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Promosso da CBM Italia con il sostegno della Fondazione CDP (Ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti) e in collaborazione con l’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo), il progetto Generazione inclusiva punta a promuovere la sensibilizzazione sulla disabilità e l’empowerment (crescita dell’autoconsapevolezza) dei ragazzi e ragazze con disabilità, insieme alle loro famiglie, iniziativa che si inserisce nel più ampio impegno di CBM Italia, organizzazione internazionale attiva in Italia e nel mondo della quale molto spesso abbiamo occasione di occuparci sulle nostre pagine, che opera per la piena inclusione delle persone con disabilità e la promozione dei loro diritti, riconoscendo nell’educazione uno strumento essenziale di cambiamento sociale.
Novità nell’àmbito del progetto è l’ideazione di OLTRE! Vedere e superare le barriere, gioco educativo interamente dedicato al tema della disabilità, progettato con Hackability, organizzazione non profit di Torino impegnata nella promozione dell’accessibilità e dell’inclusione.
OLTRE! permette in sostanza a studenti e studentesse di sperimentare in modo attivo e coinvolgente come la disabilità non sia una caratteristica individuale, ma il risultato dell’interazione tra le persone e ambienti non ancora pensati per tutti e tutte.
Tre le scuole secondarie di secondo grado direttamente coinvolte, l’Istituto Azuni di Cagliari, l’Istituto Del Prete-Falcone di Sava (Taranto) e l’Istituto Polo Liceale di Corigliano Rossano (Cosenza). Rivolta a studenti tra 15 e 18 anni, l’iniziativa si articola in diverse tipologie di intervento, coinvolgendo l’intera comunità scolastica.
La prima linea di azione prevede dieci incontri di formazione rivolti al personale scolastico, in particolare docenti ed educatori, con l’obiettivo di rafforzare competenze e strumenti sui temi della disabilità, dell’inclusione e dei diritti, promuovendo pratiche educative più inclusive.
La seconda consiste in un percorso di orientamento dedicato ai ragazzi e alle ragazze con disabilità insieme alle loro famiglie, per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei percorsi formativi dopo il diploma e favorire una maggiore consapevolezza delle opportunità di studio, di formazione e di avvicinamento al mondo del lavoro, inclusi tirocini ed esperienze professionalizzanti.
La terza direttrice, infine, trasversale e partecipativa, coinvolge tutti gli studenti e le studentesse delle classi aderenti attraverso attività di sensibilizzazione che promuovono il confronto, la collaborazione e il pensiero critico. In questa fase viene appunto utilizzato OLTRE! Vedere e superare le barriere.
Cuore del gioco è la challenge finale, una vera e propria sfida creativa che metterà in dialogo le classi dei tre territori. I gruppi di studenti e studentesse saranno chiamati a ideare e progettare soluzioni innovative, sostenibili e inclusive per rendere più accessibili i propri ambienti di vita e di apprendimento. Le proposte più efficaci verranno poi selezionate e le squadre vincitrici potranno presentare i loro progetti durante l’evento conclusivo, mettendo al centro il ruolo attivo di ragazzi e ragazze nel costruire scuole e comunità più inclusive.
«L’obiettivo fondamentale – sottolineano da CBM Italia – è capire che la disabilità non è una “mancanza” della persona, ma parte integrante della diversità umana e il risultato di una relazione con un ambiente non ancora pensato per tutti, che le barriere non sono solo fisiche ma anche culturali e comportamentali e che un futuro più inclusivo è il frutto di una decisione culturale e progettuale che ci coinvolge tutti e che ci spinge ad andare, appunto…OLTRE!». (S.B.)
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Valeria Zanoni (valeria@tree-ideas.it).L'articolo “OLTRE!”, un gioco educativo interattivo che racconta cos’è veramente la disabilità proviene da Superando.
Fino al 6 febbraio prossimo ogni cittadino e cittadina dell’Unione Europea potrà ancora fornire il proprio contributo alla consultazione pubblica avviata dalla Commissione Europea sul tema Rafforzare la strategia per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030, il cui obiettivo è segnatamente quello di “fotografare” al meglio la situazione delle persone con disabilità nell’Unione, quali aree necessitino di maggiore impegno e quali azioni dovrebbero essere attuate nei prossimi quattro anni. In tal senso si può farlo a titolo personale o a nome di un’organizzazione, sia fornendo un proprio semplice commento (feedback), tramite questo link oppure rispondendo al questionario specificamente predisposto (a quest’altro link: scegliere in alto la versione in lingua italiana).
