaci, e l’obiettivo di migliorare concretamente la vita delle persone con lesione al midollo spinale e delle loro famiglie.

*Presidente della FAIP (Federazione delle Associazioni Italiane delle Persone con lesione al midollo spinale).

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Pensioni e indennità: gli importi del 2026

Superando - 7 Gennaio 2026 - 12:13pm

Proponiamo tradizionalmente un prospetto delle principali voci fissate dall’INPS, tramite l’Allegato 2 della Circolare n. 153 (19 dicembre 2025), relative agli aggiornamenti degli importi per il 2026 di pensioni, assegni e indennità erogati mensilmente agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche

Nell’Allegato 2 della Circolare n. 153, prodotta il 19 dicembre scorso, l’INPS ha fissato gli aggiornamenti degli importi per il 2026 delle pensioni, degli assegni e delle indennità erogati mensilmente agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi e i relativi limiti reddituali previsti per alcune provvidenze economiche.
Proponiamo qui di seguito un prospetto delle principali voci, comparate con quelle relative al 2025.

Pensione ciechi civili assoluti (non ricoverati)
2026: 368,46 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 363,37 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione ciechi civili assoluti (ricoverati)
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione ciechi civili parziali
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione invalidi civili totali
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Pensione sordi
2026: 340,71 (limite di reddito: 20.029,55) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 19.772,50)

Assegno mensile invalidi civili parziali
2026: 340,71 (limite di reddito: 5.852,21) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 5.771,35)

Indennità mensile frequenza minori
2026: 340,71 (limite di reddito: 5.852,21) – 2025: 336,00 (limite di reddito: 5.771,35)

Indennità accompagnamento ciechi civili assoluti
2026: 1.064,98 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 1.022,44 (limite di reddito: nessuno)

Indennità accompagnamento invalidi civili totali
2026: 552,57 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 542,02 (limite di reddito: nessuno)

Indennità comunicazione sordi
2026: 274,17 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 267,83 (limite di reddito: nessuno)

Indennità speciale ciechi ventesimisti
2026: 238,14 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 229,30 (limite di reddito: nessuno)

Lavoratori con drepanocitosi o talassemia major
2026: 611,85 (limite di reddito: nessuno) – 2025: 603,40 (limite di reddito: nessuno)

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Decreto del Presidente della Repubblica 12 del 7 gennaio 2026 - Regolamento modifiche struttura e funzionamento ANVUR

Ultime dal MIUR - 7 Gennaio 2026 - 11:43am

Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 1° febbraio 2010, n. 76, concernente la struttura ed il funzionamento dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR)...

Categorie - News Normativa

Commemorazione degli studenti italiani vittime della tragedia di Crans-Montana (Svizzera). Minuto di silenzio

Ultime da USR Calabria - 7 Gennaio 2026 - 10:18am

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Scenderà drasticamente il numero di lavoratori con disabilità assunti dalle aziende “ordinarie”?

Superando - 5 Gennaio 2026 - 6:09pm

Convertito in Legge negli ultimi giorni del 2025, il cosiddetto “Decreto Sicurezza” contiene alcuni provvedimenti che secondo la Federazione lombarda LEDHA e la FAND Lombardia, «rischiano di modificare in modo rilevante, rendendoli meno cogenti nei confronti delle aziende in obbligo, i percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità» Un giovane lavoratore con disabilità intellettiva

Il 18 dicembre scorso, come ricordano dalla LEDHA – la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie) il Decreto Legge 159/25 (Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile) è stato definitivamente convertito, diventando la Legge 198/25, che è già entrata in vigore. E all’interno di quella norma sono state inseriti alcuni provvedimenti, sottolineano ancora dalla LEDHA, «destinati a modificare in modo rilevante, rendendoli meno cogenti nei confronti delle aziende in obbligo, i percorsi di inclusione lavorativa delle persone con disabilità».