Interessante è segnalare i contenuti della risposta alla consultazione fornita dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, che nel sottolineare i progressi attuati negli ultimi anni grazie alla Strategia Europea per i Diritti delle Persone con Disabilità, tra cui la Direttiva sulla Carta Europea della Disabilità e sul Contrassegno di Parcheggio e il Centro Risorse AccessibleEU, ha tuttavia ricordato «che permangono lacune significative, evidenziate sia dalle organizzazioni di persone con disabilità, sia dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità Nazioni Unite. La Commissione Europea dovrà quindi aggiungere nuove iniziative-faro per colmare tali lacune, non limitandosi a proseguire il lavoro esistente».
In particolare l’EDF ha chiesto che vengano adottate «misure vincolanti basate su precedenti azioni non legislative», quali, nel dettaglio, «la Garanzia per l’Occupazione e le Competenze per le Persone con Disabilità, ossia uno strumento che fornisca finanziamenti e supporti volti a garantire alle persone con disabilità parità di accesso all’istruzione, alla formazione e al lavoro. E anche una nuova Agenzia Europea per l’Accessibilità, che regolamenti appunto l’accessibilità, supporti l’attuazione delle leggi esistenti, assista e monitori i Paesi dell’Unione Europea, scambiando buone pratiche. E ancora, una legislazione che garantisca l’accessibilità economica e la disponibilità delle tecnologie assistive, una Direttiva sulla libera circolazione delle persone con disabilità, un pacchetto di norme mirate alla deistituzionalizzazione nell’Unione Europea, basandosi su dati più attendibili e sull’integrazione nei quadri di finanziamento dell’Unione. Infine, un fondo per l’accessibilità collegato al Piano per l’Edilizia Sostenibile e da ultima, ma non certo ultima, un’azione coordinata per porre fine alla sterilizzazione forzata in tutta l’Unione Europea». (S.B.)
L'articolo Aggiornamento della Strategia Europea sulla disabilità: la consultazione pubblica è aperta fino al 6 febbraio proviene da Superando.
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In tutta Europa il tema dell’abitare accessibile e adeguato per le persone con disabilità e per le persone anziane con ridotte capacità motorie è sempre più riconosciuto come una questione centrale di diritti, inclusione e sostenibilità sociale. Non si tratta di interventi settoriali o emergenziali, ma di politiche strutturali indispensabili per garantire la Vita Indipendente, prevenire l’istituzionalizzazione e sostenere una società che cambia e invecchia.
Anche il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità [l’organismo preposto a monitorare l’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, N.d.R.] ha più volte evidenziato come l’assenza di politiche efficaci sull’abitare accessibile rappresenti un ostacolo rilevante, in particolare per quanto riguarda il diritto a vivere nella comunità e a scegliere dove e con chi abitare.
Le Osservazioni del Comitato chiariscono che l’accessibilità del costruito non è un aspetto meramente tecnico, ma parte integrante degli obblighi degli Stati ai sensi degli articoli 9 (Accessibilità), 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società) e 28 (Adeguati livelli di vita e protezione sociale) della Convenzione.
Negli ultimi mesi, inoltre, numerose organizzazioni europee e internazionali hanno approfondito questo tema, contribuendo a costruire un quadro di riferimento chiaro e condiviso.
Esistono ad esempio studi pubblicati dall’EASPD (European Association of Service Providers for Persons with Disabilities), l’Associazione Europea dei Fornitori di Servizi per Persone con Disabilità, che analizzano politiche e pratiche in diversi Paesi europei e sottolineano come la disponibilità di abitazioni accessibili, adeguate e sostenibili sia una condizione essenziale per rendere effettivo il diritto a vivere nella comunità (si vedano Building inclusive housing: Perspectives from across Europe a questo link e Housing as a path to inclusion and independent living: EASPD Position Paper, Recommendations for the European Affordable Housing Plan a quest’altro link).
Tali ricerche evidenziano inoltre che la maggior parte del patrimonio edilizio esistente, in particolare quello privato, rimane difficilmente accessibile, poiché le norme di accessibilità si applicano prevalentemente alle nuove costruzioni o alle grandi ristrutturazioni (da segnalare anche ENIL demands housing and support first approach for deinstitutionalisation, prodotto da ENIL, la Rete Europea sulla Vita indipendente, disponibile a questo link).
Una riflessione analoga emerge anche da una Risoluzione dell’EDF (European Disability Forum), il Forum Europeo sulla Disabilità, sul diritto a un’abitazione accessibile e a prezzi sostenibili.
Tale Risoluzione richiama l’attenzione sul fatto che la carenza di alloggi accessibili limita concretamente le possibilità di scelta, autonomia e partecipazione sociale delle persone con disabilità, incidendo sulla qualità della vita e sui percorsi di inclusione.
A completare questo quadro, anche le analisi dell’OCSE (OECD), l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che mostrano come l’accesso all’abitazione sia strettamente legato all’autonomia personale, alla partecipazione sociale e alla prevenzione della povertà. Le persone con disabilità, viene evidenziato in particolare dall’OCSE, affrontano spesso costi abitativi più elevati a fronte di redditi mediamente più bassi, rendendo necessario un intervento pubblico mirato per evitare nuove forme di esclusione.
Le difficoltà legate all’accessibilità delle abitazioni incidono in modo diretto e concreto sulla possibilità di mantenere o costruire percorsi di Vita Indipendente, di sostenere l’autonomia delle persone anziane e di alleggerire la pressione che oggi grava su famiglie, servizi e strutture residenziali. Allo stesso tempo, limitano la possibilità di sviluppare soluzioni di vita nella comunità coerenti con i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Sarebbe quindi quanto mai importante un confronto condiviso e costruttivo, che coinvolgesse istituzioni, tecnici, operatori del settore, associazioni e cittadini, per affrontare in modo sistematico il tema dell’accessibilità del costruito esistente, pubblico e privato. Un confronto che riguardasse anche le politiche di adattamento e ristrutturazione accessibile, il ruolo dell’edilizia pubblica nella promozione dell’autonomia e dell’inclusione, nonché il necessario coordinamento tra politiche abitative, disabilità e invecchiamento.
Abitare in modo accessibile, infatti, non riguarda solo alcune persone, ma incide sulla qualità della vita e sulla sostenibilità dell’intera comunità.
*Attiva-Mente è un’Associazione della Repubblica di San Marino (attivamentersm@gmail.com).
L'articolo Abitare accessibile: una sfida europea proviene da Superando.
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Nei prossimi giorni, come ormai accade da alcuni anni, Village for all (V4A®), la nota rete impegnata da molti anni sul tema dell’innovazione turistica specializzata in ospitalità accessibile, sarà presente con un proprio stand a Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, evento in programma dal 2 al 5 febbraio a Riva del Garda (Trento), e in tale àmbito parteciperà anche attivamente, il 2 febbraio (Outdoor Boom Arena Pad A2, ore 15), all’incontro denominato Orizzonti possibili nel turismo open air Di Ognuno, ove il “Di Ognuno” menzionato nel titolo è, lo ricordiamo, il progetto pluriennale promosso dallo stesso Salone Hospitality, in collaborazione con Village for all V4A e con Lombardini22, centrato sul tema dell’accessibilità trasparente nell’ospitalità, ciò che porta a soluzioni di qualità per tutti, e non solo a persone con esigenze specifiche, realizzando un vantaggio competitivo nel medio-lungo termine.
Ad organizzare l’incontro è stata FAITA Federcamping, allo scopo, come viene detto in sede di presentazione, «di comprendere come il turismo open air si stia evolvendo in risposta a nuovi bisogni e nuovi target; approfondire il valore dell’ospitalità accessibile come leva di sviluppo sostenibile; confrontarsi su soluzioni concrete e replicabili per campeggi, villaggi, glamping e strutture outdoor; integrare accessibilità, progettazione e gestione in una visione coerente e orientata al futuro».
Vi interverranno Roberto Vitali, cofondatore e amministratore delegato di Village for All e Cristian Catania, architetto e responsabile della progettazione inclusiva per Lombardini22. (S.B.)
L'articolo Il valore dell’ospitalità accessibile come leva di sviluppo sostenibile proviene da Superando.