«Già oggi – spiegano dalla Federazione lombarda -, si consente alle aziende del mercato ordinario del lavoro, di rispettare l’obbligo di avere un certo numero di lavoratori con disabilità, non solo attraverso assunzioni dirette, ma anche grazie all’attribuzione di una commessa di lavoro a una cooperativa o impresa sociale, comunque finalizzata all’assunzione di una persona con disabilità, come previsto dall’articolo 14 del Decreto Legislativo 276/03. Lo stesso obbligo poteva essere assolto anche “distaccando” il lavoratore, fino a un massimo del 10% della quota in obbligo e con controlli ben definiti (articolo 12 bis della Legge 68/99). Ebbene, la nuova norma amplia notevolmente queste possibilità, prevedendo da una parte che “assolvere l’obbligo” attraverso l’attribuzione di commesse (che in Lombardia può già oggi arrivare fino al 40% dei posti in obbligo) riguardi non solo le Cooperative Sociali di tipo B, ovvero quelle dedicate all’inserimento lavorativo, ma anche tutti gli Enti di Terzo Settore non commerciali e persino le “Società benefit”. Inoltre, si agevola la possibilità del “distacco”, riducendo i controlli e ampliando la quota al 60%: in pratica, un’azienda che deve assumere almeno dieci lavoratori con disabilità, potrà utilizzare questa particolare opportunità per coprire fino a sei dei posti soggetti all’obbligo».

Insieme dunque alla FAND Lombardia (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), la LEDHA guarda «con grande preoccupazione a questa norma e alla sua attuazione», evidenziando il rischio «di vedere alterato il senso originale di questi provvedimenti che era quello di offrire un’opportunità di lavoro e di reddito alle persone con disabilità che necessitano di maggior sostegno ovvero a quelle che il mondo del lavoro ha sempre fatto più fatica ad includere. La cooperazione sociale, infatti, per via della sua storia e della sua natura, ha sempre offerto una serie di garanzie di attenzione alla salvaguardia di una reale inclusione lavorativa che non è invece sempre riscontrabile nella generalità degli Enti di Terzo Settore e che, riteniamo, non appartengano al DNA delle “Società benefit” che sono e rimangono imprese finalizzate essenzialmente alla generazione di profitto. È quindi probabile che, molto rapidamente, il numero di lavoratori con disabilità direttamente assunti dalle aziende “ordinarie” sia destinato a scendere drasticamente, a favore dell’assunzione presso altri soggetti, con una riduzione non solo delle opportunità di una reale inclusione lavorativa, ma anche delle stesse garanzie occupazionali e contrattuali».

Per tutto quanto detto, quindi, la LEDHA e la FAND Lombardia chiedono alla Regione Lombardia, cui compete l’applicazione della nuova norma sul territorio regionale, «di essere convocate quanto prima per definire modalità di applicazione che limitino il rischio di ripercussioni negative sul nostro territorio». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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Sclerosi multipla: le adesioni alla Carta dei Diritti, i volontari formati, i servizi nei territori

Superando - 5 Gennaio 2026 - 5:33pm

Oltre 5.200 nuove adesioni alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver, 1.120 volontari formati e servizi concreti attivati nei territori: sono i principali risultati del progetto “Agenda della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2025: Diritti, Inclusione, Partecipazione”, promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Una realizzazione grafica dedicata alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver, documento prodotto dall’AISM

Oltre 5.200 nuove adesioni alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate, loro familiari e caregiver, 1.120 volontari formati e servizi concreti attivati nei territori: sono i principali risultati del progetto Agenda della Sclerosi Multipla e patologie correlate 2025: Diritti, Inclusione, Partecipazione, promosso dall’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
L’iniziativa ha coinvolto oltre 350 persone e rafforzato la capacità della rete territoriale AISM – composta da 98 Sezioni Provinciali, 38 Gruppi Operativi Territoriali e 16 Sedi Regionali – di accogliere le persone con sclerosi multipla e patologie correlate, ascoltarne i bisogni e orientarle nel sistema dei servizi, lavorando in modo strutturato con le Istituzioni locali.
Entrando ulteriormente nel dettaglio, va detto che durante il progetto sono stati attivati 15 gruppi regionali, realizzati 7 webinar e 3 corsi di formazione in presenza, promosse 28 iniziative territoriali di sensibilizzazione e convegni regionali. In tutta Italia si sono inoltre svolti 53 momenti di presentazione della Carta dei Diritti, portando, come detto, a 5.200 nuove adesioni.

«Le Agende – sottolinea Paolo Bandiera, direttore degli Affari Generali e delle Relazioni Istituzionali dell’AISM – non si realizzano da sole: servono azioni concrete, competenze e continuità. Questo progetto ha dimostrato che la rete AISM è in grado di trasformare priorità condivise in risultati misurabili, incidendo sulla qualità di vita delle persone con sclerosi multipla».
Secondo Francesco Vacca, presidente nazionale dell’AISM, «i risultati raggiunti sono il frutto di un lavoro collettivo e questo progetto conferma il valore di una rete territoriale capace di dare risposte reali alle persone, mettendo in relazione volontari, operatori e istituzioni».

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è stato il rafforzamento della rete di accoglienza AISM, con la formazione, come accennato, di 1.120 tra volontari, dipendenti e operatori, di cui 931 volontari e 400 persone con cariche associative, anche sui contenuti della nuova normativa in materia di disabilità, migliorando la capacità di ascolto, presa in carico e accompagnamento delle persone. «Accogliere significa trasformare i bisogni individuali in risposte collettive – afferma Francesca Di Giovanni, presidente dell’AISM di Roma – e questo progetto ha rafforzato la collaborazione tra territori, l’attenzione alle priorità locali e la capacità di anticipare i bisogni delle persone».
La formazione, inoltre, ha coinvolto direttamente anche le persone con sclerosi multipla. «Essere informati sui propri diritti – osserva in tal senso Alessandro Marsili, presidente dell’AISM di Perugia – significa poter scegliere e agire. La conoscenza, infatti, è il primo passo per essere protagonisti della propria vita, nonostante la diagnosi».

La diffusione della Carta dei Diritti, per altro, non si è fermata a un’adesione formale, ma ha favorito la costruzione di reti territoriali di collaborazione tra l’AISM e le varie Istituzioni locali. «Le firme raccolte – ricorda Serena Giovannelli, presidente dell’AISM di Lucca – hanno prodotto effetti concreti. Nel nostro territorio, ad esempio, hanno portato all’attivazione di nuovi infopoint, a una mappatura dei servizi di riabilitazione e a un dialogo strutturato con Comuni e Sanità locale, migliorando l’accesso ai servizi per le persone con sclerosi multipla».

Da segnalare ancora che il progetto ha introdotto anche un nuovo modulo del software gestionale Sportello, pensato per migliorare la raccolta e l’analisi dei bisogni e rafforzare il confronto con le Istituzioni. «I dati non sono numeri astratti, ma storie di vita – sottolinea Federica Panconi dell’AISM di Pistoia –:grazie quindi a informazioni strutturate, è stato possibile attivare un nuovo servizio riabilitativo in un’area della nostra Provincia dove molte persone con sclerosi multipla non riuscivano ad accedere alle cure, garantendo tempi rapidi e percorsi personalizzati». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa e Comunicazione AISM (Barbara Erba), barbaraerba@gmail.com.

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Nulla sull’intelligenza artificiale che riguardi le persone con disabilità sia deciso senza il loro contributo

Superando - 5 Gennaio 2026 - 4:50pm

«L’intelligenza artificiale – scrivono dall’Associazione sammarinese Attiva-Mente – non è neutrale e non può essere accolta con leggerezza. E nulla su di essa che riguardi le persone con disabilità deve essere deciso senza la loro presenza e senza il loro contributo. Si parla infatti di qualcosa che può essere un ponte verso una maggiore libertà o un muro invisibile che esclude. La differenza non la fa la tecnologia in sé, ma le scelte politiche, sociali e culturali che saremo in grado di compiere»

L’intelligenza artificiale non è più un orizzonte lontano: è una realtà che entra ogni giorno nella vita delle persone, nei servizi pubblici, nella sanità, nella scuola, nel lavoro e persino nelle decisioni amministrative. Ma se per qualcuno rappresenta una promessa di efficienza e innovazione, per molte persone con disabilità può diventare un terreno minato, dove diritti e dignità rischiano di essere compromessi in modo silenzioso e invisibile.
Il recente documento Impacts of Artificial Intelligence on Disabled People (“Impatto dell’intelligenza artificiale sulle persone con disabilità”), pubblicato dall’ILMI, il Movimento Irlandese sulla Vita Indipendente, apre un confronto urgente: chi è davvero al centro dello sviluppo dell’intelligenza artificiale? E, soprattutto, cosa succede quando la tecnologia prende decisioni che incidono sulla vita delle persone più vulnerabili?

L’intelligenza artificiale, se sviluppata con responsabilità e con uno sguardo davvero inclusivo, può diventare uno strumento straordinario. Può migliorare l’accessibilità digitale e comunicativa, affiancare le tecnologie assistive come i lettori di schermo o il riconoscimento vocale, sostenere la comunicazione alternativa e aumentare le possibilità di autonomia e partecipazione sociale. Può rendere più accessibili i luoghi, i servizi e i processi amministrativi, permettendo alle persone con disabilità di interagire con la società in modo più libero e pieno.
In queste condizioni, l’intelligenza artificiale non è un lusso tecnologico, ma un vero e proprio “diritto abilitante”, perché rafforza la Vita Indipendente e l’autodeterminazione.

Il rovescio della medaglia nasce quando l’intelligenza artificiale viene introdotta senza controllo, senza trasparenza e soprattutto senza il coinvolgimento delle persone con disabilità nella progettazione di essa. È in queste situazioni che può diventare uno strumento discriminatorio senza che ci sia un’intenzione esplicita di discriminare. Basta che un algoritmo sia addestrato con dati non rappresentativi o basati su modelli normativi, per escludere automaticamente una candidatura lavorativa, penalizzare l’accesso a servizi sociali o perfino influenzare valutazioni sanitarie o assistenziali. Non perché qualcuno lo voglia, ma perché la tecnologia replica e amplifica pregiudizi già presenti nella società.

Un altro rischio riguarda la sostituzione dell’umano nei servizi essenziali. Quando l’intelligenza artificiale viene introdotta solo per risparmiare risorse, si può arrivare a proporre automatismi, chatbot o modelli standardizzati al posto di figure professionali e supporti umani, come l’assistenza personale, che per molte persone con disabilità, sono fondamentali. Questo va in aperto contrasto con i princìpi della Vita Indipendente e con lo spirito della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
A questo si aggiunge il problema della trasparenza: se una decisione sanitaria, amministrativa o sociale viene presa da un sistema automatico, chi risponde degli errori? Chi spiega il perché di una scelta? Chi può correggerla? Un diritto è tale solo se può essere compreso, contestato e difeso.

Tutto questo porta a una conclusione chiara: l’intelligenza artificiale non è neutrale e non può essere accolta con leggerezza. È necessario un quadro etico, politico e normativo che metta al centro le persone con disabilità non come utenti passivi ma come protagonisti.
Il principio da cui partire è semplice e non negoziabile: nulla sull’intelligenza artificiale che riguarda le persone con disabilità deve essere deciso senza la loro presenza e senza il loro contributo. Significa coinvolgere Associazioni e persone direttamente interessate nei tavoli decisionali, nelle valutazioni di impatto, nei regolamenti e nelle linee guida pubbliche.
L’intelligenza artificiale, pertanto, può essere un ponte verso una maggiore libertà o un muro invisibile che esclude. La differenza non la fa la tecnologia in sé, ma le scelte politiche, sociali e culturali che saremo in grado di compiere.

*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino (contatto@attiva-mente.info).

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Dal Braille alla fiamma olimpica, un impegno per rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese

Superando - 5 Gennaio 2026 - 4:21pm

Gli eventi di questi giorni – dalla Giornata Mondiale del Braille di ieri, 4 Gennaio, alla fiamma olimpica che domani, 6 gennaio, a Bologna, verrà portata dal presidente dell’Associazione Barbuto – rappresentano per l’UICI il punto di partenza di un percorso che attraversa sport, istituzioni e cittadinanza attiva, e che troverà nella Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, promossa dall’UICI stessa, il proprio momento di massima partecipazione pubblica Ieri, 4 gennaio, è stata la Giornata Mondiale del Braille

«Con la Giornata Mondiale del Braille di ieri, 4 Gennaio, si è celebrato uno strumento che rappresenta molto più di un sistema di lettura e scrittura – sottolineano dall’UICI Nazionale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) -: il Braille, infatti, è autonomia, accesso alla conoscenza e partecipazione piena alla vita culturale e civile. Si è trattato quindi di una ricorrenza internazionale volta a richiamare l’attenzione sul diritto all’informazione accessibile e che ha aperto idealmente il percorso verso le iniziative istituzionali dedicate alla prevenzione e alla salute visiva, un percorso che troverà un ulteriore importante momento simbolico quando domani, 6 gennaio, il nostro presidente Mario Barbuto sarà tedoforo delle Olimpiadi Invernali di Milano/Cortina, quando la fiamma olimpica farà tappa a Bologna, ciò che porterà il tema della disabilità visiva all’interno di uno degli eventi più universali e condivisi, lo sport, trasformando la staffetta olimpica in un messaggio di inclusione e partecipazione».

In Italia si stima siano oltre un milione e mezzo le persone cieche e ipovedenti, per le quali l’accesso all’informazione, alla prevenzione e alla piena partecipazione sociale rappresenta una priorità civile, prima ancora che sanitaria. «Essere presenti in un contesto universale come quello olimpico – afferma Barbuto – significa ricordare che l’inclusione non è un tema di categoria, ma un valore che riguarda l’intera società. Dal Braille alla prevenzione, infatti, il nostro impegno è rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese».

Come detto inizialmente, dunque, gli eventi di questi giorni rappresentano il punto di partenza di un percorso che attraversa sport, istituzioni e cittadinanza attiva, e che troverà nella Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, promossa dalla stessa UICI, il proprio momento di massima partecipazione pubblica, una Giornata che come ogni anno coinvolgerà scuole, enti pubblici, istituzioni sanitarie e associazioni su tutto il territorio nazionale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Virginia Coletta (virginia@virginiacoletta.it).

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Per accompagnare le persone con disabilità a una vita il più possibile autonoma e partecipata

Superando - 5 Gennaio 2026 - 2:05pm

Verrà aperto in questo mese di gennaio il bando “Vita e Opportunità”, misura rivolta agli Enti del Terzo Settore, con una dotazione di oltre 370 milioni di euro, per finanziare progetti in grado di promuovere al meglio la dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa della vita delle persone con disabilità, affiancando l’entrata in vigore del Progetto di Vita delle stesse persone con disabilità con azioni concrete

Annunciato nei giorni scorsi dalla ministra per le Disabilità Locatelli, a margine della seduta del 29 dicembre della Conferenza Unificata, verrà aperto in questo mese di gennaio il bando Vita e Opportunità, misura rivolta agli Enti del Terzo Settore, con una dotazione di oltre 370 milioni di euro, per finanziare «progetti in grado di promuovere al meglio la dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa della vita delle Persone con disabilità, affiancando l’entrata in vigore del Progetto di Vita con azioni concrete».
Con le risorse a disposizione, quindi, sarà possibile in particolare ristrutturare spazi, acquistare mezzi di trasporto, attrezzature e materiale, attivare corsi di formazione per l’inclusione lavorativa e anche per gli operatori, il tutto lavorando in rete, anche con il supporto delle Istituzioni, garantendo altresì continuità ai progetti avviati. (S.B.)

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